Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

"se questo è un uomo"?

allora ragazzi vorrei 1 favore da voi mi dite l'argomento principale di se questo è un uomo di primo levi e mi fate 1 pikkolo riassunto!?!?!

10 punti al mijiore e 1 pollice in sù x tt quelli ke danno 1 risposta sensata adeguata a questa domanda...

grz mille a tt quelli ke risp

voi fate 1 favore a me e dopo io lo faccio a voi!!!

6 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    È evidente che il tema centrale del romanzo è l’odio dei nazisti verso gli ebrei convertito nella persecuzione e la deportazione nei campi di concentramento.

    In questi brutali luoghi i tedeschi si misero all’opera, umiliando, facendo lavorare duramente e costringendo a sottostare ai loro ordini i prigionieri, al fine di trasformarli dagli uomini che erano alle bestie che vedevano in loro.

    Questo è anche uno dei motivi per cui vengono applicate leggi che regolano la vita del lager, atte soprattutto a distruggere la dignità di ogni singolo individuo. Come apprendiamo dal romanzo, per prima cosa gli “Haftlinge”, ovvero i deportati, venivano privati di tutto, dai vestiti ai capelli, dai documenti al nome, sostituito con un numero tatuato sul braccio sinistro.

    Dormivano in cuccette strette e fitte “come celle d’alveare” spesso condivise con un altro prigioniero; il pranzo era rappresentato da una misera razione di pane raffermo e la cena da una zuppa acquosa di patate, mentre il lavoro disumano cui erano sottoposti consisteva nel trasportare pesantissimi carichi senza mai potersi riposare, neanche alla presenza di pioggia, neve e vento o di domenica.

    Poiché i giorni di riposo erano veramente rari, l’unico luogo di tregua era l’infermeria, il cosiddetto Ka-Be; tuttavia per essere ricoverati bisognava attendere per più di dieci ore in piedi nudi per la visita e passare la selezione tra ricoverabili e malati terminali, mandati alle camere a gas.

    Ad aggravare ulteriormente la situazione, ogni tanto, c’erano le selezioni durante le quali tre SS passavano per le baracche e dopo aver osservato per pochi secondi il fisico dei prigionieri decidevano chi dovesse vivere e chi morire “con un sì o con un no”.

    L’unico modo per sopravvivere era quello di rubare e barattare con camicie, coltelli o qualunque altro genere di prima necessità ciò che si era rubato oppure il proprio rancio, ma così facendo la quantità di cibo rimasta non permetteva di recuperare le energie consumate durante il lavoro, e di conseguenza spesso i prigionieri si indebolivano e si ammalavano.

    Ecco quali erano le condizioni di quei poveri uomini e quelle povere donne colpevoli unicamente di essere ebrei. Ridotti ad animali, automi, vivi solo nel corpo, ma non nell’animo.

    Nonostante ciò, i primi bombardamenti risvegliarono in loro un sentimento di speranza che diede loro motivo di resistere fino al giorno in cui sarebbero stati liberati. In effetti questo accadde e finalmente quelli che prima erano solo “numeri” ritornarono ad essere “uomini”, ma Levi troppo debole a causa della scarlattina contratta pochi giorni prima, non poteva affrontare un lungo viaggio attraverso il freddo e la fame, così dovette rimanere nel lager in attesa dell’arrivo dei russi.

    Passarono dieci giorni, e non vi era più cibo, se non patate, non vi era più animo umano, se non gli ammalati lasciati alla loro sorte nel Ka-Be. Per fortuna Primo e altri suoi compagni ricoverati anche loro, organizzarono una vera e propria lotta per la sopravvivenza fino alla conquista della libertà grazie alla venuta dei Sovietici.

    Non credo che ci sia di bisogno di spiegare il perché di questo libro, il significato è chiaro: far conoscere, farci percepire tutti i dolori e le sensazioni che si provano a vivere in un lager, nel quale si deve lottare per difendere la propria dignità pur sapendo che il destino è ormai segnato, nel quale vedi migliaia di compagni morire e sai che prima o poi arriverà anche il tuo turno.

    Questo per non dimenticare quello che è stato, quello che l’uomo è stato capace di fare e far sì che cose del genere non si ripetano mai più.

  • 1 decennio fa

    allora... Primo Levi è stato catturato dai nazisti nel 1944 e successivamente è stato deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Dopo un lungo viaggio Primo arriva nel campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, gli vengono rasati i capelli e per essere riconosciuto i nazisti tatuano sul suo braccio il numero 174 517. Da quel momento Primo ha perso ogni suo diritto e inizia a lavorare come se fosse uno schiavo. Mentre trasportava delle traversine si ferisce ad un piede e viene ricoverato in Ka-Be, l'infermeria del campo. Lì conosce per la prima volta le selezioni. Quando viene dimesso viene assegnato ad un' altra baracca nella quale incontra il suo migliore amico, Alberto, ma non riesce a dividere con lui la cuccetta. Durante la giornata lavorativa fa amicizia con Reisnyk, che diventa il suo nuovo compagno di cuccetta. Reisnyk, uomo molto generoso, aiuta spesso primo nel lavoro. Dopo un breve periodo primo viene scelto, insieme ad altri prigionieri, per andare a far parte del kommando chimico, ma prima deve sostenere un esame. A Primo viene affidato l'incarico di aiuto trasportatore: il suo compito è quello di aiutare Jean a trasportare la zuppa fino alla sua baracca. Durante il tragitto egli ricorda alcuni versi della Divina Commedia e ne spiega il significato a Jean. Nell'Ottobre del 1944, a causa dell'arrivo di altri prigionieri, iniziano le selezioni. Primo, fortunatamente riesce a salvarsi. Ha infatti superato l'esame di chimica e viene scelto per andare a lavorare nel laboratorio insieme anche ad alcune donne civili. Intanto i russi si stanno avvicinando e molti prigionieri sperano nell'ormai prossima liberazione. Una notte, un prigioniero accusato di sabotaggio in quanto aveva fatto saltare in aria un crematorio di Birkenau, vene impiccato. I russi stanno bombardando il campo. Primo è malato ed è ricoverato in Ka-Be insieme ad altri prigionieri. Il campo viene evacuato, Alberto fugge via, gli ufficiali e le guardie delle SS fuggono. Primo riesce a sopravvivere con i suoi compagni fino a quando i russi provvedono alla liberazione dei prigionieri rimasti..

  • DaNy
    Lv 4
    1 decennio fa

    questa poesia è stata scritta da primo levi ke naque a tornino nel 1919 e e fu portato nel campo di concentramento di aushwitch, poi venne rilasciato e tornato a torino scrisse molti libri. levi morì suicida nel 1987. in questa poesia il poeta racconta tutta la sua storia. lui pensa ke i nazisti nn sono uomini pichè maltrattano così gli uomini e se nn rispettano un fratello... nn si è uomini. li facevano lavorare nel fango, avendo sempre paura di morire e li portava a litigare anke x un pezzo di pane. non si può essere donne senza capelli, senza più un nome... e senza nemmeno la forza di ricordare. tutti in quel kampo avevano negli occhi il vuoto, tutti avevano paura della fatale morte ke gli avrebbero fatto fare e a tutti venivano strappati i propri figli, sapendo ke nè loro nè i figli si sarebbero rivisti dato ke nn erano in un posto sikuro! questa poesia mi è piaciuta molto... mi ha fatto riflettere ed ho capito quanto è importante l'altro x me!

    sxo ti sia stato utile... l'ho preso dal mio quaderno di 3° media! baci

  • 1 decennio fa

    il libro parla della storia di primo levi che viene catturato racconta prima il suo viaggio in treno in condizioni alquanto fatiscenti poi il trattamento subito da tutti i prigionieri che nell'istante in cui entravano nel campo di concentramento perdevano la propria identità e diventavano un numero x esattezza quello tatuato sul loro braccio poi vabbè nel libro parla della situazione in cui si va a trovare... prima viene sfruttato come gli altri x i lavori pesanti e si trova a dividere il letto con persone con cui neanche parla che assieme a lui dormono in baracconi che come bagno hanno un secchio poi parla delle sue visite in infermerie alquanto frequenti... in seguito grazie ai suoi meriti nel campo della chimica trovandosi praticamente in una specie di fabbrica o cose del genere abbandona i lavori pesanti e lavora nei laboratori dove trova gente semi-normale che lo guarda stupita xk ignara delle sue reali condizioni infine si parla delle varie volte che finisce in infermeria dove il 50% di chi entrava non usciva e poi del fatto che negli ultimi tempi nel campo ci sono segni di cedimento per via del graduale abbandono dei campi di sterminio x fronteggiare la guerra infatti con suoi compagni riesce a fare una specie di accordo con gli addetti alla mensa e infine viene liberato e sopravvive a tutti questi abomini ma incredibilmente traumatizzato

    (infatti lui dopo un pò s'è suicidato)

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  • 1 decennio fa

    Il tema principale è il continuare a ricordare il passato per non dimenticarlo e fare in modo che nn si ripeti..

    riassunto:

    Levi racconta la loro sofferenza e la loro angoscia, la terza è riferita alle donne ebree che hanno perso la loro identità e anche la possibilità di procreare; a causa della crudeltà dei tedeschi, la quarta è una testimonianza su ciò che era accaduto realmente e infine la quinta strofa è come una maledizione per i figli dei “non ebrei”.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    per quanto mi ricordo.. avevo letto se questo è un uomo alle medie..

    raccontava in prima persona quello che aveva vissuto al campo di concentramento..all'inizio racconta della situazione dei deportati.. poi raccontate le prime scene nel campo di concentramento..eh poi è lunghissimo.. c'è l'incontro con l'infermiera.. poi i lavori che svolgeva nel campo.. la tregua.. scusami ma questo è quello che ricordo..

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