Il bambino col pigiama a righe?

mi dareste il riassunto del libro???

7 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    narra la storia di un bambino che si trasferisce in una casa accanto ad un campo di concentramento per gli ebrei..suoi padre è un amico di Hitler ed è un comandante nazista..

    il bambino uscendo di casa per giocare arriverà fino al recinto spinato ed incontrerà un bambino ebreo di nome shmuel...da quel momento nascerà una forte amicizia tra i due..un legame così potente che li porterà entrambi alla morte...

    il bambino nazista che non capiva la crudeltà degli atti del padre decide di varcare il recinto ed unirsi agli ebrei per giocare un po..ma insieme all' amico verrà portato in una camera a gas e lì morirà....

    spero di esserti stata di aiuto ciao serena

  • 1 decennio fa

    narra la storia di un bambino che si trasferisce in una casa accanto ad un campo di concentramento per gli ebrei..suoi padre è un amico di Hitler ed è un comandante nazista..

    il bambino uscendo di casa per giocare arriverà fino al recinto spinato ed incontrerà un bambino ebreo di nome shmuel...da quel momento nascerà una forte amicizia tra i due..un legame così potente che li porterà entrambi alla morte...

    il bambino nazista che non capiva la crudeltà degli atti del padre decide di varcare il recinto ed unirsi agli ebrei per giocare un po..ma insieme all' amico verrà portato in una camera a gas e lì morirà....

    ciao!!!

  • 1 decennio fa

    Protagonista del romanzo è Bruno, un bambino di nove anni: vive a Berlino, in una grande casa con mamma, papà e sorella maggiore. D’improvviso la famiglia deve trasferirsi. Siamo in Germania nel 1942. La nuova casa è triste e isolata: una villetta in mezzo alla campagna in vicinanza di una interminabile recinzione di rete metallica, all’interno della quale si vedono costruzioni in mattoni rossi fra i quali svetta un altissimo camino.

    Il papà di Bruno è comandante di un campo di sterminio, ma il bambino non sa di cosa si tratta, non capisce perché deve vivere in un posto che non gli piace, non accetta di non avere amici. Un giorno, dietro la recinzione, trova un bambino, Shmuel (Samuel in polacco), molto magro, vestito con un pigiama a righe: è l’unico essere vivente della sua stessa età e riesce a fare amicizia con lui, sempre diviso dalle maglie della rete.

    Il romanzo risente di una costruzione narrativa spesso molto costruita. I due bambini hanno nove anni: possibile che Shmuel non spieghi all’amico cosa accade nel campo di sterminio e che Bruno continui a credere che si tratti di una comunità umana non diversa da quelle normali dei paesi e delle città? Le vicende risentono di una forzatura non sempre accettabile.

    Probabilmente un giovane lettore non si accorge di certe contraddizioni nello sviluppo della vicenda ed è corretto e doveroso che l’adulto glielo faccia notare. Se l’ambientazione del libro è quella dei campi di sterminio nazisti, tre temi risultano: l’amicizia fra i due bambini che, pur con le contraddizioni sopra accennate, assume un forte significato emotivo; l’obbedienza del protagonista e della famiglia al padre, per la quale non viene mai messa in discussione la sua terribile attività e le conseguenze che moglie e figli devono sopportare; il modo sbagliato del metodo educativo di genitori che pensano soltanto a se stessi.

    Nel libro, il campo di sterminio viene chiamato Auscit anziché Auschwitz perché Bruno non sa pronunciare un nome tanto difficile. Sulla vita e le vicende del padre alto ufficiale, incombe la figura del Grande Capo chiamato “il Furio” invece che il Fürher, come invece è il suo vero nome. Forse giochi del genere potevano essere evitati. Ma insisto: un libro come questo suscita un’infinità di problemi, ma è difficile ignorarlo

  • 1 decennio fa

    io ho il pigiajma afiori

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  • ank'io lo devo fare ufff ke noiaaaa..

  • 1 decennio fa
  • 1 decennio fa

    ciao cara :))

    Protagonista del romanzo è Bruno, un bambino di nove anni: vive a Berlino, in una grande casa con mamma, papà e sorella maggiore. D’improvviso la famiglia deve trasferirsi. Siamo in Germania nel 1942. La nuova casa è triste e isolata: una villetta in mezzo alla campagna in vicinanza di una interminabile recinzione di rete metallica, all’interno della quale si vedono costruzioni in mattoni rossi fra i quali svetta un altissimo camino.

    Il papà di Bruno è comandante di un campo di sterminio, ma il bambino non sa di cosa si tratta, non capisce perché deve vivere in un posto che non gli piace, non accetta di non avere amici. Un giorno, dietro la recinzione, trova un bambino, Shmuel (Samuel in polacco), molto magro, vestito con un pigiama a righe: è l’unico essere vivente della sua stessa età e riesce a fare amicizia con lui, sempre diviso dalle maglie della rete.

    Il romanzo risente di una costruzione narrativa spesso molto costruita. I due bambini hanno nove anni: possibile che Shmuel non spieghi all’amico cosa accade nel campo di sterminio e che Bruno continui a credere che si tratti di una comunità umana non diversa da quelle normali dei paesi e delle città? Le vicende risentono di una forzatura non sempre accettabile.

    Probabilmente un giovane lettore non si accorge di certe contraddizioni nello sviluppo della vicenda ed è corretto e doveroso che l’adulto glielo faccia notare. Se l’ambientazione del libro è quella dei campi di sterminio nazisti, tre temi risultano: l’amicizia fra i due bambini che, pur con le contraddizioni sopra accennate, assume un forte significato emotivo; l’obbedienza del protagonista e della famiglia al padre, per la quale non viene mai messa in discussione la sua terribile attività e le conseguenze che moglie e figli devono sopportare; il modo sbagliato del metodo educativo di genitori che pensano soltanto a se stessi.

    Nel libro, il campo di sterminio viene chiamato Auscit anziché Auschwitz perché Bruno non sa pronunciare un nome tanto difficile. Sulla vita e le vicende del padre alto ufficiale, incombe la figura del Grande Capo chiamato “il Furio” invece che il Fürher, come invece è il suo vero nome. Forse giochi del genere potevano essere evitati. Ma insisto: un libro come questo suscita un’infinità di problemi, ma è difficile ignorarlo.

    ciau spero di averti aiutato!!stellina accsa!

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