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Anonimo
Anonimo ha chiesto in AmbienteVivere verde · 1 decennio fa

la legna può essere considerata una fonte rinnovabile?

o no? perchè?

7 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Usare il legno come combustibile è una pratica antichissima e ancora oggi molto diffusa.

    Il legno utilizzato per trarre energia, in Italia, rappresenta il 20,4% dell’energia rinnovabile.

    La legna è servita per secoli a scaldare e cucinare. Da alcuni anni sono stati sviluppati dei nuovi modi di usarla, i pellets (cilindretti di segatura pressata) ed il cippato (trucioli grossi). Grazie alla loro taglia omogenea, i derivati del legno possono essere usati in caldaie, stufe ed impianti di cogenerazione che funzionano automaticamente (senza bisogno di caricarle se non una volta ogni qualche giorno) con una maggiore efficienza ed inquinando molto meno delle vecchie stufe. Impianti di questo tipo sono al momento piuttosto costosi come spesa iniziale, va però considerato che il legno di scarto usato come combustibile ha un costo irrisorio rispetto al gasolio e al metano. Secondo alcuni studi Enea, oggi si producono in Italia circa trenta milioni di tonnellate di rifiuti legnosi ed almeno altri 20 milioni di tonnellate di legna potrebbero essere ricavati ogni anno dall'uso sostenibile delle foreste oggi in stato di abbandono dell'Appennino e delle Alpi. In questo modo si permetterebbe la creazione di decine di migliaia di nuovi posti di lavoro in zone di mezza montagna, contribuendo a fermarne lo spopolamento!

    Le biomasse vegetali prodotte da legno e dalle ramaglie dei boschi sono una fonte energetica rinnovabile che non danneggia l’ambiente e può essere usata per produrre calore.

    Si considerano biomasse vegetali:

    · La legna da ardere in ciocchi ricavata soprattutto dal taglio dei boschi

    · Il cippato, cioè il legno sminuzzato prodotto utilizzando gli scarti delle potature e della manutenzione dei boschi

    · Il pellet, pastiglie di legno macinato e pressato, generalmente realizzate con gli scarti della lavorazione del legno.

    La biomassa vegetale è la materia che costituisce le piante. L’energia in essa contenuta è energia solare immagazzinata (dalle piante) durante la crescita per mezzo della fotosintesi clorofilliana.

    Bruciando gas o gasolio si trasferisce e si accumula nell’atmosfera carbonio prelevato dalle profondità del sottosuolo, formatosi in milioni di anni, contribuendo in tal modo all’effetto serra che invece, non è incrementato dalla combustione della biomassa perché il carbonio, che si sprigiona bruciandola, proviene dall’atmosfera stessa e non dal sottosuolo.

    Riscaldarsi con le biomasse vegetali non fa bene solo all’ambiente, ma anche alle nostre tasche perché, a parità di calore prodotto, i combustibili vegetali costano molto meno rispetto a quelli fossili.

    Le biomasse vegetali, se utilizzate con apparecchiature moderne ed efficienti, costituiscono una fonte di energia:

    · Rinnovabile perché viene continuamente riprodotta dagli alberi che crescono utilizzando l’energia solare, al contrario degli altri combustibili (carbone, gasolio, gas) che sono destinati ad esaurirsi

    · Neutrale, rispetto all’emissione di anidride carbonica nell’atmosfera, perché la quantità emessa con la combustione è la stessa di quella che è stata assorbita qualche anno prima con la fotosintesi clorofilliana

    · Economica perché il costo è più basso degli altri combustibili e la produzione di biomasse può essere incrementata, senza alcun danno per l’ambiente.

    L’incremento della produzione di biomasse vegetali per l’Italia è particolarmente importante in quanto, stimolando il rimboschimento e la manutenzione dei boschi, contribuisce a salvaguardare l’equilibrio idrogeologico del territorio e a sviluppare l’economia delle zone rurali e montane, creando nuove opportunità occupazionali

  • 1 decennio fa

    certo che si.

    parlando di quella da ardere, non c'è nemmeno bisogno di ripiantare nuovi alberi, perchè le specie (querce, faggio, corbezzoli e altre specie della macchia mediterranea) da cui si ricava hanno la capacità di ricacciare ed emettere nuovi polloni, ricostituendo il bosco per via agamica.

    altro vantaggio: la CO2 emessa è uguale a quella immobilizzata, quindi avremmo il bilancio della CO2 in pareggio..

    parlando invece di boschi da cui si ricava legname da lavoro, ci sono due strade: favorire la rinnovazione naturale o ripiantare.

    il discorso è un po' complesso per affrontarlo qui, ti dovrei scrivere un libro.

    fondamentale è che l'utilizzazione del bosco non avvenga in modo indiscriminato, ma seguendo le regole della buona selvicoltura, rilascianod il giusto numero di matricine, evitando i tagli troppo alti sulle ceppaie e dando al bosco il tempo per riformarsi prima di un nuovo taglio.

    in molti casi tale tempo minimo è fissato da apposite leggi.

    altro aspetto da considerare: il taglio del bosco è anche una fonte di lavoro!!!

  • Ariel
    Lv 4
    1 decennio fa

    Assolutamente si,è una fonte rinnovabile da nn sfruttare trp xò perk se no se si tagliano trp alberi avverrà la deforestazione k mano a mano farà skomparire tt gli alberi e tt la legna k essi rakkiudono

  • 1 decennio fa

    Solo in alcuni casi, il più importante è: NON disboscare le aree verdi, garantendo invece la crescita delle piante e fissaggio della CO2 come cellulosa e lignina (componenti del legno). Ci sono poi altri discorsi da fare: noto, con grande rammarico, che, molte persone sono abituate a bruciare le ramaglie e scarti agricoli (come potature e stoppie). A casa mia, sono caduti di recente degli alberi (sradicati da venti di tempesta), e le fronde sono state bruciate, io mi opponevo e mi oppongo tuttora a ciò, ma non vengo ascoltato. Tutti gli scarti agricoli, forestali e domestici, potrebbero essere raccolti da aziende, come accade per i rifiuti ed inviati a centri appositi, dove verrebbero usati nei modi più vari: convertiti in cippato, questi scarti potrebbero essere compressi in cilindretti di legno (i famosi pellet) ed usati nel riscaldamento domestico, oppure bruciato (il cippato) in centrali termoelettriche o ancora, convertito dalle aziende agricole in gas di legna e bruciato (dopo essere purificato) in motori a scoppio, per produrre energia elettrica e acqua calda per il riscaldamento, o bruciato anche in centrali termoelettriche a turbogas (che bruciano i gas nelle turbine) o ancora, liquefatto con la sintesi Fisher-Tropsch, a petrolio sintetico (ecologico, poichè il carbonio è ottenuto dalle piante).

    In fine c'è l'inquinamento della libera combustione della legna:

    I fumi della legna, contengono dosi (sebbene piccole) di polveri (particolato) e catrame. Però, si potrebbe applicare lo stesso principio adoperato sul gas di legna: filtrato in appositi congegni, eliminando polveri e catrame, dannosi (sia per l'ambiente che per la nostra salute). PS: nel gas di legna, vengono eliminati perchè altrimenti rovinerebbero il motore a scoppio, è come se aggiungessi cenere e catrame alla benzina: il motore, le pompe, le valvole e gli impianti si otturano di sostanze appiccicose che lo rovinano.

  • 1 decennio fa

    Lo è in quei posti dove parte dei boschi è tenuto a ceduo,dove gli alberi vengono abbattuti seguendone il periodo di crescita affinchè,a rotazione ogni anno si possa attingere per i proprii bisogni.

    Un esempio sono quei boschi da cui si ricavavano i pali da utilizzare nelle vigne,di castagno di solito.

    Dove viene praticato lo si può vedere dal fatto che lo si pratica tagliando una striscia verticale al crinale per comodità di trasporto.

    Lo si pratica anche con le robinie,che sono un ottimo combustibile,lungo le massicciate delle strade,le cui radici contribuiscono a consolidarle.

    Lo è la dove lo si fà rispettando i ritmi della natura.

    ciao.

  • 1 decennio fa

    Sono da considerarsi energie rinnovabili quelle forme di energia generate da fonti che per loro caratteristica intrinseca si rigenerano o non sono "esauribili" nella scala dei tempi "umani" e, per estensione, il cui utilizzo non pregiudica le risorse naturali per le generazioni future.

    Poichè la legna si rinnova con la crescita di altri alberi in sua sostituzione, è da considerarsi una risorsa rinnovabile. Ovviamente per far si che si rinnovi è opportuno uno suo sfruttamento razionale, ovvero il tasso di sfruttamento deve essere almeno pari al tasso di sostituzione.

  • 1 decennio fa

    certamente, a patto che si lascino crescere altri alberi al posto di quelli abbattuti.

    Rispettando questo presupposto, la legna è un bene rinnovabile, altrimenti no.

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