Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Ricerca.. aprite.. importaaante!?

Ciau.. devo fare una ricerca sull'abbigliamentoe sull'arredamento nel 1800/1900.. Potete aiutarmiiii.. vi pregoooo! Grazie mille a tutti..

Ciao ciao 10 punti al miglioreeee.

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
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    Il guardaroba del signore alla fine del XIX secolo comprendeva per il mattino e gli appuntamenti d’affari, la camicia colorata con i polsi bianchi inamidati, la finanziera (in Inghilterra si chiamava la jaquette) in un tessuto di lana uguale al panciotto ed al pantalone.Per la cerimonia la finanziera in lana pettinata si portava con camicia bianca, gilet bianco o grigio perla e pantaloni a righe o in grigio scuro.

    Per il five o’clock tea, la giacca doveva essere a doppiopetto con l’accento di un gilet fantasia e i pantaloni scuri o a righe. Per la sera invece non esistevano indecisioni: frac con pantaloni dalle bande di seta, camicia bianca impettita dal colletto sparato inamidato ed il gilet di “marcella” bianco.

    Importantissimo accessorio , quasi come la cravatta ai tempi dei dandies, e’ il cappello. La sua forma ha perso quegli orpelli barocchi che lo caratterizzavano nel secolo precedente, ed ora si erge in una forma semplice, cilindro-conica, ma molto moderna.

    Il cappello, originario cinese,venne importato in Francia nel 1795 circa e bollato immediatamente come “antirealista”: i rivoluzionari francesi lo avevano infatti usato come simbolo di libertà insieme al tricolore.

    Poi e’ ripreso nel 1805 dal cappellaio londinese Herrington e usato in maniera cosi’ decisa tanto che i lord lo portavano pure nelle sedute parlamentari. Leggermente a cono nei primi decenni del secolo, si allarga spropositatamente verso la meta dell’800, per poi riprendere agli accettabili livelli iniziali.In feltro, in pelo di castoro o di coniglio, oppure in seta lucida, il cappello poi si adorna anche di nastri e fasce di seta pieghettate.

    Sempre in quegli anni prende vita il modello di giacca Norfolk, in onore del duca di Norfolk appunto, che la improvviso’ per i suoi ospiti durante una battuta di caccia. Questa era monopetto allacciata alta, collo con brevi revers, cintura passante sotto un cannone e due tasche applicate al petto. Era abbinata a pantaloni sportivi, breeches allacciati al ginocchio da una fascia con due bottoncini, calze di lana e scarpe alte.

    Con l’istituzione delle attività sportive anche amatoriali, gli stilisti si ispirano profondamente agli indumenti popolari: e’ il caso dell’abito da alpinista i cui riferimenti al costume tirolese (loden) erano molto evidenti.

    D’estate invece chi trascorre il proprio tempo al mare, veleggiando sullo yacht o giocando a tennis, possiede svariate paia di pantaloni assolutamente dritti, con orlo in fondo, immancabilmente di lino bianco o se la stagione lo permette anche di flanella.

    Sopra era obbligatorio il tight blu, perchè in nessun modo ci si doveva mostrare in pubblico in maniche di camicia.

    Nel 1911 la linea dell’abito maschile tende a restringersi verso il fondo e l’uomo acquista in slancio ed eleganza anche per il contrasto tra il pantalone chiaro, derivato appunto dallo sportivo, e la giacca in blu; per finire un cappello floscio in feltro vellutato rigorosamente bianco.

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