Gattara ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

ma chi erano i sofisti e che rapporti avevano con i filosofi?!?

per favore, niente copia e incolla da internet....

6 risposte

Classificazione
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    Lv 4
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    I sofisti erano maestri di retorica che, nella Grecia del V secolo a.C., suddivisa in tante Pòleis ovvero Città-Stato indipendenti che si reggevano perlopiù su di un sistema di stampo democratico, giravano di città in città offrendo, a pagamento, i propri servigi di maestri di retorica e politica a giovani ricchi e ambiziosi che aspiravano a ricoprire le più alte cariche previste dall'ordinamento della città.

    In democrazia, per essere eletti e per vedere approvate le proprie proposte, bisogna essere persuasivi, saper convincere: e proprio questo è ciò che insegnavano i sofisti; giochi linguistici per confondere l'avversario, tecniche di persuasione, come atteggiarsi per apparire credibili ecc.

    I Sofisti NON erano filosofi, e infatti si autodefinivano "sapienti", "maestri di retorica", "oratori" ecc. ma non filosofi.

    Semplicemente sono stati "filosoficizzati" per due ragioni: la prima è che loro stessi produssero argomentazioni per confutare alcuni pensatori precedenti, ma non si trattava di rilievi filosofici bensì di argomenti retorici, giochi di parole, parodossi linguistici... per dimostrare come, utilizzando la retorica, fosse possibile strappare l'assenso al pubblico pur NON AVENDO ed ESSENDO BEN CONSCI di non avere argomenti validi: d'altra parte loro insegnavano una tecnica (quella della persuasione), non una scienza che pretendesse di perlare dell'uomo o del cosmo.

    La seconda ragione è che il Socrate platonico li assunse come interlocutori privilegiati, sicchè le loro tesi tecnico-retoriche vennero portate sul piano filosofico... dove, ovviamente, non potevano reggere, come un cactus non potrebbe sopravvivere al polo nord.=)

    Certo, fino a tot anni fa i sofisti erano considerati autentici filosofi ma gli studi più recenti e, a mio sommesso avviso, più credibili ed accurati compiuti a livello universitario da studiosi di indubbia fama (G.Reale, R.Radice, la scuola di Tubinga ecc.) propendono per la tesi che ho esposto sopra.

    Spero di esserti stato utile, ciao!=)

  • Anonimo
    1 decennio fa

    I sofisti erano dei filosofi, appartenenti ad una categoria esistente ad Atene negli anni di Socrate e di Pericle.

    Essi giravano per le polis greche proponendosi come dei "maestri".

    Insegnavano l'arte della retorica , cioè l'abilità di elaborare discorsi sapendo usare molto bene le parole, in modo da sedurre, ammaliare e soprattutto convincere il pubblico di quello che si diceva: era importante la scelta di eleganti parole e l'abile uso dei gesti.

    Il nome sofista deriva da "sofòs" che significa "colui che sa".

    I sofisti istruivano soprattutto i figli di cittadini aristocratici e/o ricchi. Per i loro insegnamenti però si facevano pagare profumatamente.

    A Socrate non piacevano i sofisti perchè distribuivano la loro cultura per il compenso, mentre lui condivideva la propria sapienza e ne cercava altra con le altre persone, senza compenso alcuno.

    Un saluto!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    : ) i sofisti erano filosofi (frase sottolineata) ... la pensavano a modo loro - come tutti i filosofi e - naturalmente erano in rapporto con gli altri filosofi (chiedilo a Socrate te ne dirà qualcosa...)

    Qualcosa di più serioso: i sofisti si definivano i filosofi dell' uomo e della città, fanno la loro comparsa ad Atene nel v sec e rivoluzionano il modo di filosofare che c' era stato fino al loro arrivo principalmente per due cose: in primo luogo perchè insegnavano un sapere "pratico" - come cavarsela in tribunale, come gestire la propria casa ecc - in secondo luogo perchè ... si facevano pagare per insegnare - la cosa scandalizzò l' Atene del tempo e in pratica fino al secolo scorso ci sono stati manuali di filosofia che li hanno definiti "prostituti della cultura" (oggi invece sono stati - giustamente - rivalutati e se ne parla in modo oggettivo).

    Oggetto centrale dell' insegnamento dei sofisti agli allievi (paganti X D) è la capacità di parlare in modo efficiente al fine di prevalere nelle discussioni - insomma quella che definiremmo oratoria ma che viene chiamata propriamente "eristica", ossia l' arte di battagliare con le parole per prevalere sull' opinione dell' avversario - la parola viene considera ta dai sofisti una specie di piccolo dio in quanto capace di persuadere in modo assoluto (Gorgia).

    Ci sono due generazioni di sofisti, i più famosi sono questi quattro della prima: Protagora, Gorgia, Prodico e Ippia, al primo che ho citato Platone dedica un famoso ed importante dialogo (che ti consiglio di leggere), un altro lo dedica al sofista Gorgia; in questi dialoghi trovi dei validi esempi del rapporto tra filosofi e filosofi sofisti Platone infatti pone a confronto in discussione filosofica Socrate e i diversi rappresentanti della sofistica.

    N.B. se vuoi saperne di più ti consiglio questo libro - parla anche dei sofisti - io l' ho trovato molto interessante: Enrico Berti, In principio era la meraviglia. Le grandi questioni della filosofia antica.

  • 1 decennio fa

    Secondo me nessuna risposta ha messo in luce il grande merito dei sofisti, ovvero essere stati i primi ad interessarsi di problemi di tipo etico e politico e quindi a porre al centro dei loro interessi l' uomo.

    Per primi si resero infatti conto dell' impossibilità di conoscere " la realtà ultima" delle cose e di poter andare oltre una conoscenza "empirica" e relativa..

    Logicamente cosi facendo misero in crisi tutte le "certezze" a cui erano giunti i filosofi precedenti.

    Le realtà ultime sono per loro inconoscibili, quindi l'indagine è spostata su altro...

    non esistendo una realtà assoluta ecco che allora la dialettica diviene fondamentale per persuadere e raggiungere queste "verità" relative.

    esempio : se Platone esisteva IL bene e quindi un azione era buona se si "rifaceva" a questo bene, per i sofisti il bene in se non esiste, quindi ecco la necessità di persuadere con la dialettica per far "sembrare" una cosa buona...

    è logico quindi che se uno cerca di mettere in crisi le tue credenze più salde non viene di sicuro visto in modo positivo!

    Dai filosofi loro contemporanei erano visti in modo sicuramente negativo proprio perchè tentarono di mettere in crisi alcune concezioni filosofiche fondamentali;

    tuttavia altri da filosofi come Hegel o Nietzche il movimento è stato completamente rivalutato....

    Ciauzz

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    i sofisti erano filosofi, la sofistica era una corrente filosofica che si sviluppa ad atene poco dopo la scuola di socrate.... il più grande esponente è sicuramente gorgia, il quale ha molti contatti anche con lo stesso socrate..... i sofisti cercavano di porsi come maestri del sapere...... la sofistica cerca di puntare tutto il proprio discorso sulla forma, è convinta che si possa intertare le persone con grandi discorsi e giri di parole, anche con un contenuto scadente..... inoltre i sofisti fecero scalpore perche per la prima volta si posero come veri e propri insegnanti della loro dottrina e cominciarono a farsi pagare..... questo fece si che molti li reputarono corrotti.....

    cmq i sofisti in parole povere seguono alla lettere il proverbio: tanto fumo e niente arrasto...... :-)

  • 1 decennio fa

    Detta molto alla buona, i sofisti erano coloro che "ingannavano", persuadevano il prossimo con dialoghi e giri di parole.. Avevano delle scuole, erano una sorta di maestri e si facevano pagare molto..

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