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Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Qualcosa sulla magia di giordano bruno?

4 risposte

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    Guarda questa cronica:

    Come è stato autorevolmente affermato, «vera religione» è, per Giordano Bruno, quella di Ermete e Machiavelli, fondata sul rapporto organico di operare magico e di azioni eroiche. Bruno è un pensatore anticristiano: si proclama “egiziano” e afferma che gli Egiziani avevano avuto religione, magia e leggi migliori di quella degli Ebrei e dei Cristiani.

    Proprio per questo la sua opera è densa di motivi che rimandano a vari aspetti della filosofia e della teologia cristiane. Il libro di Fabrizio Meroi ha un merito indiscutibile: documenta, come meglio non si potrebbe, i rapporti di Bruno con il testo biblico e , in particolare, con le lettere di Paolo.

    Al centro dell’indagine sta la Cabala del cavallo pegaseo e l’analisi assume a suo oggetto la stupefacente ricchezza del lessico bruniano. Le considerazioni su termini di derivazione religiosa gettano in più casi nuova luce sul testo paradossale e aggressivo dellaCabala. Ma il libro affronta una serie di altri problemi importanti.

    Fra i quali è da segnalare quello del rapporto uomo/animali. Su questo terreno Bruno rifiuta decisamente ogni preminenza ontologica del genere umano e si colloca entro una discussione già presente nel mondo antico che avrà significativi sviluppi dall’età dei libertini a quella di Darwin.

    Il libro bruniano di Fulvio Papi risale al 1968, a quattro anni di distanza dal fortunato libro di Frances Yates. È stato giusto ripubblicarlo perché è del tutto vero che ci sono libri che passano come meteore e altri che lasciano una scia duratura. Molti degli argomenti affrontati in queste pagine sono stati approfonditi, altri meglio precisati.

    Ma il libro continua giustamente ad essere letto e citato anche dagli studiosi che sono nati poco prima o poco dopo quell’anno. Io ne consiglierei la lettura anche ai non specialisti.

    Soprattutto perché non lascia ai margini il tema del rapporto della filosofia di Giordano Bruno con i grandi temi e problemi del mondo moderno: le origini della vita, l’infinità dell’universo, un platonismo non cristiano, la messa in crisi della cronologia biblica che calcolava in seimila anni l’età della Terra e dell’uomo, il problema dei «selvaggi americani», la critica al primitivismo e al nascente mito del «buon selvaggio», il significato del lavoro e l’elogio della mano. «La centralità del fare, dell’attitudine costruttiva – ha ribadito Papi in un’intervista apparsa pochi mesi fa, dopo la riedizione del suo libro – è l’autentico nesso che lega Bruno alla modernità».

    Il suo modo di «vedere» la natura, ha anche aggiunto, « ci è invece completamente estraneo». Oggi non riusciremmo a sopravvivere, aggiungeva ancora, «se avessimo lo stesso sguardo di Bruno sulla natura». E concludeva: « Sapere che cosa si è perduto equivale un po’ a sapere chi si è».

    Sono del tutto d’accordo con queste sue affermazioni. Contro il rimprovero di essere «passati di moda» o di affrontare problemi inesistenti non ci sono difese possibili. O meglio si dispone di uno solo, irrefutabile argomento: avere scritto pagine che continuano a essere pubblicate e lette e utilizzate (in qualche caso ciò accade perfino al Centro dell’Impero) quasi mezzo secolo dopo che sono state scritte.

    Paolo Rossi

    Baci, Helda

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    : ) queste sono alcune opere che Bruno ha dedicato specificatamente alla magia

    De magia mathematica

    De magia naturali

    da

    http://www.liberonweb.com/asp/libro.asp?ISBN=88459...

    tuttavia gli studi di Bruno sulla magia non sono scindibili dal suo pensiero filosofico e dal resto delle sue opere: Bruno è un filosofo - non uno stregone - i suoi studi di "magia" sono comprensibili soltanto se letti come parte della sua storia e della storia della sua epoca

    Se vuoi sapere qualcosa di immediato su di lui, il suo animismo e la sua magia ti consiglio di clikkare su questo link

    http://www.forma-mentis.net/Filosofia/Bruno.html

    Ma Bruno è un filosofo complesso, se vuoi adentrarti nel suo pensiero

    ti consiglio opere di studiosi illustri per es - tanto per cominciare - M. Ciliberto, Introduzione a Bruno, Laterza, Roma - Bari 2006, li troverai anche una bibliografia che ti aiuterà nelle tue ricerche

    Fonte/i: w giordano bruno, il suo coraggio di esistere, la sua coerenza, il suo amore per la vita !!!
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  • L'opera di Bruno risulta indubbiamente intrecciata alla magia, così come la si concepiva nel Rinascimento. La magia non consisteva in un semplice gioco di prestigio,era piuttosto la convinzione che la materia avesse in sé un qualche principio spirituale e soprannaturale che poteva interagire con la materia e con l'intelletto. Cosicché, evocando il principio, la materia poteva rispondere alla sua azione.

    Secondo la filosofia di Bruno, tutto nel mondo è animato, la forma che il mondo e le cose assumono è una conseguenza dell'azione spirituale superiore del principio divino. Per i "magi" rinascimentali, questa evidenza è dimostrata dal fatto che certi farmaci e certe erbe medicinali influiscono anche sullo spirito, cioè la dimostrazione che esiste un nesso che lega l'anima alla materia.

    "Se dunque lo spirito, l'anima, la vita si ritrova in tutte le cose e, secondo certi gradi, empie tutta la materia, viene certamente a essere il vero atto e la vera forma di tutte le cose. L'anima, dunque, del mondo è il principio formale costitutivo, dell'universo e di ciò che in quello contiene." (G. Bruno, dal dialogo De la causa, principio et uno).

    Osteggiata durante tutto il medioevo, poco in auge nel mondo classico, la magia rifiorì nel periodo rinascimentale. Gli studi alchemici (ritenuti nel medioevo niente di più che pratiche sataniche), sono i capostipiti delle moderne scienze chimiche, all'epoca ci si limitava a studiare gli effetti delle reazioni tra sostanze attribuendoli a presunti principi soprannaturali che le animavano. Bruno si interessò in particolare di mnemonica (la tecnica di potenziamento della memoria), di numerologia e di geometria, riconducendola ad osservazioni sulla struttura dei minerali e dei vegetali.

    Lo studio della numerologia e della geometria dovevano dimostrare, secondo Bruno, l'intelligenza della materia (eco delle dottrine pitagoriche). La numerologia attribuiva ai numeri e alle loro combinazioni poteri magici in forza delle relazioni matematiche tra le cose, relazioni che esprimevano, in ultima analisi, quella armonia tra le parti sulla quale tutto l'universo poggiava necessariamente. Ecco perché i rapporti numerologici erano in grado, secondo Bruno, di esprimere verità metafisiche. La geometria rappresentava invece il collegamento necessario che sussisteva tra la struttura numerica e quella formale delle cose, per cui ogni cosa assumeva una certa forma assecondando il "codice numerico" suo proprio.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Cosa???????????????

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