Snif S ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Perchè si è scelta la svastica come simbolo del nazismo e la croce celtica per il fascismo?

Cè un motivo o hanno scelto a caso?

Aggiornamento:

Vabbè scusate ho visto la croce celtica in molte immagini legate al fascismo allora ho pensato che ne fosse il simbolo

3 risposte

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    La parola svastica deriva dalla traslitterazione dell'omonimo termine sanscrito (स्वास्तिक in alfabeto devanagari) che significa genericamente «fortunato, di buon augurio» ed è utilizzato nel suo contesto linguistico per simboleggiare "persone o cose che portano fortuna".

    La prima parte della parola è composta dal prefisso su- che significa "buono, bene" (linguisticamente affine al greco ευ, eu- con lo stesso significato) e da asti, coniugazione della radice verbale as (essere): svāsti, pertanto, assume il significato di "stare bene". Il suffisso -ka forma un diminutivo, per cui svastica è traducibile letteralmente come "piccola cosa in relazione con lo star bene" che si può far corrispondere a un termine come "portafortuna" [1].

    Generalmente, per consuetudine, il termine svastica viene considerato in italiano un sostantivo di genere femminile. Originariamente, in sanscrito, il sostantivo è in realtà maschile trattandosi di una parola utilizzata prevalentemente come simbologia per l'astro solare contrapposta alla simbologia lunare [2]. È possibile ipotizzare che il suo utilizzo al femminile, in occidente, derivi dall'errata traduzione in "felicità" [3].

    Ritrovamenti archeologici [modifica]

    Collana iraniana del primo millennio AC, Museo nazionale d'Iran Elmo greco con inciso il simbolo della svastica, 350-325 a.C. rinvenuto a Ercolano. Cabinet des Médailles, ParigiI primi reperti consistenti facenti uso della svastica risalgono al Neolitico, anche se esistono alcuni rari reperti persino risalenti del tardo Paleolitico. Il simbolo è stato ritrovato in numerori frammenti di ceramica nel Khuzestan (Iran) e persino nella scrittura utilizzata dalla Cultura Vinca nell'Europa neolitica. Altri ritrovamenti risalgono all'Età del bronzo nella zona di Sintashta in Russia e all'Età del ferro nel Caucaso settentrionale e in Azerbaijan [4]. In tutte queste culture il simbolo non sembra ricoprire significati particolari, ma semplicemente come uno fra i tanti simboli utilizzati.

    Reperti archeologici in Italia [modifica]

    Una svastica è incisa nel tufo di una tomba etrusca nel Cavone di Sovana, una città etrusca in provincia di Grosseto, (frazione del comune di Sorano).

    Il simbolo è disegnato su un busto femminile in terracotta policroma, custodito nel museo di Paestum.

    Un fregio svasticoide appare su di una terracotta previllanoviana conservata al museo etrusco di Villa Giulia a Roma.

    Nelle catacombe dei Santi Marcellino e Pietro , a Tor Pignattara ( Roma), é visibile una figura umana , piuttosto enigmatica, che indossa un abito su cui spiccano tre svastiche.

    Un vaso greco decorato con molte svastiche è presente nel museo archeologico "Ridola" di Matera.

    Alcune svastiche sono presenti nei mosaici delle ville del sito archeologico di Ercolano (Napoli) e distrutte nell'eruzione vulcanica del 79. Anche a Pompei compare spesso come motivo ornamentale: ve ne sono diverse nella decorazione della volta dell'apodyterium (spogliatoio) delle Terme Stabiane.

    Diverse svastiche sono presenti nel "Mosaico a cassettoni" della Domus dei Coiedii di Suasa.

    Un piatto in terracotta decorato con svastiche è presente nel museo archeologico di Melfi, all'interno del castello normanno, tuttavia attualmente non è esposto al pubblico.

    Una serie di svastiche sono scolpite lungo i quattro lati del detto di Stilicone , collocato sotto pulpito della Basilica di Sant'Ambrogio, a Milano.

    Motivo ricorrente tra le decorazioni a mosaico della Basilica di San VItale a Ravenna e nel vicino Mausoleo di Galla Placidia e nel pavimento più antico di San Giovanni Evangelista

    La rosa camuna di Carpene (Sellero) presenta, secondo gli archeologi, una forma a svastica.

    Sulla pavimentazione di Ostia antica nei pressi delle rovine del teatro è presente una svastica raffigurante il sole.

    Sul fondo di una piscina termale presso il tempio di Elea-Velia sito nel comune di Ascea.

    Sul tetto interno del duomo di Reggio Calabria sono incise una serie di svastiche lungo tutti gli infissi.

    Molte svastiche sono presenti come elementi decorativi e simboli di buon augurio nei mosaici e nei dipinti murali della Villa Imperiale di Piazza Armerina in Sicilia.

    La svastica nella cultura e nella religione

    Da simbolo augurale a emblema nazista

    La svastica nella bandiera nazista.Il vocabolo sanscrito è documentato per la prima volta nei testi dell'epica classica indiana quali il Ramayana e il Mahabharata, due testi sacri dell'induismo. Il simbolo pare essersi diffuso nelle aree intorno all'India - nella duplice forma con i rebbi rivolti a destra (senso orario) o a sinistra (senso antiorario) - come schema grafico votivo implorante benessere e fortuna. Ebbe anche la funzione di rappresentare in via stilizzata il Sole.

    Fu in uso presso popolazioni diverse, per esempio presso molte tribù di nativi americani come i Navajo che lo avrebbero però eliminato dalla loro tradizione durante la seconda guerra mondiale rifiutando ogni acc

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  • HOTDOG
    Lv 4
    1 decennio fa

    la croce celtica NON è il simbolo del fascismo

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  • 1 decennio fa

    La svastica dal sanscrito significa “apportatore di salute” ed è un simbolo universalmente conosciuto da molte culture fin dal neolitico con significati augurali o di fortuna.

    Ancora oggi è un simbolo sacro in alcune religioni come l'Induismo il Buddismo ed il Giainismo

    La “croce uncinata” destrogira venne adottata nel 1910 in Germania come segno d’arianità da vari gruppi antisemiti.

    Nel 1919 apparve come simbolo araldico della Thule-Geselschaft e, secondo il suo fondatore, indicava il percorso ascendente del sole dal solstizio d’inverno a quello d’estate.

    Quindi Hitler, nel 1920 scelse la svastica come simbolo, prima del partito nazionalsocialista e poi del terzo reich (dal 1933 al 1945), non solo perché affascinato dall’alone di mistero e dall’aura magica che lo circondavano, ma al fine di utilizzarlo contro gli ebrei basandosi su una sorta di fanta-archeologia da strapazzo sui riti degli antichi Ariani.

    Gli ebrei infatti non utilizzavano la svastica, che era eredità degli Arii che ne avevano diffuso il culto ovunque.

    Ritenendo gli Ariani superiori in quanto semidei, pensò che dovevano a tutti i costi riguadagnare la superiorità perduta.

    L’esoterismo fu studiato da Hitler con l’intento di sviluppare una società “mistico-politica”; i colori ufficiali del vessillo nazista, il nero, il rosso ed il bianco erano colori sacri all’alchimia.

    La prima Croce Celtica, ritrovata nei Pirenei francesi, risale al 10.000 a.C. E' chiamata anche Ruota del sole, Anello Crociato, Sigillo dei Druidi o Croce Druidica.

    Sia la croce verticale che quella diagonale con i bracci della medesima lunghezza sono dei simboli presenti in moltissime culture. Cerchio e croce, sembrano avere valenze quasi antitetiche: il cerchio non ha un inizio né una fine e non ha direzione, mentre la croce ha un moto che s'espande verso l'esterno a partire da un singolo punto centrale. Il cerchio è spesso simbolo lunare femminile, mentre la croce inscritta in un cerchio, è simbolo solare maschile.

    Rappresenta anche l'Albero della vita; simbolo spaziotemporale che può esprimere il mistero del cosmo, in cui è inserita la terra.

    La croce in sé si ricollega anche ad altre idee: le quattro direzioni dei quattro punti cardinali, l'incontro della linea orizzontale con quella verticale ad implicare l'incontro delle forze della terra e quelle del cielo rendendo esplicito il mistero del centro.

    La croce celtica non venne mai adottata dal regime fascista, ma divenne uno dei più noti e diffusi simboli neofascisti, in quanto venne usata prima dal Parti Populaire Français, un partito collaborazionista della Francia occupata, e nel dopoguerra. In particolare: dal 1955 in Francia, dal Pnf in Belgio e dal 1958 in Italia, e da diversi gruppi di estrema destra di tutta Europa.

    Perché i neofascisti si sono appropriati della croce celtica? E chi lo sa! Ricavare un senso della "cultura" di destra è sempre cosa ardua: sta di fatto che questo simbolo è rimbalzato, attraverso infinite mediazioni, sul capoccione pelato dei naziskin e nei convegni sulle "radici celtiche", di cui si pascono gli assessorati della Lega

    Quali simboli nazi-neofascisti, inneggianti all' odio razziale, svastica e croce celtica stilizzata, sono giustamente fuori legge in Italia.

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