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Anna G. ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

x favore vi pregooooo aprite 10 punti assicurati:( molto urgenteeee?

mi servono delle informazioni sul testo IL CROLLO DELLA BALIVERNA è piuttosto urgente visto ke lunedi ho l'interrogazione su qst:'(...vorrei sapere la focalizzazione, il naratore e i vari discorsi se sn indiretti, indiretti liberi, diretti, fluxo di coscienza o monologo interiore aiuto x favore

2 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Terza raccolta di racconti di Buzzati (apparve nel 1954, dopo "I Sette Messaggeri" e "Paura alla Scala"). Il crollo della Baliverna evidenzia con maggior suggestione che altrove due dei temi fondamentali dello scrittore: il gioco ineludibile del destino e delle coincidenze che imbrigliano l'uomo senza scampo, e la dimensione religiosa - sempre soggiacente quando non esplicitata nell'opera buzzatiana - intesa non come 'fede', ma come unica possibilità per penetrare il mistero dell'essere. In questi trentasette racconti Buzzati "non ignora le contraddizioni umane, percepisce le infinite sfumature della libertà del singolo, non trascura l'influenza di altre potenze...": con la sua complessa intuizione fantastica egli arriva a sondare la realtà in tutto il suo spessore.

  • Roxen
    Lv 5
    1 decennio fa

    Un uomo ha causato il crollo della Baliverna, una struttura vecchia e abitata da zingari, senzatetto e vagabondi, e adesso teme il processo. In realtà, lui, si era arrampicato sulle mura esterne della Baliverna e ne aveva causato il crollo, ma la colpa non era solo sua: il Comune avrebbe dovuto rendere “sicuro” quel palazzo. L'unico testimone dell'accaduto era uno scienziato che approfittandone tortura il protagonista con strane affermazioni, come: «Eh, eh chissà se salterà fuori il vero colpevole!» «Si ricorda di quel giorno? Come potrebbe dimenticarlo?». Il protagonista, sconvolto, pensa: «È perfido, non parla, mi tiene d’occhio e pregusta la soddisfazione di inchiodarmi quando meno me lo aspetto. Io sono il topo e lui il gatto. Giocherella, finché di colpo mi darà l’unghiata… Io ho paura». Con questo Buzzati tocca due importanti problemi: i senza tetto e la crudeltà dell'uomo. Inoltre affiora il suo disprezzo per la legge: infatti all’inizio del racconto i giudici non avevano ancora trovato un presunto colpevole. E poi, perché il Comune ha assegnato la Baliverna ai senza-tetto in quelle condizioni? E se l’avesse dovuta assegnare alla “gente normale” avrebbe fatto lo stesso? La colpa del “crollo della Baliverna” è del protagonista? Oppure lui è solo una vittima di questa società? Perché lo scienziato lo tormenta? Cosa ci prova di bello a rovinare la sua vita? Non sarebbe più giusto che si recasse al tribunale a confessare, come prevedeva la legge? Ancora una volta affiora anche la visione distorta della giustizia.

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