DJ ha chiesto in Musica e intrattenimentoCinema · 1 decennio fa

Il bambino con il pigiama a righe?

Mi potreste fare un riassunto della trama del film il bambino con il pigiama a righe è urgente

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Migliore risposta

    Germania, anni '40. Bruno è un bambino di otto anni, che durante la seconda guerra mondiale vive una vita agiata e confortevole in una bella casa di Berlino. Suo padre Ralf è un ufficiale nazista autoritario che si trasferisce con la famiglia in campagna per incarichi di lavoro. Bruno non è affatto contento di questo trasferimento: deve lasciare la sua bella casa e i suoi amici. Nella nuova casa non ha nessuno con cui giocare; in più sua mamma gli proibisce di "esplorare" i dintorni, vietandogli anche solo di andare nel giardino sul retro.

    Dalla finestra della sua camera, però, Bruno vede ogni giorno delle persone all'interno di un recinto, tutte uguali e vestite con un "pigiama" a righe. La mamma, a disagio di fronte alle sue domande, gli lascia credere che siano "contadini" al lavoro in una "fattoria". A Bruno però viene espressamente vietato di andare alla fattoria per giocare con i bambini che si trovano lì, perché sono "strani" e "diversi" da lui.

    Intanto a casa di Bruno arriva un nuovo istitutore, che educa lui e la sorella maggiore Gretel di 11 anni secondo l'ideologia nazista. Gretel, affascinata anche da un giovane tenente delle SS, Kotler, comincia ad aderire a questa ideologia; Bruno, invece, non riesce a capire perché gli ebrei debbano essere considerati cattivi, anche perché Pavel, un prigioniero ebreo che lavora in casa, è molto gentile con il bambino.

    Finalmente Bruno scopre il modo per "evadere" da casa e si lancia nell'esplorazione del bosco vicino, fin quando non arriva alla tanto agognata fattoria. Qui, oltre una barriera di filo spinato, incontra un bambino ebreo polacco della sua età, Shmuel, anche lui con il pigiama a righe. Parlando con Shmuel, Bruno comincia a capire che nella fattoria c'è qualcosa che non va, qualcosa di brutto, e che proprio suo padre ne è responsabile. Infine, una sera, Pavel viene ucciso dal tenente delle SS e Gretel rivela al fratello che la "fattoria" non è che un lager.

    Bruno è sconcertato nello scoprire che suo papà, un eroico soldato, faccia cose tanto cattive. Nello stesso tempo la mamma comincia a comportarsi in modo strano; in realtà la donna ha scoperto che il campo è dotato di forni crematori, ed è quindi un campo di sterminio, e affronta il marito affermando di non voler essere complice di un simile orrore.

    Un giorno Bruno ha una bella sorpresa: Shmuel è stato portato in casa, con il compito di lucidare l'argenteria in vista di una grande festa. Felice di vedere l'amico, Bruno gli offre dei dolci: ma quando il tenente delle SS, che li sorprende insieme, lo accusa di aver dato cibo a un "verme" ebreo, Bruno si spaventa e nega; di conseguenza, Shmuel viene duramente picchiato e ricondotto al lager. Bruno è pentito e vergognoso del suo atto di vigliaccheria, ma si consola quando vede un film di propaganda nazista in cui i lager sono rappresentati come pacifici villaggi; il bambino si convince che il suo papà è un brav'uomo di cui può essere orgoglioso. Ora desidera soltanto fare la pace con il suo amico Shmuel.

    Il papà gli dice però che, d'accordo con la mamma, lui e Gretel andranno presto a stare con la zia, in un luogo più adatto a dei bambini. Bruno corre ad avvertire Shmuel, e lo trova assai preoccupato: il padre, ciabattino del lager, è scomparso. Bruno scopre di poter passare sotto il filo spinato, e si offre di aiutare Shmuel a trovare il suo papà, in modo da farsi perdonare. I due bambini decidono di compiere questa "missione segreta" il giorno successivo, appena prima della partenza di Bruno.

    Secondo il "piano", Shmuel procura un altro "pigiama" e Bruno, mimetizzato, entra nel lager; qui si rende conto che la realtà è molto diversa dal film di propaganda che aveva visto, e vuole tornare a casa. Poi però non riesce ad abbandonare l'amico ed entra con lui in una delle baracche del campo.

    Intanto, a casa, la mamma e Gretel si accorgono della scomparsa di Bruno e ne seguono le tracce, fino a scoprire che il bambino si è inoltrato nel bosco; corrono allora ad avvertire il papà che si precipita alla sua ricerca. Scoppia un tremendo temporale, proprio quando il papà arriva al reticolato e trova i vestiti di Bruno: capisce allora che il figlio deve essere nel campo.

    Bruno è sempre nella baracca con Shmuel e fatica a capire quello che vede e sente, quando scoppia un gran trambusto: tutti urlano, e cominciano a correre fuori. Guardie armate di bastone li spingono, e chi rimane indietro viene ucciso. Alla fine tutti entrano in un edificio di cemento: Bruno pensa che sia un riparo dalla pioggia, ma qualcuno spiega che sono lì per fare la doccia. Bruno e Shmuel si spogliano, poi tenendosi per mano entrano con tutti gli altri in una stanza. La porta di ferro viene chiusa e la luce si spegne. Quando il papà di Bruno arriva alla camera a gas, c'è solo silenzio. Il film si conclude con lo spegnimento delle luci dell'edificio, il che lascia intendere che ormai per Bruno e Shmuel non ci sono più speranze.

  • 1 decennio fa

    Bruno è un ragazzino di 8 anni che vive un'agiata esistenza a Berlino, durante la II guerra mondiale. Suo padre è un alto ufficiale nazista e la guerra e i suoi orrori sono lontani dalla vita del figlio. Le cose però cambiano quando il padre viene trasferito presso il comando di un campo di concentramento, costringendo la famiglia a seguirlo. Bruno non ha idea di che razza di posto sia quello e si abitua a considerarlo come una fattoria, anche se non si spiega come mai tutti indossino quegli strani pigiami a righe. Poi un giorno incontra un bambino come lui, Shmuel, un detenuto del campo di concentramento, con il quale stringe un'amicizia segreta.

    Un film sull’Olocausto prodotto dalla Disney, diretto da Mark Herman (quello di Grazie, signora Thatcher) e interpretato da due bambini di otto anni. La storia poteva risolversi nel solito drammone strappalacrime alla cui fine brilla la possibilità della riconciliazione. Invece il film non arretra di fronte alla radicalità delle proprie premesse: isolare l’infanzia in una dimensione immaginaria con la speranza di salvare la parte migliore di noi stessi non serve a nulla. Non ci sarà nessuna redenzione dalla colpa.

  • 1 decennio fa

    per vedere ilò film vai su animedb oppure leggi il libro

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Labra d'or ha spiegato molto bene tutto,ma manca il finale,cioè che il bambino detenuto nel campo di concentramento non riesce più a trovare il padre(non sa che sicuramente è stato ucciso) e chiede all'altro bambino di aiutarlo per poterlo ritrovare,si danno appuntamento e il giorno dopo il bambino della famiglia dei tedeschi si presente di fronte al campo di concentramento dove lo aspetta l'altro bambino per farlo entrare,gli da un "pigiama" uguale al suo,scavano una fossa ed entra,vanno alla ricerca del padre,ma improvvisamente vengono condotti in fila verso uno strano edificio,dove viene detto loro di togliersi i vestiti,perché è il momento della doccia...cosa non vera,perché le persone in realtà venivano uccise con un gas velenoso,così i due bambini entrano e muoiono.

    Credimi,devi vederlo,è un film straziante,io ho pianto nel vederlo

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  • Adel G
    Lv 5
    1 decennio fa

    Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.Il bambino con il pigiama a righe è un film del 2008 diretto e sceneggiato da Mark Herman, adattamento per il grande schermo dell'omonimo romanzo di John Boyne.

    Il film è stato distribuito nelle sale italiane il 19 dicembre 2008

  • 1 decennio fa

    TRAMA 1

    Berlino, anni Quaranta. Bruno è un bambino di otto anni con larghi occhi chiari e una passione sconfinata per l'avventura, che divora nei suoi romanzi e condivide coi compagni di scuola. Il padre di Bruno, ufficiale nazista, viene promosso e trasferito con la famiglia in campagna. La nuova residenza è ubicata a poca distanza da un campo di concentramento in cui si pratica l'eliminazione sistematica degli ebrei. Bruno, costretto ad una noiosa e solitaria cattività dentro il giardino della villa, trova una via di fuga per esplorare il territorio. Oltre il bosco e al di là di una barriera di filo spinato elettrificato incontra Shmuel, un bambino ebreo affamato di cibo e di affetto. Sfidando l'autorità materna e l'odio insensato indotto dal padre e dal suo tutore, Bruno intenderà (soltanto) il suo cuore e supererà le recinzioni razziali.

    La drammaticità della Shoah, di un inferno voluto dagli uomini per gli uomini, è inarrivabile e di fatto non rappresentabile ma questo non ha impedito al cinema di provare e riprovare a misurarsi con quella tragedia. L'approccio cinematografico di Mark Herman, regista e sceneggiatore, è diretto e il punto di vista assunto è quello di un bambino, figlio di un gerarca nazista, la cui innocenza (davanti all'orrore) trova corrispondenza soltanto in Shmuel, coetaneo internato all'inferno. A differenza di La vita è bella e di Train de vie, Il bambino con il pigiama a righe non è una favola dove ognuno ha un proprio e preciso ruolo, al contrario nel film di Herman i due universi, quello del Bene e quello del Male, si lambiscono fino a confondersi e a sconvolgersi. Nel Bambino col pigiama a righe è l'inadeguatezza e la debolezza degli adulti, anche di quelli buoni, a obbligare i bambini a prendere in mano il proprio destino e a determinarlo. I padri e le madri non fanno “magie” come il Guido Orefice di Benigni e il Male che li circonda finisce per inghiottire i loro figli e renderli all'improvviso consapevoli. Il regista inglese è abile a evitare gli stereotipi della storia “cattiva” e della contrapposizione tra infanzia idealizzata e abiezioni del mondo adulto, analizzando la durezza di un'epoca (la Germania nazionalsocialista) e di un'età (l'infanzia).

    Muovendosi tra trappole d'apparenza ed eludendo clichè, sentimentalismi e scene madri, Herman mette in scena le ingiustizie e i rapporti di forza che si definiscono già nell'età più verde. Attraverso il minimalismo di episodi quotidiani, immersi nella severità dei colori freddi, Il bambino col pigiama a righe svolge la memoria, rivisitandola con soluzioni e libertà che rendono la storia intollerabile e lancinante. Per questa ragione, l'autore “chiude la porta” sulla camera a gas, interponendo fra gli spettatori e il volto della Medusa la pietas di un narrare artistico che consenta di guardarla senza soccombere impietriti, atterriti. Tratto dal romanzo omonimo dell'irlandese John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe è un film evocativo di un'epoca nera e tragica, rivista attraverso la psicologia di un'amicizia infantile e di una (pre)matura scelta di campo, complicate da una realtà storica di discriminazioni e di selezioni razziali. Immagini che richiamano per tutti la necessità di frequentare (sempre) la Memoria e di non considerare mai risarcito il debito con il nostro passato.

    TRAMA 2

    Germania, anni '40. Bruno è un bambino di otto anni, che durante la seconda guerra mondiale vive una vita agiata e confortevole in una bella casa di Berlino. Suo padre Ralf è un ufficiale nazista autoritario che si trasferisce con la famiglia in campagna per incarichi di lavoro. Bruno non è affatto contento di questo trasferimento: deve lasciare la sua bella casa e i suoi amici. Nella nuova casa non ha nessuno con cui giocare; in più sua mamma gli proibisce di "esplorare" i dintorni, vietandogli anche solo di andare nel giardino sul retro.

    Dalla finestra della sua camera, però, Bruno vede ogni giorno delle persone all'interno di un recinto, tutte uguali e vestite con un "pigiama" a righe. La mamma, a disagio di fronte alle sue domande, gli lascia credere che siano "contadini" al lavoro in una "fattoria". A Bruno però viene espressamente vietato di andare alla fattoria per giocare con i bambini che si trovano lì, perché sono "strani" e "diversi" da lui.

    Intanto a casa di Bruno arriva un nuovo istitutore, che educa lui e la sorella maggiore Gretel di 11 anni secondo l'ideologia nazista. Gretel, affascinata anche da un giovane tenente delle SS, Kotler, comincia ad aderire a questa ideologia; Bruno, invece, non riesce a capire perché gli ebrei debbano essere considerati cattivi, anche perché Pavel, un prigioniero ebreo che lavora in casa, è molto gentile con il bambino.

    Finalmente Bruno scopre il modo per "evadere" da casa e si lancia nell'esplorazione del bosco vicino, fin quando non arriva alla tanto agognata fattoria. Qui, oltre una barriera di filo spinato, incontra un bambino ebreo polacco della sua età, Shmuel, anche lui con il pigiama a righe. Parlando con Shmuel, Bruno comincia a capire che nella fattoria c'è qualcosa che non va, qualcosa di brutto, e che proprio suo padre ne è responsabile. Infine, una sera, Pavel viene ucciso dal tenente delle SS e Gretel rivela al fratello che la "fattoria" non è che un lager.

    Bruno è sconcertato nello scoprire che suo papà, un eroico soldato, faccia cose tanto cattive. Nello stesso tempo la mamma comincia a comportarsi in modo strano; in realtà la donna ha scoperto che il campo è dotato di forni crematori, ed è quindi un campo di sterminio, e affronta il marito affermando di non voler essere complice di un simile orrore.

    Un giorno Bruno ha una bella sorpresa: Shmuel è stato portato in casa, con il compito di lucidare l'argenteria in vista di una grande festa. Felice di vedere l'amico, Bruno gli offre dei dolci: ma quando il tenente delle SS, che li sorprende insieme, lo accusa di aver dato cibo a un "verme" ebreo, Bruno si spaventa e nega; di conseguenza, Shmuel viene duramente picchiato e ricondotto al lager. Bruno è pentito e vergognoso del suo atto di vigliaccheria, ma si consola quando vede un film di propaganda nazista in cui i lager sono rappresentati come pacifici villaggi; il bambino si convince che il suo papà è un brav'uomo di cui può essere orgoglioso. Ora desidera soltanto fare la pace con il suo amico Shmuel.

    Il papà gli dice però che, d'accordo con la mamma, lui e Gretel andranno presto a stare con la zia, in un luogo più adatto a dei bambini. Bruno corre ad avvertire Shmuel, e lo trova assai preoccupato: il padre, ciabattino del lager, è scomparso. Bruno scopre di poter passare sotto il filo spinato, e si offre di aiutare Shmuel a trovare il suo papà, in modo da farsi perdonare. I due bambini decidono di compiere questa "missione segreta" il giorno successivo, appena prima della partenza di Bruno.

    Secondo il "piano", Shmuel procura un altro "pigiama" e Bruno, mimetizzato, entra nel lager; qui si rende conto che la realtà è molto diversa dal film di propaganda che aveva visto, e vuole tornare a casa. Poi però non riesce ad abbandonare l'amico ed entra con lui in una delle baracche del campo.

    Intanto, a casa, la mamma e Gretel si accorgono della scomparsa di Bruno e ne seguono le tracce, fino a scoprire che il bambino si è inoltrato nel bosco; corrono allora ad avvertire il papà che si precipita alla sua ricerca. Scoppia un tremendo temporale, proprio quando il papà arriva al reticolato e trova i vestiti di Bruno: capisce allora che il figlio deve essere nel campo.

    Bruno è sempre nella baracca con Shmuel e fatica a capire quello che vede e sente, quando scoppia un gran trambusto: tutti urlano, e cominciano a correre fuori. Guardie armate di bastone li spingono, e chi rimane indietro viene ucciso. Alla fine tutti entrano in un edificio di cemento: Bruno pensa che sia un riparo dalla pioggia, ma qualcuno spiega che sono lì per fare la doccia. Bruno e Shmuel si spogliano, poi tenendosi per mano entrano con tutti gli altri in una stanza. La porta di ferro viene chiusa e la luce si spegne. Quando il papà di Bruno arriva alla camera a gas, c'è solo silenzio. Il film si conclude con lo spegnimento delle luci dell'edificio, il che lascia intendere che ormai per Bruno e Shmuel non ci sono più speranze.

    TRAMA 3

    Bruno è un ragazzino di 8 anni che vive un'agiata esistenza a Berlino, durante la II guerra mondiale. Suo padre è un alto ufficiale nazista e la guerra e i suoi orrori sono lontani dalla vita del figlio. Le cose però cambiano quando il padre viene trasferito presso il comando di un campo di concentramento, costringendo la famiglia a seguirlo. Bruno non ha idea di che razza di posto sia quello e si abitua a considerarlo come una fattoria, anche se non si spiega come mai tutti indossino quegli strani pigiami a righe. Poi un giorno incontra un bambino come lui, Shmuel, un detenuto del campo di concentramento, con il quale stringe un'amicizia segreta.

    bellissimo film

    Ciaoo <3

  • 1 decennio fa

    Un bambino tedesco, figlio di un capitano delle ss, si trasferisce improvvisamente con la famiglia in un'altra casa, ma lui non sa il perchè. La casa è vicina a un campo di concentramento, ma i genitori del bambino non gli danno spiegazioni e lui non riesce a capire che in realtà quella non è una "fattoria", come lui la chiama, ma un campo di lavoro per gli ebrei. Esplorando i dintorni si ritrova in prossimità di quella struttura e conosce, attraverso recinti di filo spinato, un bambino suo coetaneo, ovviamente ebreo. Tiene nascosto l'incontro e non ne parla con nessuno, poi quando il bambino ebreo gli chiede di entrare nel campo per cercare il padre disperso (in realtà ucciso dalle ss), entrambi finiscono nella camera a gas. I genitori non riescono a salvare il figlio per pochi secondi.

  • leggi il libro è breve o guardati il film che è altrettanto bello... vai su ffinalsqualo per vederlo.......... cio cio

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