Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Se il cinema va a 24 fotogrammi al secondo, a quanti fotogrammi al secondo va la realtà?

Aggiornamento:

per Anto D: i fotogrammi sono le singole foto che, messe in successione, compongono la fluidità dell'immagine cinematografica. Sono 24 le foto - le singole immagini - al secondo utilizzate dal mezzo cinematografico, affinchè l'occhio non percepisca una discontinuità - che pur c'è - nella successione.

Aggiornamento 2:

...o meglio, nella proiezione...

Aggiornamento 3:

x luca86: quel che tu dici è vero. Ma non potrebbe essere possibile che l'occhio umano (e per sineddoche, tutti i sensi coinvolti nella percezione della realtà) abbia dei limiti, proprio come ce ne ha l'occhio cinematografico (la videocamera)?

Aggiornamento 4:

D'altronde si sa che "l'occhio cinematografico" non fa nient'altro che imitare l'occhio umano. E l'occhio umano, allora, cos'è che imita?

Aggiornamento 5:

sempre x luca86: oltre a certe lunghezze d'onda, ci sono tante altre cose che l'occhio non percepisce, come ad es. le lunghe distanze (osserva il cielo di notte, e ti rendi conto che le stelle che vedi non sai cosa sono - se non le avessi studiate a scuola) o le particelle. Ma questo è solo ciò che noi sappiamo dei nostri limiti. Prova a pensare ad una mosca o ad un topo, ed al fatto che hanno una percezione della realtà minore della nostra. O magari relativamente alla loro esistenza. Chi ti dice che la nostra costituzione fisica e sensitiva sia quella definitiva, o meglio, quella che ha una percezione della realtà totalizzante?

Aggiornamento 6:

Non so se mi sono spiegato. La mia domanda eccede i limti della conoscenza scientifica inserendosi in un contesto differente. La domanda potrei riformularla così: la percezione più o meno distorta che noi abbiamo della realtà, è condizionata dai nostri limiti?

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    "La domanda potrei riformularla così: la percezione più o meno distorta che noi abbiamo della realtà, è condizionata dai nostri limiti?"

    Ovviamente se volevi una risposta, ti sei già risposto da solo. E affermativamente. Se i nostri limiti non ci condizionassero, la realtà non sarebbe percepita in modo più o meno distorto, bensì univoco.

    Anni fa avevo letto un libro di fantascienza, titolo più o meno "il mostro che uscì dal lago Michigan", gli umani hanno stabilito poi un modo di comunicare con questa specie di blob (o viceversa?) che si è rivelato un fenomeno, un pozzo di conoscenza e soprattutto di comunicazione.. Risolveva un mucchio di problemi, gli hanno quindi chiesto una cura contro il cancro. Il mostro ci ha lavorato per un po', è tornato dagli umani, ha detto che aveva "parlato" col cancro e chiesto loro se avevano mai considerato il punto di vista del cancro stesso, al riguardo.

    E' lo stesso che dire che un problema in realtà è la rappresentazione di una molteplicità di soluzioni. E' tutto relativo, dipende dal punto di vista e dai limiti di quel punto di vista..

    "Se il cinema va a 24 fotogrammi al secondo, a quanti fotogrammi al secondo va la realtà?"

    Ok, noi percepiamo (visivamente, ovvio) la "realtà" attraverso un'illusione ottica. E dato che i 24 fotogrammi al secondo fanno percepire a tutti (?) (davvero a tutti?) la cosiddetta realtà attraverso un'illusione ottica, se ogni secondo passi meno di 24 fotogrammi, sciogli la pellicola, se invece ne passi di più ottieni l'effetto Benny Hill e in entrambi i casi la percezione è "ben lontana" dalla realtà. Ma esistono poi la realtà e la sua rappresentazione? Neanche il kinoki di Dziga Vertov era poi la riproduzione così fedele della realtà..nonostante gli intenti. Loro ne erano convinti, come gli scienziati che parlavano al mostro del lago michigan erano convinti che il cancro fosse un male.. Al di là del cinema, vediamo tutti le stesse scale di che so..grigio? E se io indico QUEL grigio e dico A e tu indichi quello stesso grigio e lo definisci B, non stiamo forse parlando della stessa cosa utilizzando parole, termini, difinizioni, espressioni diverse? Tutto si riduce quindi a una questione di comunicazione? Cioè, la percezione della realtà e i fotogrammi a cui "va" dipendono dalla nostra capacità di comunicarla?

    !

    (ma l'occhio umano deve per forza imitare qualcosa? e la pelle?(per fare giusto un altro esempio) come organo di percezione, che cosa imita la pelle?)

    (mosche topi cani gatti formiche hanno una percezione "diversa", perché "minore"? Hanno una percezione "adatta a loro", relativa alla loro propria esistenza di specie, come scrivi tu, e ovviamente non è detto che sia cristallizzata così come pensiamo noi. E lo stesso vale per noi. Ci evolviamo, no?)

    Sai che ti dico? Che è più reale(concreta) la frase "il cadavere squisito" che non la foto di mia nonna. o direttamente mia nonna.

    Se ti rispondevo direttamente sta frase, facevo prima..!

    ;->

    http://www.criticamente.com/galleria/Vertov_-_Cine...

    http://it.wikipedia.org/wiki/L%27uomo_con_la_macch...

    sul blob uscito dal lago ho trovato solo: Urania n°754 - "Ciò che uscì dal lago Michigan" di Roger Lovin

  • Anonimo
    1 decennio fa

    ke sono i fotogrammi

  • Anonimo
    1 decennio fa

    la realtà è analogica, non digitale, i segnali arrivano in maniera continua infinito fotogrammi al secondo.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    l'ochio per focalizare ci mette circa 1/10 di secondo.

    una volta focalizzato, il ritardo dipende dal tempo che impiega il segnale elettrico ad arrivare dalla retina al cervello, che comunque è bassisimo.

    non si può parlare di fotogrammi, le onde luminose emesse da ciò che guardiamo sono continue, una dietro l'altra.

    i limiti dell'ochio umano sono solamnte relativi alla lunghezza d'onda percepibile. l'occhio non è come una pellicola che immagazini immagini e poi le restituisce al cervello.

    l'occhio vede tutto, come anche la cinepresa.

    la differenza è che la cinepresa ha al suo interno un meccanismo che fa si che ogni tot. venga impressionato un fotogramma su una pellicola, mentre il cervello umano impressiona solo determinati dettagli. è così che si creano i ricordi.

    però anche i ricordi non hanno fotogrammi. a dire come vengano immagazzinati non sono capace, e penso non si sappia neancora.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Io sono dell'opinione che l'illusione invece è rappresentata dalla proiezione cinematografica... e la realtà invece è composta di infiniti fotogrammi al secondo!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Vorresti paragonare la realtà ad una proiezione con fotogrammi??

    La realtà terrena è interamente illusione, perciò non ha nè fine nè inizio nè durata.

  • 1 decennio fa

    la relaltà non è a fotogrammi!! il fotogramma infatti cerca di riprodurre la realtà, non la realtà il fotogramma!

  • 1 decennio fa

    interessante...stellina

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