selvicoltura e distribuzione del legno?

chi mi sa fare un piccolo tema su sta rottura? grazie

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
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    La selvicoltura (o silvicoltura) è la scienza che studia l'impianto, la coltivazione e l'utilizzazione dei boschi.

    Selvicoltura in senso stretto significa tutto quell'insieme di interventi che vanno dai tagli di rinnovazione ai tagli intercalari i quali permettono la coltivazione del bosco garantendo la sua rinnovabilità; il prelievo legnoso che se ne ricava viene valutato in termini di sostenibilità, ovvero uno sfruttamento ponderato di una risorsa che viene mantenuta rinnovabile; in questo si differenzia dalla cosiddetta "utilizzazione di rapina" che non considera questi (fondamentali) aspetti ecologici. Ne risulta quindi che la selvicoltura è una scienza complessa che poggia teoricamente sull'ecologia e all'atto pratico sulla dendrometria, l'auxologia, le utilizzazioni e l'assestamento (che stimano la quantità prelevabile, le dinamiche dei popolamenti, gestiscono il bosco stimando interventi etc..)

    La selvicoltura ha origine antica e le tecniche che propone hanno subito nel tempo numerose trasformazioni. Grandi selvicoltori, val la pena ricordare, sono stati i frati di ordini monastici (ad esempio i Benedettini che coltivavano abeti nelle foreste degli Appennini per fini edilizi) Ad oggi si assiste in generale a una riduzione di applicazione silvicolturale rigorosa e a una maggior tendenza naturalistica, ovvero di assecondare tramite la selvicoltura il dinamismo naturale della vegetazione. Rinnovamento naturale, biodiversità, sostenibilità e multifunzionalità sono tematiche assai moderne oggi che hanno portato a una maggior considerazione della selvicoltura cosiddetta naturalistica.

    La selvicoltura in senso stretto viene di solito distinta in selvicoltura generale ed in selvicoltura speciale.

    La selvicoltura generale studia le relazioni intercorrenti tra il bosco e l'ambiente in cui esso vive, l'evoluzione della foresta, le modalità di impianto, la rinnovazione del bosco e la utilizzazione del soprassuolo maturo.

    Nella selvicoltura speciale si studiano le esigenze ecologiche e le tecniche culturali delle singole specie arboree forestali.

    Va distinta, inoltre, la selvicoltura dall'arboricoltura da legno, che si occupa delle piantagioni arboree industriali per fini commerciali.

    La selvicoltura dunque si basa sulle conoscenze scientifiche degli equilibri e delle caratteristiche degli ecosistemi forestali, naturali o creati dall'uomo, tanto che si può parlare di: selvicoltura naturalistica che si occupa della conservazione dell'ecosistema forestale, per mantenerlo il più possibile simile a quelli naturali, subordinando allo scopo principale la quantità e qualità del prelievo di legname per usi commerciali; mentre parleremo di selvicoltura agronomica riferendoci alla disciplina tecnica che cerca di conciliare le esigenze economico-produttive tendenti alla massimizzazione della resa in massa legnosa della foresta; con le esigenze di mantenimento degli equilibri ecologici, geologici e ambientali del patrimonio boschivo.

    Come nel resto del mondo, anche in Italia il legno strutturale è stato largamente usato come materia prima per la costruzione di case ed altri edifici fino agli anni venti del XX secolo. Successivamente è stato sostituito dal mattone e dal cemento. Oggi sta riacquistando la sua importanza, grazie anche ad una nuova coscienza ambientale.

    Gli elementi dell'arredamento sono frequentemente realizzati in legno, così pure come rivestimento (pavimenti in legno, pannellature ecc.).

    L'uso più importante per l'evoluzione della civiltà umana è però legato alla creazione del fuoco e al suo utilizzo come fonte di energia, che permise agli uomini preistorici di cucinare, scaldarsi e difendersi dagli animali. Il suo utilizzo come fonte energetica è continuato per tutta la storia dell'umanità fino a tutto il XVIII secolo, quando cominciò ad essere sostituito dal carbone, dal potere calorifico più elevato e più adeguato per le nascenti necessità industriali. Il fuoco di legna è tuttora usato in molte abitazioni per il riscaldamento. Se bruciato nelle efficienti stufe moderne e prelevato da foreste appositamente coltivate, il legno può essere visto come un'ottima fonte di energia rinnovabile.

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