Emanuele R ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

MI serve urgenttisimooooooooooooo Marcovaldo e italo calvino...?

per piacere mi trovereste una relazione decente perkè io nn ne trovo una decente..mi serve entro un ora do 10 punti al migliore..!!!

3 risposte

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  • rain
    Lv 5
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Io l'ho letto Marcovaldo e non mi è piaciuto molto...comunque....Marcovaldo ovvero Le stagioni in città è una raccolta di venti favole moderne e fantasiose (più precisamente novelle) di Italo Calvino. La prima edizione fu pubblicata nel novembre del 1963 in una collana di libri per ragazzi dell'editore Einaudi.

    Il sottotitolo Le stagioni in città si rifà alla struttura dei racconti, associati ognuno ad una delle quattro stagioni dell'anno. Il protagonista di tutte le favole è Marcovaldo, un manovale con problemi economici, ingenuo, sensibile, inventivo, interessato al suo ambiente e un po' buffo e malinconico.

    Temi [modifica]

    Le avventure che si susseguono mostrano come la società delle città moderne possano arrivare ad influenzare le persone ed il loro rapporto con la natura. Spesso Marcovaldo si trova ad affrontare la burocrazia, l'inquinamento, le logiche di mercato, il lavoro ed il denaro. Questi nemici vedranno sempre soccombere il povero manovale, ma forse la sua dote migliore è incassare e stoicamente, come un novello Don Chisciotte, Marcovaldo semplicemente va avanti, sopravvivendo fondamentalmente fiducioso del futuro.

    Un altro elemento che accomuna i singoli racconti è il fatto che Marcovaldo va in cerca della Natura in città. Però, la Natura che lui trova non è quella idillica, genuina di cui sogna, ma è dispettosa e compromessa con la vita cittadina cioè artificiale. La contrapposizione dei sogni genuini di Marcovaldo alla sobria realtà, rappresentata sia dall'ambiente cittadino, sia dalla moglie Domitilla, rende la lettura molto dilettevole.

    Trama [modifica]

    In Funghi in città, Marcovaldo scopre dei funghi cresciuti sulla striscia d'aiola d'un corso cittadino. È tutto eccitato dalla sua scoperta, crede di poter ritrovare un angolo di natura anche in città, un angolo solo a lui noto, e quando è finalmente arrivato il momento di raccogliere i funghi, scopre che altre persone sono arrivate prima di lui. L'episodio si conclude in una corsia d'ospedale, i funghi erano velenosi e i malcapitati rivali nella raccolta si ritrovano tutti accomunati dall'identico destino

    Nel racconto Villeggiatura in panchina, ambientato d'estate, Marcovaldo si sente soffocare in casa sua dove dormono tutti in una sola camera. Nota la panchina nel giardinetto pubblico sotto casa e questa panchina lo fa sognare: si immagina quanto sarà fresco e riposante dormirci tutto da solo. Una notte caldissima prende il suo guanciale e ci va. Ma la panchina è occupata… deve aspettare a lungo prima di conquistarla, poi ci sono i rumori, i profumi, le puzze inconsuete che impediscono a Marcovaldo di trovare il sonno tanto desiderato.

    In La cura delle vespe Marcovaldo da un ritaglio di giornale usato per incartare il panino, scopre come poter curare i reumatismi col veleno d' ape; manda così i figli a catturare tante vespe, credendo che l'effetto sia lo stesso, ed allestisce un ambulatorio medico in casa. Senonché, a causa dell'imprudenza del figlio Michelino (viene inseguito fino a casa da un nugolo di vespe inferocite) finiranno tutti all'ospedale.

    In Un sabato di sole, aria e sonno Marcovaldo va sulle rive del fiume per fare sabbiature che lo sanino dai reumatismi. Invece che sulla riva, si fa seppellire fino alla testa dai figli sulla sabbia di una chiatta che, sciolti gli ormeggi e in balìa della forte corrente, atterra su una massa di bagnanti...

    In Marcovaldo al supermarket, egli va con tutta la famiglia per osservare gli altri fare spese, dal momento che essi non possono permetterselo. Ma la voglia di sentirsi per un attimo come gli altri giocherà alla famiglia uno scherzo che finirà molto male...

    Ne Il piccione comunale Marcovaldo, alla fame, cerca di catturare delle beccacce sparpagliando della carta moschicida sul terrazzo del condominio. Catturerà solo un povero piccione comunale, venendo poi scoperto dall'amministratrice...

    Nell'ultima novella, I figli di Babbo Natale, Marcovaldo gira porta a porta, per conto della Sbav, vestito da Babbo Natale a portar doni, accompagnato dal figlio Michelino che deve fare un regalo ad un bambino povero. Dopo aver fatto visita al figlio di un noto industriale, ricchissimo quanto solo e triste, sarà Michelino a portargli il più bel dono...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Trama

    Nello spazio di venti novelle, in cui il ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte, il manovale Marcovaldo si ostina a cercare la Natura in una grande città industriale. E' attento a ogni variazione atmosferica e coglie minimi segni di vita animale e vegetale, ma ogni volta va incontro ad uno scacco, ad una delusione.

    Pubblicato per la prima volta nel 1963, Marcovaldo, se contiene una critica alla "civiltà industriale" è anche una critica all'idea di un possibile "ritorno all'indietro" nella storia, e rivela, pur nella semplicità della sua struttura narrativa, tutta la ricchezza del rapporto di Calvino col mondo.

    Giudizio Personale

    Ho letto questo libro sotto costrizione scolastica come si suol dire, ma contrariamente a molti libri imposti e mal digeriti, questo è un perla rara di scrittura ironica con un retrogusto amaro che ti fa guardare con altri occhi le cose che ci circondono. Consiglio questo libro perchè secondo me è ideale da portare sotto l'ombrellone o da appoggiare su un plaid in montagna (molto meglio ), non è complesso, sono novelle brevi ideali tra un tuffo o l'altro o una sosta in rifugio (molto meglio ). Ricordo ancora che la mattina presto dopo aver letto questo libro cercavo sempre con gli occhi i funghi tra le pensiline del tram e sorridevo ancora all'idea di Marcovaldo che una bella mattina...

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  • 1 decennio fa

    E’ un testo che ha avuto un'immensa fortuna perché racconta in modo semplice e piano, le disavventure di un personaggio di animo semplice, padre di famiglia numerosa, che lavora come uomo di fatica o manovale in una ditta. Una specie di”ragionier Fantozzi”senza gli aspetti grotteschi di quello, ma mentre il personaggio cinematografico si confronta con la vita aziendale e i luoghi tipici della vita impiegatizia, Marcovaldo ha come luogo privilegiato della sua esperienza il rapporto tra la città e la natura. Egli si ostina a cercare la natura in una grande città industriale: E0’ attento a ogni variazione atmosferica e coglie minimi segni di vita animale e vegetale, ma ogni volta va incontro ad uno scacco, ad una delusione. La città stravolge la natura, la trasforma in occasione di male per coloro che continuano a sognarla, come una possibile via di scampo alla fatica del vivere.

    Nello spazio di venti novelle, in cui il ciclo delle stagioni si ripete per cinque volte, in una città industriale (Torino?), dove tutti sono impegnati a lavorare, guadagnare e spendere, Marcovaldo sembra essere l’unico ad accorgersi della natura, quella vera. Cartelli, semafori, vetrine, insegne luminose, manifesti, anche se studiati per cogliere l’attenzione, non riescono a colpire il suo sguardo, però una foglia che ingiallisce su un ramo, una piuma che si impiglia ad una tegola non gli sfuggono mai. Ma la natura, in città, sembra essere contraffatta, alterata, compromessa con la vita artificiale, non è la natura che ha forse conosciuto da bambino e che vorrebbe far amare anche ai suoi figli.

    In un ambiente a lui così ostile, mantiene una sua coerenza senza lasciarsi corrompere.

    Marcovaldo è una creatura “spaesata”, che sembra provenire da un altro pianeta.

    Attraverso le avventure di Marcovaldo, Calvino ci mostra, da un particolare punto di vista, l’Italia del boom economico. Se contiene una critica alla <civiltà industriale> è anche una critica all’idea di un possibile” ritorno” all’indietro” nella storia, e rivela pur nella semplicità della struttura narrativa, tutta la ricchezza del rapporto di Calvino con il mondo.

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