Relazione fotosistesi clorofilliana ...?

non scrivetemi un romanzo ... una leggera relazione ...

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ne ho trovati tanti:

    Il processo fotosintetico si svolge all'interno dei cloroplasti. All'interno di questi si trova un sistema di membrane che formano pile di sacchetti appiattiti (tilacoidi), dette grani, e delle lamelle di collegamento dei grani (lamelle intergrana). All'interno di queste membrane troviamo delle molecole di clorofilla, aggregate a formare i cosiddetti fotosistemi. Si possono distinguere il fotosistema I e il fotosistema II. I fotosistemi sono un insieme di molecole di pigmenti in cui l’energia viene convogliata verso una molecola di clorofilla "a" trappola. Nel fotosistema I la molecola trappola viene eccitata da una lunghezza d’onda di 700 nm, il fotosistema II da 680 nm.

    Il fotosistema I è formato da un LHC (complesso che cattura la luce) costituito da circa 70 molecole di clorofilla a e b e da 13 diversi tipi di catene polipeptidiche, e da un centro di reazione che comprende circa 130 molecole di clorofilla a e P700, un particolare tipo di clorofilla che ha il massimo assorbimento della luce a 700nm.

    Il fotosistema II è anch'esso composto da un LHC, formato da circa 200 molecole di clorofilla a e b, nonché da diverse catene polipeptidiche, e da un centro di reazione formato da circa 50 molecole di clorofilla a e di P680, che ha il massimo assorbimento della luce solare a 680nm.

    Tutte queste molecole sono in grado di catturare l'energia luminosa, ma solo quelle di clorofilla a sono in grado di passare ad uno stato eccitato che attiva la reazione fotosintetica. Le molecole che hanno solo funzione di captazione sono dette molecole antenna; quelle che attivano il processo fotosintetico sono definite centri di reazione. La "fase luminosa" è dominata dalla clorofilla a, le cui molecole assorbono selettivamente luce nelle porzioni rossa e blu-violetta dello spettro visibile, attraverso una serie di altri pigmenti coadiuvanti. L'energia catturata dalle molecole di clorofilla consente la promozione di elettroni da orbitali atomici a energia minore ad orbitali ad energia maggiore. Questi vengono subito sostituiti mediante idrolisi di molecole d'acqua (che, da H2O, si demolisce in due protoni, due elettroni ed un ossigeno grazie alla fotolisi, operata dai due fotosistemi). Gli elettroni liberati dalla clorofilla del fotosistema II vengono immessi in una catena di trasporto costituita dal citocromo B6f, durante la quale perdono energia, passando ad un livello energetico inferiore. L'energia persa viene utilizzata per pompare protoni dallo stroma all'interno dello spazio del tilacoide, creando un gradiente protonico. Infine gli elettroni giungono al fotosistema I, che a sua volta, per effetto della luce, ha perso altri elettroni. Gli elettroni persi dal fotosistema I vengono trasferiti alle ferredossina, che riduce NADP+ in NADPH. Tramite la proteina di membrana ATP-sintetasi situata sulla membrana del tilacoide (strati membranosi interni al cloroplasto o, nel caso dei batteri autotrofi, distribuiti nel citoplasma), gli ioni H+ liberatisi dall'idrolisi dell'acqua passano dallo spazio del tilacoide allo stroma, cioè verso gradiente, sintetizzando ATP a partire da gruppi liberi di fosfato e ADP. Si può formare una molecola di ATP ogni due elettroni persi dai fotosistemi.

    Il processo di "fotosintesi clorofilliana" avviene nelle foglie delle piante. Pertanto, prima di parlare di tale processo, è bene conoscere un pò meglio caratteristiche e funzionalità delle foglie.

    Le foglie

    Una foglia é formata da una sottile lamina, collegata ad un picciolo. La lamina é fatta da due strati di cellule, l'epidermide sulle superfici esterne e le cellule del mesofillo in mezzo:

    - l'epidermide è costituita da un solo strato di cellule, coperte da uno strato ceroso, chiamato cuticola, e qualche volta da peli. Cuticola e peli hanno la funzione di impedire la perdita d'acqua.

    - le cellule del mesofillo contengono un gran numero di cloroplasti (organelli che contengono la clorofilla) che catturano l'energia della luce solare e svolgono la fotosintesi.

    La lamina delle foglie é rafforzata da nervature. Infatti, se si tiene una foglia in controluce, si riesce a vedere la sua nervatura, che é formata da tessuto vascolare composto, a sua volta, da aggregati di cellule che cooperano. Questo tessuto porta alla foglia acqua e sali minerali e allontana le sostanze alimentari prodotte, come vedremo, dalla fotosintesi.

    Spesso c'é una nervatura al centro della foglia, da cui si dipartono le altre. Si parla, in questo caso, di nervatura a rete. Ma esistono anche, in certi tipi di foglie, nervature parallele. Per permettere la respirazione della foglia (e anche la fotosintesi) esiste un'apertura microscopica sulla sua supericie, simile ad una bocca: lo stoma, che consente ai gas di entrare ed uscire dalla foglia.

    Accanto ad esso stanno due cellule di guardia che possono cambiar forma per consentire l'aperura e la chiusura.

    Il processo di fotosintesi

    Le piante producono

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