Anonimo
Anonimo ha chiesto in Società e cultureReligione e spiritualità · 1 decennio fa

“Non c’è alcun fine da perseguire, alcuna meta da raggiungere ?

“Non c’è alcun fine da perseguire, alcuna meta da raggiungere e non occorre fare alcuno sforzo per migliorarci. Soprattutto non c’è niente di noi che non vada bene”.Ognuno rincorre quotidianamente obiettivi a volte inutili o irraggiungibili, con il risultato di sentirsi fallito e inadeguato. Eppure basta poco per trovare un equilibrio interiore, semplicemente fermandosi un istante a guardarsi dentro, accettandosi così come si è, anche con i propri difetti e le proprie debolezze. In questo senso la filosofia orientale, l’arte zen, il tao e alcuni princìpi della mistica ebraica possono esserci utili a trovare la strada dell’armonia e cambiare radicalmente il nostro atteggiamento verso la vita.

Raffaele Morelli

Medico e psicoterapeuta, dirige la rivista “Riza psicosomatica” e il mensile “Per Me”. Presidente dell’Istituto Riza, ha pubblicato numerosi libri tra cui Lo psichiatra e l’alchimista e Alle radici della felicità.

Avete mai pensato, che per stare bene bastasse così poco?

Non sarebbe il caso di meditarci sopra un attimino?

Aggiornamento:

Ciao Viratarupa, ogni tanto abbiamo il piacere di averti ancora tra di noi.

D'accordo con Dogen, e Rinzai, ma senza andare a scomodare sfere tanto alte, anche nella filosofia spicciola di tutti i giorni, c'è molto da imparare da queste parole, specialmente per chi rincorre sogni irraggiungibili o inutili, sprecando energie che potrebbero convogliare in azioni più utili.

Aggiornamento 2:

Lu.ca, se ti danno lo sfratto, ti tagliano la luce e non hai i soldi per vivere, lo sappiamo tutti, che nessun filosofo e nessun altezza spirituale raggiunta, ti può aiutare a risolvere il problema.

Ma tante persone, fortunatamente questi problemi non li hanno, e ciò nonostante si complicano ugualmente la vita. Queste parole sono rivolte a loro, e non a chi ha problemi veri e seri!

Puoi essere buttato in mezzo alla strada e prenderla con il sorriso sulle labbra come farebbe un illuminato, ma sempre in mezzo alla strada saresti!

I veri problemi non si risolvono con massime filosofiche. Ma quanti falsi problemi ci poniamo? Per questi falsi problemi a volte basta una parola che coglie nel segno, e il problema svanisce come neve al sole, perchè la sostanza della quale era fatto, era semplicemente un'illusione mentale.

Aggiornamento 3:

Stu Redman E chi dice di fermarsi? Qui si parla di equilibrio tra le due cose, e non di inseguire gli estremi.

Aggiornamento 4:

Stu, ti sei fermato alla frase iniziale e non riesci ad andare più in là?

"Ognuno rincorre quotidianamente obiettivi a volte inutili o irraggiungibili, con il risultato di sentirsi fallito e inadeguato."

Ti dicono niente queste parole?

Aggiornamento 5:

Viratarupa, ripensandoci, non sono molto d'accordo con Dogen , per me anche chi si siede normalmente su una sedia, è già un Buddha, e anche chi resta in piedi.

Aggiornamento 6:

Terzo spirito, io sto vedendo che ci sono un sacco di persone che non si accettano e soffrono per questo. Accettarsi per quello che si è, non implica fermarsi e non fare più niente, anzi, vuol dire cambiare i sogni con intenzioni realizzabili, se uno non si accetta per quello che è, non penso che possa fare molta strada, se non restare fermo a commiserarsi!

Aggiornamento 7:

Vedo che il messaggio che intendevo trasmettere è stato da molti travisato, non capito, e magari non letto fino in fondo.

A me del dott.Morelli, non mi può interessare meno, e anzi è la prima volta che lo sento nominare, solo che le sue parole combaciano con i più alti e sottolineo più alti insegnamenti spirituali orientali, e a me tanto bastava, per questo ho postato le sue parole, sperando che potessero essere di aiuto a qualcuno.

Qualcuno ne ha capito il senso, e tanto mi basta.

20 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Detto da Morelli con gli occhialetti e l'aria da docente sapientone suona un po male...cmq in linea di massima son d'accordo.

    Per migliorare bisogna avere un termine di paragone con qualcuno...

    Visto che non mi piace imitare nessuno direi che non voglio migliorare ma conoscermi per quello che sono.

    La filosofia orientale dice queste cose da millenni e Morelli ora ci fà i bei soldini...così è bella la vita!! ;)

    Ps.

    Si folle dello zen, Morelli è un messaggero...che importa chi è o cosa fa? Hai perfettamente ragione...Volevo solo sottolineare che mi sembra un furbetto... ;)

  • 1 decennio fa

    La contraddizione del discorso di Morelli risiede per me nell'affermare che ..."non occorre fare alcuno sforzo per migliorarci.". Ciò presuppone che anche i suoi pazienti non abbiano bisogno delle sue (sicuramente costose) terapie per "migliorarsi" visto che sono perfetti già come sono. Nota bene che io condivido tale pensiero, nel senso che penso che ogni essere abbia in sè le potenzialità più o meno latenti per essere perfetto, anche se non le sa esprimere ed usare.

    Ora il Morelli, come molti terapeuti pseudo santoni e pseudo saggi, si pone come figura di "maestro" ( l' antica figura dello sciamano) che offre il suo insegnamento per acculturare su come un essere perfetto possa trovare la sua perfezione ( ???)...

    Tornando invece a noi poveri asceti "de noartri" anch'io come te penso che basti quel che abbiamo ( e non è poco: già il fatto stesso di esistere è un gran dono) e penso che la nostra vita sia il nostro training.

    Essa non ci risparmierà mai sofferenze e dolori, oltre chiaramente alla gioia e all'amore, ma un atteggiamento positivo ed equilibrato ci permetterà di affrontare gli inevitabili problemi con un atteggiamento migliore: senza astio, odio, frustrazione, ma col coraggio di chi sa di valere sempre e nella certezza di saper e poter attingere a quella ricchezza che è dentro ognuno di noi e che aspetta solo di essere risvegliata.

    Ma di questo ci possiamo occupare noi, lasciamo ai guru mediatici le apparizioni televisive.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La vita è un gioco, se migliorarsi è un divertimento, perchè non farlo?

    Ciao!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Esatto ! Ma c'è di più ! il Maestro Zen Dogen dopo 5 anni passati ad apprendere il CHAN nelle grotte della Cina tornando in patria fondò una delle due correnti dello Zen in Giappone che sussiste ancora oggi, la Scuola Soto, e nel suo trattato, lo Shobogenzo, dice testualmente che chiunque si sieda nella posizione del loto come faceva il Buddha è già un Buddha ...

    SHANTI (pace e bene)

    viratarupa (forma di ciò che è cessato)

    Fonte/i: Vimalakirti Nirdesa-Sutra Sutra della Piattaforma, di Hui Neng Madyamika-Karika, di Nagarjuna Surangama Sutra Canone Buddhista http://www.centronirvana.it/
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non sono d'accordo in quanto questo pensiero mette dei limiti alla nautura umana quando invece sappiamo bene che le potenzialità dell'essere umano sono senza confini.

    Il Buddismo insegna che non dobbiamo semplicemente rassegnarci agli effetti del karma e dà importanza alla responsabilità personale e alla speranza.

    Gli esseri umani sono artefici di ciò che sono e sperimentano, e in ogni momento mettono le basi di ciò che saranno e sperimenteranno nel futuro. Questo è il karma. Quindi cambiare il karma significa cambiare in ogni momento, a partire dal modo di pensare, parlare e compiere azioni. Il modo migliore per trasformare positivamente gli effetti del nostro karma passato negativo, godere degli effetti del karma positivo passato e creare un karma positivo per il futuro, è permeare le nostre azioni con un rinnovato stato vitale che nasce da una vita in accordo con la Legge mistica dell'universo.

    Ciao!

  • 1 decennio fa

    certo , campare piu' possibile , stante che , statisticamente , nella prossima vita le possibilita' piu' elevate sono di nascere virus .

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Penso che il tuo punto di vista sia completamento opposto alla realtà. Il motivo di questo mio ragionamento e semplice.

    Se mi fermo e guardo dentro di me, non vedo nessun problema, tutti i miei pensieri, tutte le mie intenzioni sono state corrette, ho fatto tutto quello che ho fatto pensando di fare al meglio delle mie capacità, ho visto che non esiste nessun problema con me stesso, tutti i problemi che ho avuto è ho, sono unicamente quando ho a che fare con questo universo o con gli altri.

    Forse a semplice vista possa sembrare superficiale, ma sono sicuro che anche te potresti vederlo.

    Noi non possiamo avere nessun problema con noi stessi, i problemi lo abbiamo quando dobbiamo interagire con altri o con questo universo… il motivo è che questo universo “non è il nostro universo”, nel nostro universo tutto funziona perfettamente, troviamo la ragazza giusta, il lavoro giusto, arriviamo sempre a tempo e manteniamo sempre la nostra parola … ma quando abbiamo a che fare con questo universo, o con altri, allora sembra che qualcosa non funziona cosi bene, la ragazza non era quella giusta, il lavoro è quello che è, arriviamo in ritardo per culpa del traffico, e abbiamo molta difficoltà in poter mantenere la nostra parola.

    E un errore pensare che siamo noi che sbagliamo, Non siamo noi a sbagliare, forse non riconosciamo il fatto che questo universo funziona con altre leggi differenti alle nostre, forse dobbiamo imparare di più sugli altri, essere più coscienti sia di noi stessi che della “realtà” che ci circonda, e fare quello che uno fa nello stesso momento che lo fa. Abbiamo a che fare con un universo molto rigido e crudele che non perdona quelli che non rispettano le sue leggi, e bisogna riconoscere quello che è, non quello che noi vorremo che sia.

    Forse cosi, possiamo cominciare di nuovo a ripristinare o creare nuove mete da raggiungere, ma con la consapevolezza e conoscenza acquisita (tramite le nostre esperienze con questo universo), in fin di conti non è altro che un gioco.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Infatti.

    L'armonia si raggiunge accettandoci così come siamo, è inutile cercare di fare del bene a tutti i costi per avere un premio finale o per metterci a posto la coscienza, è tempo sprecato.

    Fare del bene a quel punto diventa un fatto puramente egoistico, e l'egoismo appaga momentaneamente senza regalare felicità.

  • Lu.Ca.
    Lv 4
    1 decennio fa

    Io amo i filosofi come i poeti: in certi momenti, in condizioni opportune, ti permettono di evadere, di meditare sulle cose della vita, di pensare.

    Quando però si hanno le bollette scadute, i figli da mantenere, le tasse da pagare e l' impiego in pericolo, questi momenti diventano molto improbabili e difficile concederseli.

    Quando si è in piena corsa e nella necessità di vincere, sono i muscoli che si sfruttano; la filosofia, la poesia, lasciano il tempo che trovano.

    Ho meditato sopra un poco e sono arrivato alla conclusione che per stare, non dico bene, ma almeno un po' meglio, purtroppo, ci vuole ben altro.

    Ti ringrazio e ti saluto. Ciao.

  • 1 decennio fa

    Con tutto il rispetto per Morelli, basterebbe avvicinarsi alla spiritualità con altri riferimenti. Cominciamo con Hesse e il suo Siddharta o gli insegnamenti di Gurdjieff.

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