Giada ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

mi servono commenti personali sui campi di concentramento... help please!!!?

2 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Centinaia di persone venivano scaricate ogni giorno dai vagoni normalmente usati per trasportare merci o bestiame. Molte di loro andarono direttamente nelle camere a gas. Molte altre furono ammassate nelle nude baracche del campo dove avrebbero lavorato fino a che non fossero cadute stremate.

    Decine di migliaia di capsule d'oro vennero estirpate dalle mandibole delle vittime per essere poi fuse e finire nei forzieri del Terzo Reich.

    Diverse tonnellate di capelli furono rasate dalle loro teste per essere poi trasformate in coperte destinate ai soldati che combattevano sul fronte russo.

    Un milione di morti solo in questo campo. Qualcuno dice che il numero di vittime sia più alto, vicino al milione e mezzo, e forse questo non fu il campo con il numero di morti più alto.

    Certamente questi numeri posso tramortirci.

    Ho letto alcuni libri e visto qualche film ed anche qualche documentario su Auschwitz.

    Ho più volte cercato di creare nella mia mente la scena di "vita" di un qualunque giorno in questo campo.

    Magari un giorno d'inverno con un vento canaglia che arrivava direttamente dagli Urali portando nevischio sui binari della ferrovia ed insinuandolo fra le nude baracche del campo.

    E la notte con i potenti fari che illuminavano, dalle torri di guardia, le baracche ed il perimetro delimitato dal filo spinato ed elettrificato. Le guardie armate e le mitragliatrici poste sulle torrette.

    E nell'aria gelida il risuonare dei secchi comandi ed il ritmare dei tacchi degli stivali delle guardie sul selciato.

    Un crudele tempo fa da sfondo a crudeli scene di "vita".

    Non che nella bella stagione le scene fossero diverse. I vagoni arrivano sempre e comunque e "vomitavano" migliaia di corpi destinati all'immediata od alla futura morte.

    Queste erano le mie immaginazioni basate su quanto letto e visto.

    Nei scorsi giorni siamo stati (Syl ed io) ad Auschwitz che altro non è che il termine germanizzato di Oswiecim, la città polacca sul cui territorio sorge questo campo.

    Era un giorno grigio. Il cielo plumbeo. Un fastidioso nevischio. Un gelido vento.

    Forse le giuste condizioni per una visita a questo luogo di morte.

    Auschwitz (o meglio Auschwitz 1 come era chiamato dai nazisti) è un campo ricavato da quello che era una installazione militare polacca.

    Come attraversiamo i binari della ferrovia e ci avviciniamo al grande cancello in ferro battuto sormontato dalla scritta "Arbeit Macht Frei" (il lavoro rende liberi) gli edifici in mattoni rossi ci trasmettono una grande tristezza. La loro austera struttura è addolcita dagli alberi che, qui e la, li circondano.

    Auschwitz 1 fu trasformato in campo di concentramento nel 1940 e quindi prima della decisione nazista di procedere con la "Soluzione Finale". Qui arrivarono giudei, zingari, dissidenti politici, omosessuali, prigionieri di guerra russi ed ogni altra persona considerata indesiderabile dai nazisti. Vi furono pure detenuti come ostaggi diversi abitanti della vicina cittadina di Oswiecim (molti erano bambini), pronti per essere fucilati nel caso fosse stato scoperto il coinvolgimento appunto degli abitanti della cittadina nella resistenza o nei tentativi di fuga dal campo.

    Chiaramente la vita nel campo di Auschwitz non aveva valore. Si poteva essere uccisi da una guardia arrabbiata oppure si moriva per il freddo, le malattie, la malnutrizione od i maltrattamenti. Si poteva essere destinati agli esperimenti di medici "pazzi". E quando fu pronta la prima camera a gas si poteva essere scelti per collaudarla.

    La vita non aveva valore ma i nazisti avevano creato un sistema di registrazione degli internati e della loro esistenza nel campo. Ed ogni giorno, indipendentemente dalle condizioni meteorologiche, si procedeva all'appello generale dei prigionieri. Appello che poteva durare ore e talvolta anche una giornata intera.

    Ogni sentenza di morte era registrata in modo burocratico come pure ogni altra punizione inflitta agli internati. C'erano celle di tortura e celle di punizione ove anche quattro prigionieri erano costretti a stare in uno spazio non maggiore di un metro quadrato per giorni e giorni, e qualcuno di loro finiva per morire soffocato.

    Tutte queste atrocità sono ben descritte qui ad Auschwitz 1 dove possiamo vedere centinaia, migliaia di capelli tosati ai prigionieri, scarpe, occhiali, borse e valigie (molte marcate con il nome e l'indirizzo del loro proprietario). Vediamo pure montagne di contenitori aperti che una volta contenevano il micidiale Xyklon B, il gas a base di cianuro che fu usato quando arrivò l'ordine per lo sterminio di massa.

    Auschwitz è un museo, e non solo come oggetto esposto in se se stesso ma soprattutto come deposito di oggetti esposti.

    Auschwitz cerca di trasmettere le esperienze vissute nel campo e di trasformare le stesse a livello umano.

    C'è un centro d'accoglienza dei visitatori con un cinema, café, servizi igienici e, purtroppo, anche negozi di souvenirs (che noi abbiamo evitato di visitare).

    Ci s

  • Anonimo
    1 decennio fa

    allora:

    una kosa orribile,qualcosa di indescrivibile.....campi di sangue...

    ALLORA???? 10 punti xfavore

    Fonte/i: please!!
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