Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

Cosa ne pensate di ciò che avete letto?parte 1?

Coraline percepì immediatamente che qualcosa sarebbe accadauto quella mattina.

Spalancò i grandi occhi ambrati e scostò le tendine di seta dalle vetrate del sottotetto dove dormiva.La sorpresa le venne preannunciata da un evento insolito e inusuale a Regensilk :la sconfinata massa biancastra del cielo avvolgeva ogni cosa e brani di nebbia vaporosa cancellavano il contorno della striscia di frassini davanti alla casa,rivelando solo a tratti le acute sporgenze di rami, i contorni aspri e squadrati della cattedrale e la Torre delle colombe più a nord.

Il silenzio aleggiava nel suo cantuccio accogliente,faceva freddo e spifferi gelati di vento scostante parevano volerle trafiggere lo stomaco,togliendole il respiro.

Un piacevole effluvio di olio di lino e di acquaragia permeava l'ambiente circostante,inducendola ad alzarsi dal cumolo di coperte in cui era avvolta.Si infilò la mantellina di lana e scendendo le ripide scale a chiocciola raggiunse lo studio di lui;un sussulto di piacevole beatitudine invase il suo cuore,sollevandola per un attimo dalla triste realtà.

Caroline era una graziosa sedicenne,molto corteggiata ma dal triste passato.

Gettò un rapido sguardo alle vetrate appannate,contemplando i fiocchi di neve cristallina pronti a consumare la loro breve esistenza dissolvendosi sul terreno secco e umido della proprietà dei VonDyrer.

Il clima aspro,per certi versi avverso e affilato,rendeva piuttosto sgradevole le passeggiate mattutine e il quieto silenzio nel quale tutto sembrava immerso induceva a credere che nessuno potesse trovarsi all'estrerno,turbando la stasi che sembrava essersi impadronata degli eventi,assoggettandoli a una muta,tacita,sottomissione.Tuttavia se Coraline avesse osservato la Oude Lanjelick più attentamente,avrebe scorto il figlio di Pieter,Hans,giovane combattuto tra l'idea di sposarla o rapirla immediatamente,allontanandola da quella casa,le cui mura impenetrabili la rendevano più simile a una fortezza-prigione.

Due inverni prima la ragazza,in un giorno per molti versi simile a quello,era stata condotta in cucina dalla madre.

La donna sembrava più agitata del solito,aveva spolverato la casa e disposto sul ripiano le ceramiche dipinte dal marito.Un uomo di media statura,con i capelli boccolosi e fulvi la fissava con scrupolosa attenzione.Il suo sguardo cupo e intelligente sembrava possedere la facoltà di leggere i più intimi segreti di chi ne fosse stata vittima e Coraline si sentì all'improvviso invasa da un sentimento di soggezione e timoroso rispetto.Al fianco del distinto messere una donna magra ed ossuta,più alta di lui,con i ricci biondo slavato sciolti sulle spalle la scrutava con una certa dose di malcelato disprezzo.Gli occhi della giovinetta non poterono fare a meno di essere catturati dalla smaliante lucentezza del vezzo di perle azzurro che la donna ostentava con tanta eleganza,nonostante l'abito grigio intenso le conferisse un'aria decisamente malinconica.

Questi erano Johannes VonDyrer e la sua altezzosa moglie,Beatrix Leowenhoek.Sarebbe andata a servizio da loro,come aiuto-governante della casa e avrebbe avuto solo la domenica libera per tornare dai suoi cari:dieci stuiver al giorno non erano troppi ma abbastanza per permettere ai suoi genitori,alla sorellina Annurska e al fratello Franz di mettere qualcosa sotto i denti.

Rievocò alla mente la passata disperazione,il dolore provato nell'abbandonare i suoi famigliari,quanto si sentisse piccola, impreparata e insignificante fuori dalle quattro mura paterne.

La sua attuale situazione era legata al terribile incidente di suo padre Raphael.Egli era il capo della fabbrica di ceramiche di Regensilk,sciaguratamente un giorno una delle fornaci in funzione era esplosa strappandogli via entrambi gli occhi.La sua vita si tramutò in un vero e proprio inferno e l'impossibilità di lavorare e provvedere al sostentamento familiare,spinse la ragazza(sua prediletta,nonchè primogenita) a "sacrificarsi".

Da quel momento in poi la sua vita era inesorabilmente cambiata.Aveva infilato tutti i suoi effetti personali in una valigia di cartone e aveva abbracciato la madre con incredibile compostezza.Non aveva preteso molto,tutto cciò che le serviva era costituito da due ricambi,tre cuffiette bianche dalle fodere inamidate,una consunta bambola di pezza,tre pettinini di osso per i capelli,un diario e la cosa per lei più preziosa:la ceramica più bella mai dipinta da suo padre.Essa rappresentava lei stessa e suo fratello minore Franz mentre correvano lungo la splendente banchina che costeggiava il Renz,tenendosi per mano.

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Nonostante la protagonista femminile,devo ammettere che questo breve racconto o immagino inizio di romanzo è davvero...forte!Mi piace davvero lo stile,la tua narrazione,come descrivi le cose e la psicologia dei personaggi.

    Trovo molto bella e azzeccatissima l'ambientazione,i nomi,le atmosfere.

    Sei capace di disegnare mondi inesplorati.Hai un dono!Coltivalo!

    E facci sapere il seguito mi raccomando!!!

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  • 1 decennio fa

    Veramente niente male. Hai uno stile descrittivo pieno di particolari e suggestivo. Solo un piccolo consiglio: non presentare tanti personaggi tutti insieme. Tu ovviamente sai tutto di loro, perché li hai partoriti dalla tua mente, ma cerca di metterti nei panni di chi legge: potrebbe restare confuso e spaesato da una tale pioggia di dati biografici. In bocca al lupo.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    bello, profondo

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