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Nirok ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

Antichi soldati romani!!!!!!!!!!!?

Che tipo di soldati c'erano in una legione romana dell'epoca imperiale, vale a dire da Augusto???? Mi spiego meglio: cavalieri, legionari, arcieri, triarii... cose varie! URGENTE!!!!! ^^'

6 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Velites

    Erano soldati di fanteria leggera poco armati, aprivano il combattimento lanciando i loro giavellotti. I velites avevano almeno due giavellotti lunghi in tutto circa 112 cm e spessi 1,85 cm, la punta in metallo contava circa 22 cm della lunghezza totale. Livio ci fa sapere dell'uso da parte dei velites del gladius hispaniensis, il quale era un tipo di gladio lungo intorno ai 75 cm. Questi soldati portavano uno scudo piccolo (circa 1 metro) e rotondo chiamato parmula, non indossavano un'armatura ma solo un semplice elmo talvolta coperto da una pelle di animale. Questo tipo di fanti venivano collocati davanti allo schieramento e avevano la funzione di sfoltire i ranghi avversari lanciando i loro giavellotti per poi ritirarsi velocemente nelle loro linee.

    Hastati

    Erano soldati di fanteria pesante armati di gladius hispaniensis e giavellotti pesanti, portavano un lungo scudo ovale. Questi soldati indossavano come protezione al torace una placca di metallo rettangolare legata con lacci di cuoio. Il loro elmo era di derivazione greco-attica ed era spesso ornato di piume sull'apex, questo elmo aveva delle cerniere per collegare i paragnatidi (parti dell'elmo che coprono le guance) al coppo e il disegno in rilievo di due sopracciglia che caratterizzerà gli elmi successivi.

    Principes

    Erano soldati di fanteria pesante più esperti degli Hastati nonostante fossero ugualmente organizzati e armati.

    Triarii

    Erano i soldati di fanteria pesante più esperti della legione. Erano armati come hastati e principes, ma portavano una lancia simile a quella che si usava nella falange anziché un giavellotto. In seguito prese piede tra gli armamenti militari la lorica hamata e nuovi tipi di elmo.

    I ruoli dei soldati si andarono uniformando, fino a quando con la riforma di Mario del 107 a.C. si formò la legione coortale che raggruppava il manipolo degli hastati, dei principes e dei triarii in una sola coorte.

    Con l'inizio dell'impero l'armamento del legionario romano cambia drasticamente. Il legionario del I secolo a.C. è nell'immaginario comune lo stereotipo di soldato romano. Questo soldato indossava sopra la tunica una pesante lorica segmentata del tipo Kalkriese o Corbridge, due nuovi tipi di elmi chiamati gallico imperiale e italico imperiale, tre pila (in lingua latina è il plurale di pilum) e uno scudo rettangolare con i disegni e il nome della propria legione. Al cinturone molto decorato (il balteus) erano appesi il gladio di tipo Mainz o un gladius ispaniensis a destra (questa posizione permetteva al soldato di estrarla senza disturbare il braccio con cui teneva lo scudo), il pugio (un piccolo pugnale) a sinistra e il cingulum. Quest'ultimo consisteva in quattro o cinque pendagli, che durante il combattimento producevano un suono metallico con lo scopo di atterrire il nemico. Per evitare le abrasioni al collo prodotte dalla corazza, il legionario indossava un'imbottitura sulle spalle chiamata focale e un fazzoletto al collo. Come sempre a seconda dei nemici che la legione doveva affrontare i fabbri apportavano modifiche e accorgimenti sull'armamento.

    Lorica segmentata del tipo Kalkriese

    Si diffuse all'inizio del I secolo d.C., venne sostituita dopo poco tempo dalla lorica del tipo Corbridge. Era costituita da molte più fibbie e lacci della lorica Corbidge, ma in sostanza la struttura era uguale.

    La lorica segmentata del tipo Corbridge

    La lorica segmentata del tipo Corbridge è una armatura composta da piastre di metallo (7 orizzontali e 5 verticali sulle spalle del soldato). Si iniziò a diffondere dal 50 d.C. circa. Questa armatura è molto facile da trasportare ma difficile e scomoda da indossare, in quanto le placche erano unite tra loro da lacci e piccoli componenti, i quali si potevano rompere durante il combattimento e dovevano essere sempre sostituiti.

    Gli elmi gallico imperiali e italico imperiali

    I primi erano notevolmente influenzati dagli elmi gallici anche nelle decorazioni (per questo elmi gallico imperiali). I secondi, di produzione delle officine italiche, erano di ispirazione greco-italica soprattutto nella forma del coppo, leggermente allungata in avanti (visibile maggiormente nei primi modelli), e delle paragnatidi. Gli elmi gallico imperiali presentavano un coppo semisferico e, come gli italico imperiali, un esteso paranuca e un rinforzo frontale. Dopo la guerra di Traiano in Dacia del 101 d.C. vennero aggiunti dei rinforzi incrociati sul coppo, in quanto i Daci utilizzavano spade ricurve con le quali superavano lo scudo romano e colpivano dall'alto. Gli elmi gallico imperiali sono caratterizzati dalla presenza sulla parte frontale del disegno in rilievo di due sopracciglia. Questi elmi sono stati prodotti prevalentemente in ferro, in alcuni casi però possono essere in bronzo.

    Gli elmi gallico imperiali sono stati classificati dal Robinson con le lettere dalla A alla K, gli italico imperiali dalla A alla H. Questi due tipi di elmo sono raggruppati da a

  • 1 decennio fa

    La legione classica era formata da una base di fanteria pesante che può anche essere equiparata ad un genio combattente:infatti i legionari erano capaci anche di costruire accampamenti fortificati ed erigere macchine militari da soli e senza l'intervento di reparti specialisti.Oltre a questa base c'era generalmente un contingente di cavalleria romana ma esso era molto ristretto ed aveva per lo più il compito di proteggere e seguire appresso il comandante.Con la legione ma non integrati ad essa c'erano gli ausiliari i quali arruolati in tutto l'impero o forniti dagli stati clientelari erano generalmente assegnati alle forze di cavalleria,di tiratori o di fanteria leggera;infatti la legione romana al tempo di augusto era formata generalmente da romani od italici visto che non essendo per natura nè cavalieri nè tiratori essi non erano dislocati in branchie dell'esercito nel quale non combattessero al meglio.Questi ausiliari erano una sorta di mercenari poichè combattendo per l'impero ottenevano la cittadinanza romana con tutti i privilegi da essa concessi.Le più famose ed utilizzate categorie di ausiliari erano i frombolieri delle baleari,i cavalieri sarmati,i cavalieri del Ponto e della Bitinia e(ma i periodi successivi a quello augusteo)i cavalieri catafratti armeni.

    Fonte/i: Studi Personali La grande strategia dell'impero romano di Edward N. Luttwak
  • Anonimo
    1 decennio fa

    Alla fine della repubblica, l’esercito era costituito da 45 legioni. Augusto le ridusse a 25, ma vi affiancò i corpi alleati, che fornivano un contingente di fanteria pari a quello romano e uno, assai maggiore, di cavalleria.

    L’espansione dell’impero fu tale che intorno al 100 d.C. l’esercito era composto in maggioranza da non Italici.

    All’inizio del secondo secolo d.C. Adriano tentò di controllare il vasto impero con innovazioni politico-militari; il territorio conquistato era abitato da 80-100 milioni di persone e pensò di controllarlo con un esercito di 300-400 mila soldati, un corpo relativamente modesto. Egli incrementò il sistema difensivo passivo con i limites, linee fortificate presidiate da ausiliari, mentre le legioni erano stanziate più all’interno e rappresentavano l’elemento necessario in caso di invasioni, per intervenire massicciamente.

    L’esercito era ormai composto quasi esclusivamente da provinciali e in battaglia si accentuava troppo il serraggio delle file tra reparto e reparto, rendendo lo schieramento meno mobile; perciò Adriano fece disporre le dieci coorti in un quadrato senza intervallo tra i reparti, riproponendo la formazione a falange; davanti a tutti c’era la cohors miliaria, i migliori soldati, che coprivano l’intero fronte della legione.

    Il livello di vita agiato in cui prosperava l’impero contrastava con il tenore di vita delle popolazioni confinanti, che ormai si infiltravano nell’impero in cerca di fortuna; col tempo le invasioni si trasformavano, da invasioni di saccheggio diventavano vere e proprie migrazioni di popoli.

    L’esercito dovette perciò passare da una tattica difensiva, attuata con i limites, ad una più offensiva, cambiando anche la struttura interna delle legioni, che, stanziate in località strategiche, dovevano intervenire velocemente in località spesso distanti e portarvi soccorso, senza abbandonare la difesa del campo base. Fu necessaria l’istituzione di reparti molto efficienti, del tutto autonomi dal resto della legione, così da poter essere inviati celermente, detti vexillationes (distaccamenti).

    In teoria quando ne sorgeva la necessità, la legione distaccava una parte delle truppe da mandare dove occorrevano, anche se le vexillationes erano formate dai migliori legionari, mentre a difesa del campo erano adibiti i meno giovani; il sistema, molto usato, non dava risultati positivi, sia perché si affrontava il nemico con eserciti costituiti da diversi reparti, che non avevano perfetta intesa, sia perché s’ indebolivano i confini dove le legioni cedevano vessillazioni.

    Comunque veniva istituito un altro tipo di reparto, il numerus formazione, di circa 1000 uomini, reclutati tra i barbari stanziati entro i confini: era un altro tassello della barbarizzazione della legione.

    Da Adriano in poi l’impero cercò solo di difendersi da attacchi esterni; il Senato era solo una formalità e alcuni fattori, tra cui l’esercito, contribuirono alla destabilizzazione del potere centrale; per l’appunto l’apparato militare diventò elemento di crisi con continue sollevazioni e ammutinamenti, anche se era l’unico mezzo con cui si salvava l’unità territoriale dell’Impero stesso.

  • 4712
    Lv 5
    1 decennio fa

    La legione romana era formata da... legionari, sembra banale ma non lo è. Tutte le altre truppe (cavalleria, arcieri, frombolieri) erano formate da truppe ausiliarie reclutate tra barbari fedeli. In origine, ai tempi della prima repubblica, la cavalleria era formata dall'elite dell'esercito romano (e di questo rimane traccia nell'ordine censuario,con la classe degli equites, e anche nella figura giuridica del dittatore, che deve essere affiancato da un magister equitum) ma la cavalleria romana delle origini non aveva nulla a che vedere con il nostro concetto di cavalleria, e ciò si capisce anche dall'altro nome con cui erano noti, cioè i "celeres", perché gli antichi cavalieri romani raggiungevano velocemente il punto in cui servivano,quindi smontavano da cavallo e combattevano a piedi.

    Perché i romani avevano scoperto una cosa fondamentale: che una fanteria ben equipaggiata e soprattutto disciplinata, può agevolmente respingere qualsiasi attacco di cavalleria. Dopo di loro la faccenda è stata dimenticata per oltre mille anni, finché i medievali cavalieri francesi si sono schiantati contro i disciplinati quadrati di picchieri svizzeri e spagnoli. Anche arcieri e frombolieri erano usati perlopiù in azioni di disturbo, perché una legione ben comandata poteva proteggersi da qualsiasi lancio di frecce e pietre e contrattaccare.

    AL tempo di Augusto le legioni erano formate da cittadini romani (anche gli italici avevano da tempo ottenuto la cittadinanza), le legioni, formate da circa 5 - 6mila uomini erano divise in 10 coorti di circa 600 legionari. Ogni coorte costituiva un'unità di combattimento che poteva agire autonomamente ed era formata da tre manipoli di due centurie l'uno, i tre manipoli venivano chiamati per distinguerli hastati,princeps e triarii, ma la distinzione riguardava solo la loro posizione all'interno della coorte, dato che l'armamento dei legionari era stato uniformato da Caio Mario.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Clicca sul link e leggi tutto con attenzione-

    http://it.wikipedia.org/wiki/Legione_romana

  • 1 decennio fa

    mmm.........................boh

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