vi prego mi serve la recensione della trama il bambino con il pigiama a righe in inglese!!! 10 punti!!!?

vi prego di farla abbastanza lunga ma nello stesso tempo facile..perchè è per una ragazzina di 3a media..vi PREGO MI SERVE!!! MI GIOCO IL 7 IN PAGELLA!!!!! VI SUPPLICOOOOO!!!! 10 PUNTI AL MIGLIORISSIMO!!!!!GRAZIE MILLE! P.S: usate il passato vi prego..non scrivete cose difficili...GRAZIE GRAZIE GRAZIE!

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Cosa succede se le carte si mescolano? Se un bambino non sa più cos’è il bene e cos’è il male? Quando si perdono i punti di riferimento?

    Il bambino con il pigiama a righe parte da un presupposto, forse scontato, quello dello sguardo innocente di un bambino, uno sguardo che gli adulti mitizzano come privo di costrutti ma che permette una nuova lettura di una delle tragedie del secolo scorso, l’olocausto.

    Il film nasce da un romanzo omonimo, di recente pubblicazione, dello scrittore irlandese John Boyne e portato sul grande schermo dalla produzione della Miramax Films, con la sceneggiatura e la regia di Mark Herman. Il regista inglese considera un unico protagonista, Bruno, il figlio di un comandante dell’esercito nazista che svolge il suo compito con quel dovere imposto dalla sua cultura e da una personale cecità.

    È una storia con un messaggio importante, in cui un bambino è la figura che ci permette di sperare, perché nonostante le paure si fa prendere della curiosità e dal senso della scoperta e riesce ad andare oltre.

    C’è sempre bisogno che qualcuno ci ricordi che la paura dell’altro è solo irrazionale distruzione della stessa identità dell’uomo. Se poi si usa un linguaggio che è facile da capire, come lo sguardo di un bimbo dell’età di otto anni, allora, forse, si riuscirà a discutere di drammi che oggettivamente non si riescono a spiegare.

    Se ne la Vita è bella, film di Benigni, era la forza di un padre a guidare la trama, ne Il bambino con il pigiama a righe troviamo un padre, lui però è il cattivo della storia, quella vera che ritroviamo nei manuali di storia e di cui non abbiamo altra memoria, che quella venuta fuori dall’immaginario dello scrittore John Boyne. Lo vedremo annullato di fronte al piccolo Bruno, che si deve rendere conto che il mondo in cui vive non è giusto e che suo padre non sta facendo del bene.

    Bruno, Asa Butterfield, sembra essere impermeabile all’indottrinamento e al modello, non proposto ma impartito, a differenza della sorella maggiore che risponde agli input esterni con regolarità, sarà la sensibilità di Bruno o l’eccessiva solitudine, in cui il bambino si trova a vivere per il nuovo incarico del padre, che gli faranno trovare il coraggio di compiere una scelta. Conoscerà Shmuel, un piccolo ebreo polacco, interpretato da Jack Scanlon alla sua prima comparsa sul grande schermo, e lo troverà strano per il numero che porta sul petto, per la sua strana abitudine di indossare sempre “il pigiama”, per la sua fame continua, ma è un bambino e per questo si può fare ciò che si fa con tutti i bambini: giocare!

    Li divide una barriera, il filo spinato eretto da una cultura della paura e dell’odio. Quel filo spinato è come uno specchio in cui due bambini nati lo stesso giorno, 15 aprile 1934, si riflettono l’uno nell’altro e che riusciranno a superare sia metaforicamente che fisicamente. La storia è drammatica e non ci riserva un lieto fine, del resto sappiamo benissimo che in un campo di concentramento non c’è mai stata una storia con un risvolto positivo.

    Bruno sceglie nonostante i dettami; nonostante la paura sa di poter condividere anche solo una risata, o un panino, con quel bimbo che gli dicono essere neanche un essere umano.

    Il messaggio proposto è importante. Il punto di vista di Mark Herman è quello di un bambino: semplice, chiaro e per questo spiazzante.

    Non c’è modo di sfuggire ai giudizi della storia, che qui sono netti perché per un bambino non ci sono vie di mezzo, bianco o nero, buono o cattivo. Nessuna rivisitazione storica, solo un giudizio diretto anche se difficile da formulare, perché se Bruno deve imparare a guardare suo padre, noi dobbiamo ricordarci che il genere di cui facciamo parte genera continuamente questo tipo di tragedie.

  • 1 decennio fa

    Te la inseriso anche in italiano nel caso non capissi qualche parola.

    Anni ‘40 Bruno, otto anni, al ritorno da scuola trova la sua casa in fermento, sembra dal gran movimento e dall’agitazione della madre che stiano per trasferirsi, in Bruno nascono le prime paure, l’allontanarsi da luoghi familiari e dagli amici lo preoccupa molto, e le sue paure si fanno reali quando parte e si ritrova in campagna in una grande ed inquietante casa isolata, senza nessun vicino con cui giocare. Ben presto la noia si farà strada nelle lunghe giornate del bambino e la curiosità lo porterà ad esplorare i dintorni, compresa quella “fattoria” circondata dal filo spinato oltre il bosco.

    Le sue continue domande sulla strana fattoria che vede dalla finestra, abitata da delle persone che indossano dei pigiami a righe innervosisce non poco la famiglia di Bruno, la sorella Gretel sembra comunque non interessarsi molto del fratellino, la madre racconta storie su fantomatici campi di lavoro raccontategli dal marito ufficiale nazista, ma la curiosità di Bruno è forte e lo porta a fare la conoscenza di uno degli internati, un bambino della sua stessa età Shmuel, instaurera’ con lui una tenera amicizia che sfocierà in terribili conseguenze e nella scoperta di una crudele e sconcertante verità.

    Molte volte ci lanciamo in diatribe su contenuti e differenze tra cinema indipendente e cinema cosiddetto Mainstream, quello dai grandi incassi ma molte volte dai contenuti alquanto scarni, Il bambino con il pigiama righe è la dimostrazione che si può fare un film ad alto budget senza per forza doverlo infarcire di effetti speciali o battutacce da osteria. Questo film, tratto dal best seller di John Boyne, nasconde sotto una curatissima ricostruzione storica, una semplice e tenerissima storia di amicizia e crescita, di giochi e perdita dell’innocenza, il tutto sullo sfondo di un allucinante fatto storico che ha segnato indelebilmente le nostre coscienze, l’Olocausto

    40 years `Tawny, eight years, to the return from school it finds its house in ferment, seems from the great movement and from the agitation of the mother that is in order to move itself, in Tawny the first fears are born, going away from familiar places and worries it very to the friends, and its fears are made real when it leave and isolated house is found again in campaign in a great and alarming, without no neighbor with which playing. Very soon the trouble will make road in the long days of the child and it will carry it to the curiosity to explore the outskirtses, comprised that “encircled small farm” from the thread spinato beyond the forest. Its continuous questions on the strange small farm that it sees from the window, inhabited give of the persons whom they wear the not little of pigiami to lines innervosisce family of Tawny, the Gretel sister seem however not to be interested a lot of the fratellino, the mother tells history on fantomati fields to us of job raccontategli from the nazi official husband, but the curiosity of Tawny is strong and the door to make the acquaintance of one of the interns, a child of its same Shmuel age, instaurera' with he a tender friendship that sfocierà in terrible consequences and the discovery of cruel and an amazing truth. Many times we launch ourselves in diatribe on contained and differences between independent cinema and cinema so-called Mainstream, that one from the great proceeds but many times from the contents somewhat scarni, the child with pigiama the lines is the demonstration that can be made a film to high budget without by force to have it to infarcire of special effects or battutacce from tavern. This film, drawn from the best seller of John Boyne, hides under curatissima an historical reconstruction, a simple and most tender history of friendship and increase, of games and loss of innocence, all on the background of a hallucinatory historical fact that has marked indelebilmente our consciences, the Holocaust

    10 punti.

  • 1 decennio fa

    Anni Bruno'40, eight years, returning from school to find his house in turmoil, it appears the large movement of the mother and dall'agitazione that are moving in the first born Bruno fears, away from familiar places and friends it worries a lot, and her fears are real and when the countryside is reflected in a large isolated house and disturbing, with no nearby to play with. Soon you will be bored in the street long days of the child and curiosity lead him to explore the surrounding area, including the farm surrounded by barbed wire over wood.

    The constant questions about his strange farm where the window, inhabited by people wearing striped pajamas of nerves not just the family of Bruno's sister Gretel seem to not get involved much of her little brother, her mother tells stories about imaginary work camps raccontategli Nazi official by her husband, but the curiosity of Bruno is strong and leads him to make the knowledge of one of the internees, a child of her own age Shmuel, instaurer 'him with a tender friendship that will lead to terrible consequences and the discovery of a cruel and shocking truth.

    Many times we launch into diatribes about the contents and differences between cinema and independent film called Mainstream, one from large collections, but many times the content rather scarce, the baby with the stripes pajamas is proof that you can make a film with high budget without force having stuffed with special effects or battutacce osteria. This film, from the best seller by John Boyne, hides under a well-kept historical reconstruction, a simple and tender story of friendship and growth, loss of innocence and games, all against the backdrop of a shocking fact of history that has changed the our consciences, the Holocaust.

  • Anonimo
    5 anni fa

    Io credo che questo sia solo un fatto marginale alla tua deficienza cronica: il vero problema ha delle radici molto più lontane nel tempo... per esempio il tuo nome o la tua STESSA NASCITA: So che quello che sto per dirti ti turberà ma è giunto il momento di dirti tutta la verità, nient'altro che la verità. Quando eri ancora nell'uovo eri un polletto alquanto deboluccio e non avevi la forza necessaria per rompere il guscio; così si decise per rompere l'uovo dall'esterno. Ma al momento di compiere la delicata operazione un essere* non ancora identificato si avvicinò al chirurgo e gli urlò "SHAMALAYAAAAAA" nelle orecchie, causando un danno irreparabile ai sensi di ragno del dottore (i più intimi lo chiamavano "spiderman") che ti tirò una mazzata in testa. Nonostante questo sei riuscito a sopravvivere. Ciao

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