Anonimo
Anonimo ha chiesto in Animali da compagniaRettili · 1 decennio fa

Informazioni urgenti su tartarughe di terra?

3 giorni fà ho trovato una tartaruga di terra, sono sicura che non era di nessuno visto il posto molto isolato dove l'ho raccolta. premetto che amo gli animali quasi più degli umani... ho 3 cani gatti etc... ma di tartarughe non ne ho mai avute... quindi ho bisogno di aiuto... ha il guscio si e no più grande del palmo di una mano quaindi non è grandissima l'ho messa in giardino ho recintato il tutto in modo che non possa fuoriuscire....le ho dato un pò di lattuga ma non mangia tanto in più alcuni amici mi hanno detto che cmq in questo periodo dovrebbe essere in letargo ma tutto mi sembra tranne che lo sia visto che solo il primo gg è stata più tranquilla... ieri x esempio ha piovuto e non sapevo come comportarmi avevo paura annegasse invece no anche perchè non ci sono fosse dove l'ho messa quindi non cè pericolo che possa caderci... cmq intanto vorrei sapere se devo darle solo lattuga o le posso dare altro se gli devo fare una cuccetta x ripararsi dal freddo e dall'acqua e poi se cè pericolo che qualche topo possa farle del male visto che abito un pò in campagna... non sò datemi più info possibili grazie

5 risposte

Classificazione
  • le'
    Lv 6
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    le tartarughe libere non si possono toccare in quanto autoctone

    se invece e' di qualche allevatore in zona informati anche perche' se non e' registrata con la guardia forestale o con una cessione da privato sono problemi pertanto consiglio vivamente di informarti bene.dovrebbe avere sui 4-5anni e ho il dubbio che sia uscita da qualche casa li' in zona...se ha la cosa grossa e' maschio e la maggior parte di tartarughe negli ultimi tempi sono tutti maschi...devi tenerla recintata creare il suo habitat antitopo e attenzione ai cani e gatti - una casetta per la notte e fare parte giorno e notte comunque dalle insalata - loro vivono di tarassacco erba e fiori in natura..acqua e importante che non si ribalti sottosopra altrimenti muore soffocata...osso di seppia gratuggiato sull'insalata per il calcio-il tipo se sei nel nord e' senz'altro una testudo hermanni boetgeri nel sud ci sono le testudo hermanni hermanni come base e le greche...la marginata ha la parte posteriore a ventaglio...ciao...

  • Rik
    Lv 4
    1 decennio fa

    Ciao!

    Dato che quasi sicuramente è una Hermanni, ti lascio questo link in modo che ti possa documentare al meglio http://www.terraritalia.com/readarticle.php?articl... Tra l'altro in questo sito è presente un forum per cui ti puoi iscrivere e chiedere quello che non riesce a capire, o se hai qualche dubbio :-)

    Il problema è che, nonostante il tuo bel gesto, ora rischi delle grosse multe perchè non hai i documenti. Che ci vuoi fare? è l'Italia...

  • 1 decennio fa

    ciao, io ne ho na, allora anche la mia sta in giardino, le devi dare da mangiare ovviamente la lattuga però le puoi dare anche della pasta al sugo la mia ci va matta, e siccome io ho 2 gatti in giardino lei va sempre e gli ruba la cosa da mangiare..cmq falle una cuccietta la mia c'è l'ha..vedrai che vivrà benissimo li, perchè le tartarughe amano gli spazi aperti e ampi!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Anch'io ho delle testuggini!le adoro!comunque più che darti consigli personalmente,ho trovato questo sito che è sicuramente più completo.. Le testuggini gradiscono molto vagabondare e se possibile tentano di uscire completamente dal territorio in cui sono ospitate. Un giardino può diventare un luogo ideale per ospitare una o più testuggini se possiede pochi ma fondamentali requisiti. Innanzitutto deve avere una superficie di almeno 10mq per esemplare; deve essere circondato da un recinto (non trasparente) alto 40cm e interrato almeno 10cm (sono ottime scalatrici e scavatrici); eventuali stagni devono essere coperti o recintati per evitare il rischio di annegamento; deve essere provvisto di vegetazione tipica della macchia mediterranea che costituisca cibo e riparo. I più volenterosi potrebbero costruire una "casetta", bene arieggiata che assicuri un posto asciutto e riparato (ma non è da escludere che venga disdegnata per un bel cespuglio di margherite o di lavanda). Questa, inoltre, deve essere di legno, con il pavimento rialzato per evitare che diventi umido,e può essere riempita di foglie ben secche. Mai tentare di legare o bucare il carapace ad una testuggine poiché si provocherebbero lesioni gravissime.

    L'alimentazione

    Le testuggini hanno un grande appetito. La loro dieta è ad alto contenuto di fibre, vitamine e minerali, ma basso contenuto di grassi e proteine, basata essenzialmente su foglie verdi. In libertà prediligono i teneri germogli delle più svariate piante selvatiche, fiori, lumache, frutta selvatica e occasionalmente feci o carogne. In semilibertà si possono alimentare variando fra la grande scelta di frutta e verdura disponibile ovunque, ben lavate per eliminare ogni traccia di pesticidi. L'ideale sarebbe coltivare nel loro territorio qualche bella pianta di insalata, evitando accuratamente di usare diserbanti o veleni. Al contrario di quello che comunemente si crede, questi animali bevono, soprattutto dopo una pioggia oppure al risveglio dal letargo: una scodella piana profonda circa 10cm potrebbe essere affondata nel terreno per permettere ai nostri ospiti di bagnarsi e bere. Attenzione! Non somministrare cibo per cani o gatti se non occasionalmente! Una dieta prolungata di questo tipo causa gravi problemi renali ed epatici. Per fornire il giusto apporto di vitamine e minerali si trovano in commercio numerosi preparati. Anche il latte ed i suoi derivati possono causare gravi problemi gastrici!

    Il letargo

    Quando le giornate si accorciano, l'intensità della luce diminuisce e la temperatura comincia a scendere, le testuggini si preparano per andare in letargo. Se possibile, in questo periodo è necessario controllare che non abbiano ferite, ascessi, che la bocca sia pulita e rosea, e che gli occhi siano vigili e luminosi. Bisogna inoltre pulirle da eventuali feci o sporcizia rimaste attaccate al piastrone o alla coda. Un esemplare sotto peso o malato non va fatto andare in letargo, ma deve essere curato e svernare in un terrario. Quest'ultimo deve essere riscaldato a 18°-25° di giorno e 14°-16° di notte ed illuminato con una lampada a spettro solare per 13-14 ore al giorno. Non devono mancare acqua e cibo freschi. Solo nel caso in cui le testuggini vengono allevate in paesi molto freddi allora può essere necessario far trascorrere la quiescenza invernale in un box per il letargo affinchè possano svegliarsi a primavera senza aver subito danni. Infatti la temperatura ottimale durante questo periodo deve essere mantenuta fra i 5° ed i 10°. Una temperatura sotto i 2° sarebbe potenzialmente dannosa, mentre inferiore a 0° danneggerebbe irreversibilmente il sistema nervoso e le porterebbe alla morte. Una temperatura sopra gli 11° interromperebbe il letargo, che comunque non deve superare le 20 settimane. Durante questo periodo una testuggine adulta perde al mese circa l'1% del peso iniziale; una perdita drastica del peso indica che qualcosa non va, quindi l'animale dovrebbe essere immediatamente visitato. In libertà, alle latitudini naturali, la testuggine comune può anche rimanere in letargo appena 4 settimane. I fattori che ne regolano la durata sono la latitudine, il clima, le riserve di grasso, la dimensione, l'età e le condizioni di salute.

    l sensi delle testuggini

    Le testuggini hanno una vista eccellente: sanno distinguere forme, colori e riconoscono anche persone. Hanno un senso dell'orientamento molto preciso: se vengono spostate qualche centinaio di metri dal territorio al quale sono molto legate ci ritorneranno in breve tempo. Le testuggini sono molto sensibili alle vibrazioni del suolo anche se non hanno un udito sviluppato. L'odorato invece è ben sviluppato ed ha un ruolo importante nel riconoscimento del cibo e dei sessi.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Nel mese di ottobre o al massimo agli inizi di novembre le tartarughe di terra comuni si preparano ad andare in letargo e sta al veterinario decidere come e dove possono superare al meglio il periodo del letargo.

    Le tartarughe di terra (Testudo Hermanni, Testudo Greca) comunemente tenute nella casa degli italiani fanno parte delle specie autoctone che possono andare in letargo seguendo pochi accorgimenti.

    Il veterinario curante deve sensibilizzare i detentori di queste specie di tartarughe a fare una visita di controllo verso fine agosto o settembre e comunque prima che le tartarughe entrino nel letargo, lo stesso al risveglio. Questo per stabilire se lo stato di salute degli animali è ottimale per affrontare l’inverno ed inoltre per informare o ricordare ai padroni del paziente le modalità e le tecniche di un letargo corretto.

    Il letargo è una funzione molto importane negli animali che vengono dalle zone fredde. Attenzione che non tutte le specie di tartarughe entrano in letargo, è molto importante imparare a conoscere le varie specie e sapere prima di mandarle in letargo se in natura iberna o meno. Per gli animali che naturalmente ibernano nel periodo invernale, il letargo serve per una regolazione corretta della funzionalità della tiroide e di conseguenza un durata di vita maggiore oltre che ad una regolazione e sincronizzazione del periodo riproduttivo.

    Nei maschi il letargo stimola la riproduzione e nelle femmine porta ad un sincronizzazione dell’ovulazione per essere recettivi nel momento giusto.

    Il periodo invernale per questi animali inizia di solito verso ottobre e finisce verso aprile. Naturalmente il periodo varia a seconda delle temperature ambientali e della zona geografica in cui vivono le tartarughe. Più si va verso il sud d’Italia più il letargo e tardivo e prima si svegliano gli animali perché le temperature sono sensibilmente più alte. Le tartarughe che vengono tenute in un luogo chiuso, con una termoregolazione artificiale, possono essere mandate in letargo verso novembre e si possono svegliare verso febbraio.

    Quando il padrone dell’animale porta in ambulatorio la tartaruga per fare la visita di controllo il veterinario deve essere in grado di poter valutare lo stato di salute e lo stato nutrizionale. Le tartarughe non devono presentare nessun tipo di patologia quando entrano nel periodo invernale. Oltre ad una visita generale è molto importante effettuare un esame delle feci per accertare l’assenza di parassiti intestinali, in caso contrario l’animale deve essere sottoposto ad una cura antiparassitaria che eventualmente deve essere ripetuta dopo 15 giorni con un esame delle feci di controllo dopo l’ultimo trattamento per essere sicuri che gli endoparassiti siano stati debellati definitivamente. I parassiti intestinali non eliminati possono portare ad una perdita eccessiva del peso corporeo ed un deperimento durante il periodo invernale. Qualsiasi tipo di lesione sia di origine infettiva che traumatica, anche blanda può aggravarsi ed eventualmente portare al decesso dell’animale durante il periodo di ibernazione se non viene riconosciuta in tempo. I rettili durante il periodo letargico portano il metabolismo a livelli minimi per evitare un consumo energetico eccessiva, di conseguenze anche le difese immunitarie sono praticamente assenti e non possono contrastare le infezioni già in corso al momento del periodo attivo.

    Le tartarughe oltre ad essere sane devono essere comunque in uno stato nutrizionale buono, o meglio ottimo. Ciò vuol dire che devono aver avuto durante il periodo di attività estiva la quantità e la qualità corretta di mangime ed un ambiente circostante adeguato per una digestione corretta. Tartarughe che hanno avuto un periodo di convalescenza soprattutto nella seconda metà dell’ estate o immediatamente prima del periodo invernale non sono adatte per affrontare il periodo invernale all’aperto, andrebbero tenute sveglie e riscaldate adeguatamente durante questo periodo. Lo stesso per tartarughe molto giovani, per esempio quelle nate verso fine agosto o in settembre, che possono avere delle difficoltà a superare il periodo freddo. Lo stesso vale per tartarughe acquistate in estate che per stress da cambiamento hanno avuto periodi di anoressia.

    In veterinaria sono stati calcolati diversi tipi di equazioni che aiutano a valutare il peso dell’animale in rapporto con le misure del carapace; l’equazione più conosciuta è il “rapporto di Jackson’s” che è stato sviluppato dal Dr. Jackson Oliphant nel 1976 dopo aver misurato un grande numero di Testudo Hermanni e Testudo Greca.

    Il rapporto di Jackson si calcola misurando il peso in grammi (W) dividendo per la lunghezza del carapace in centimetri (L) cubici: W/L3. Con il valore ottenuto si può valutare lo stato nutrizionale del soggetto.

    0.16 Sottopeso

    0.17 Troppo leggero per l’ibernazione

    0.19 Buono per l’ibernazione

    0.21 Ottimo per l’ibernazione

    0.23 Tropo pesante, probabile ritenzione idrica

    Altri calcoli più recenti sono stati presentati dopo il Jackson, alcuni sono più specifici per le singole specie:

    Testudo Hermanni: W = 0.00114 x L2.66 +/- 0.104

    Testudo Greca: W = 0.00042 x L2.85 +/- 0.036

    Esistono ancora altri calcoli per valutare lo stato nutritivo delle tartarughe.

    Tutti i calcoli hanno la loro validità, dipende dall’esperienza con cui si fanno, comunque bisogna valutare tanti altri fattori, come ad esempio se l’animale ha urinato da poco, se ha una deformazione della carapace, se ha problemi di ritenzione idrica, ecc. Questi fattori possono variare il risultato o dare un risultato falso positivo o falso negativo. Perciò tutti i calcoli che si utilizzano per valutare il peso dell’animale vanno usati come indicazione e non come regola fissa.

    Una volta valutato che la tartaruga è in condizione adatta per affrontare il letargo, bisogna valutare come e dove possono passare l’inverno.

    Prima del definitivo letargo le tartarughe dovrebbero digiunare per 1-2 settimane, al fine di svuotare l’intestino dai residui di cibo che potrebbero creare dei problemi di fermentazione o di ristagno.

    Le tartarughe che vengono tenute in casa o sul balcone in estate vanno poste poi in una scatola con fieno oppure foglie secche leggermente umide ma non bagnate. La scatola va posizionata in un posto fresco dove la temperatura non scende sotto 1°C e non supera i 16°C. La scatola potrebbe essere tenuta al fresco o nella cantina o nel solaio oppure in un box. Un fattore molto importante per determinare il posto migliore in cui porre il rifugio per il letargo della tartaruga è l’assenza oppure inacessibilità ai roditori (topi, ratti) che potrebbero rosicchiare e danneggiare gravemente la tartaruga che dorme e non può reagire. La temperature del locale di invernazione va tenuto regolarmente sotto controllo. I pareri sulla temperatura ideale sono molto contrastanti. C’è chi ritiene tra i 10°C-16°C un range ottimale, invece altri valutano tra i 5°C-10°C. Personalmente preferisco consigliare tra i 5°C-10°C perché ritengo che questa temperatura sia corretta per un minimo consumo energetico senza mettere in pericolo la vita dell’animale a causa del freddo.

    Le tartarughe che vivono in giardino possono tranquillamente invernare nel giardino se vengono dalle zone non troppo freddo (dal centro Italia verso sud).Qualcuno le lascia invernare anche al nord Italia nel giardino coprendo la loro tana con del fieno o foglie secche. Un inverno molto rigido con temperature molto basse prolungate nel tempo può mettere in pericolo la vita dell’animale. Importante per chi tiene tartarughe in giardino è che abbia una zona al riparo dal freddo intenso con terra morbida dove gli animali possono interrarsi senza grande difficoltà e poi riuscire ad uscire senza sforzo quando si svegliano dal letargo.

    Durante il periodo invernale potrebbe essere molto utile monitorizzare gli animali. Nel caso di animali il cui stato di salute fosse dubbio al momento del letargo si può adottare la seguente tecnica: per tartarughe adulte ogni 4 settimane e per tartarughe piccole ogni 2-3 settimane si possono effettuare bagni in acqua tiepida (24°C) per 2 ore, se entro due ore l’animale apre gli occhi vuol dire che lo stato di salute è ottimale; questa tecnica serve inoltre per reidratare le tartarughe durante il periodo di letargo. Chi non vuole svegliare le tartarughe per lasciare un decorso regolare al letargo basta che ogni 3-4 settimana pesi gli animali. Il peso dell’animale alla fine del letargo non deve diminuire di oltre il 6-7 % del peso prima del letargo. Se si vede che l’animale non si sveglia facilmente con l’acqua tiepida oppure se ha una perdita eccessiva di peso durante il periodo invernale è bene svegliarlo definitivamente e se necessario adottare delle cure particolari.

    Per svegliare le tartarughe dopo il periodo invernale con un letargo fatto in maniera artificiale basta alzare le temperature oppure, come detto prima, fare un bagno in acqua tiepida che aiuta a reidratare l’animale. Una visita di controllo veterinaria dopo il risveglio può essere utile per controllare se ci sono stati dei problemi oppure che la tartaruga non abbia subito danni durante il periodo di letargo.

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