Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 1 decennio fa

Un uomo può essere obbligato dalla legge a riconoscere il proprio figlio?

una donna rimane incinta. il padre è certo: mr x

ma mr x non vuole riconoscere questo figlio.

la madre vorrebbe che lui lo riconoscesse.

come funziona? è nel diritto dell'uomo non prendersene la responsabilità?

teoricamente si, perchè,se lei lo trae in inganno e si fa mettere incinta magari dicendo che assumeva contraccettivi? (povero cretino che gli credi)

però è anche vero che lei potrebbe essere rimasta incinta senza volerlo magari per un anticoncezionale non funzionante, o lui che ha detto, tranquilla non ti metto incinta.

(anche in questo caso direi povera cretina che gli credi)

però a conti fatti, l'uomo può avere diritto a non volerne sapere nulla?

è giusto secondo voi?

24 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Domanda interessante. Non so come funziona precisamente, ma credo che il padre non abbia il diritto "a non saperne nulla", cioè di "ripudiarlo".

    Se il test del DNA prova che la paternità è sua, il padre naturale è lui e come tale è tenuto a dei doveri.

    Ovviamente non può essere obbligato a prendersi le responsabilità dell'accudimento, cioè ad essere presente come figura di padre, ma nel caso la madre ne faccia richiesta, è costretto a pagare gli "alimenti".

    In quale misura e per quanto tempo sono cose su cui dovrebbe decidere la sentenza di un tribunale in un processo civile in ogni caso.

    Comunque, secondo me, esiste una situazione di disparità di fatto tra uomo e donna in questo caso, che avvantaggia la donna ed è probabilmente destinata a rimanere tale per sempre.

    Un uomo ha meno diritti su un figlio di quanti ne abbia la madre: la madre non può essere costretta ad averlo nonostante il padre lo voglia, per ovvi motivi. Mentre non è vero il contrario...il padre può di fatto essere costretto ad averlo nel caso non lo volesse.

    La questione comunque va anche considerata dal punto di vista dei diritti del figlio: nel caso ci fosse prova biologica di filiazione, per esempio, il figlio può richiedere di avere il cognome del padre che non l'ha riconosciuto.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    allora

    il tuo teoricamente si si basa sulla giustizia etica, la legge invece no, soprattutto quando si tratta di queste cose.

    in realtà anche se ingannato l'uomo padre accidentale ha dei doveri.

    egli può non riconoscere il figlio... ma si tratta di un atto puramente formale, di fatto giuridicamente egli deve contribuire economicamente in maniera rigidissima alla crescita del figlio, anche se non lo riconosce (e quindi non è giuridicamente suo padre).

    quindi l'uomo non ha questo diritto..

    che sia giusto o no va analizzato caso per caso... io credo che, lo dico in una sezione femminista, ci sia disparità sfavorevole ai maschietti... infatti, mentre di fatto una donna può scegliere di non avere un figlio, un uomo non può, perchè dopo il concepimento, non dipende più da lui. Questo è decisamente giusto. Tuttavia crea disparità. Questa disparità potrebbe essere corretta dando la possibilità ad un padre che non vuole figli (QUINDI UN PESSIMO PADRE-->ANCHE IL FIGLIO NE RISENTIREBBE) di rifiutarli effettivamente, magari con una tassa che aiuti le ragazze madri.

    detto ciò... mi sembrano discorsi inutili fatti così a freddo... bisogna trovarcisi...io non so davvero come mi comporterei.. posso solo ipotizzare, ma non vale nulla

    Fonte/i: un amico ha rifiutato un figlio
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Legge o non legge un padre che non riconosce il proprio figlio è il piu' grande pezzo di mèrda del pianeta...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Povero cretino che gli crede?

    Dunque, partiamo dal presupposto che non è un rapporto occasionale (altrimenti ci sarebbe di mezzo un cosetto di gomma atto a non prendersi cosine ben peggiori di una gravidanza).

    Se quindi questo fa sesso con la sua donna, il "credere che lei usi contraccettivi" la ritengo una cosa più che naturale.

    Io sembrerò (e sarò) un gran rompipalle, ma "povero cretino" è fuori dal mondo.

    Detto questo, lui può rifiutarsi di effettuare il test del dna, ma se non sbaglio il rifiuto (legittimo) viene visto automaticamente come un riconoscimento di paternità.

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  • 1 decennio fa

    Per la legge NO. Per me è moralmente inaccettabile, lo riconoscerei comunque..

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    Lo stato di figlio naturale non viene attribuito automaticamente per il solo fatto della nascita, ma richiede il compimento, da parte di uno o di entrambi i genitori, di un atto formale: il c.d. riconoscimento. Ove questo manchi occorrerà una dichiarazione giudiziale di paternità o maternità.

    Il riconoscimento non é tuttavia obbligatorio: sia il padre che la madre naturale possono decidere di non farlo.

    Quest'ultima può dichiarare la nascita del figlio senza fornire le proprie generalità, cosicché il bambino verrà iscritto nei registri dello stato civile come nato da genitori ignoti e sarà l'ufficiale dello stato civile ad imporgli un nome.

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Se dai alla donna il diritto di abortire, che comporta un'uccisione in pratica, a maggior ragione darei a un uomo il diritto di non riconoscere il figlio.

    Nella situazione in cui fosse la donna a non voler avere un figlio, mentre l'uomo invece desidererebbe averlo, cosa succede? Oltretutto la scelta di una donna priva così il diritto di un uomo a vedere suo figlio vivo.

    Ma forse la situazione è più analoga se non c'è un aborto, ma il figlio nasce e la madre non vuole occuparsene, mentre il padre vorrebbe che lei lo facesse. Che succede a questo punto?

    Fonte/i: *no sul serio non so cosa dice la legge
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  • 1 decennio fa

    non può essere obbligato dalla legge. dovrebbe esserlo dal suo cervello. la legge non può obbligare nessuno a fare delle scelte

    • Anna
      Lv 7
      2 anni faSegnala

      Guarda che la legge lo obbliga a pagare una cifra di mantenimento del figlio.

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  • 1 decennio fa

    Io sono una donna che non ha voluto figli.

    Siccome sono contraria all'aborto ho pianificato in modo da non restare incinta. Se mi fosse successo per me sarebbe stata una vera disgrazia ma lo avrei tenuto per senso del dovere.

    Sono stata fortunata perchè il corpo è mio ed ho potuto decidere e penso a come può sentirsi un maschio costretto alla paternità, magari con l'inganno.

    Se fossi rimasta incinta non avrei mai costretto il mio uomo a riconoscere il figlio ma gli avrei chiesto di scegliere.

    Allo stesso modo penso che non sia giusto abortire senza avere il consenso anche del padre del bambino.

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  • 1 decennio fa

    legalmente funziona cosi'

    la persona che pretende il riconoscimento ,( la madre)

    fa una richiesta tramite avvocato di effettuare un test del dna

    se lui si rifiuta , si attua una pratica lenta ma efficace che porterà lui x forza ad accettare , il risultato sarà legale xchè effettuato tramite la legge

    mentre si puo' anche privatamente farlo si puo comprare il kit disponibile anche su internet x fare il test comparativo del dna

    dovrai rispedirlo riempiendo i campioni con i capelli di lui e il bimbo

    questo sitema costa circa 700 euro ed è ovvio che va fatto dopo la nascita del pupo

    ai fini legali non ha valore xchè fatto alle spalle inconsapevoli dei 2 individui , ma serve è ovvio x sbatterlo in faccia tramite l'avvocato

    se è giusto ??? x me nessuno dovrebbe accollarsi un figlio non desiderato , e x questo consiglio sempre vivamente di stare attentissimi e non farsi venire fantasie di incastrare con un piccolo batuffolino.... c'è gente che non si fà abbindolare!!!!

    xchè nessuno ha il diritto di scegliere x noi!!!

    la legge non è propriamente dalla mia parte , cioè se un figlio è dimostrato da tale test , la paternità è obbligatoria , e sarà la legge stessa a pizzicarti ovunque sei , la legge puo' anche importi di dare un vitalizio, ma è qui l'inghippo non puo' obbligarti moralmente a vivere con tale figlio , ma solo di occuparti di lui economicamente e anche in forma anonima !

    Fonte/i: esperienza diretta
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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Solo nel caso in cui lei lo denuncia alle autorità competenti come mancanza di sostegno economico, mancata responsabilità. A seguito della denuncia c'è poi un iter giudiziario, che comprende il riconoscimento della paternità del denunciato, (questo non avviene come regola...) e a seguito tutto il resto. In questi casi anche se il padre rifiuta la paternità deve comunque riconoscere un sostegno economico per la crescita del bambino.

    Poi il tutto avviene secondo i casi, secondo i giudici, cosa patteggiano gli avvocati.....non per tutti è uguale.

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