Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

Guerra arabo-palestinese?

Ciao, mi servirebbero delle notizie sulla guerra arabo- palestinese.

Faccio la terza media quindi nn voglio molte date ma sl cose importanti.

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2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    vai su wikipediaSul finire del XIX secolo il territorio palestinese faceva parte dei vilayet (governatorati) siriani dell'Impero Ottomano ed era a sua volta suddivisa in due Sangiaccati (province ottomane) dove gli ebrei costituivano un'esigua minoranza (circa 24.000 persone), integrata con le popolazioni autoctone.

    Grazie all'appoggio della Gran Bretagna (che vedeva di buon occhio la possibilità di insediamenti nella zona di popolazioni provenienti dall'Europa) e alla grande disponibilità economica di cui godevano alcuni settori delle comunità ebraiche, Herzl, uno dei principali sostenitori del sionismo, organizzò il primo convegno sionista mondiale a Basilea nel 1897 e in esso furono poste le basi per la graduale penetrazione ebraica in Palestina, grazie all'acquisto da parte dell'Agenzia Ebraica di terreni da assegnare a coloni ebrei originari dell'Europa e della Russia, per poter poi conseguire la necessaria maggioranza demografica e il sostanziale controllo dell'economia che potessero giustificare la rivendicazione d'un diritto di dar vita a un'entità statuale ebraica.

    Come risultato di questi nuovi flussi migratori, la popolazione arabo-palestinese iniziò a dar vita a movimenti nazionalistici che miravano a stroncare sul nascere quella che era considerata una vera e propria minaccia d'origine straniera.

    Con l'esplodere della Prima guerra mondiale e il coinvolgimento dell'Impero Ottomano in questa, molti furono gli ebrei che decisero di lasciare la loro "Terra promessa" per scegliere mete diverse, innanzi tutto gli Stati Uniti e con la Dichiarazione Balfour, da parte del ministro degli Esteri inglese, nel quadro della futura spartizione delle aree ottomane in caso di vittoria nel conflitto in atto, venne garantito al movimento sionista che sarebbe stato concesso alla componente ebraica (non tanto a quella locale, ma a quella attiva in Europa e nelle Americhe) di dar vita a una "National Home" ("casa nazionale", "un focolaio nazionale") in Palestina, specificando che non dovevano comunque essere danneggiati i "i diritti civili e religiosi delle comunità non-ebraiche della Palestina". Contemporaneamente gli inglesi promisero alla popolazione palestinese presente che una volta sconfitto l'impero Ottomano a loro sarebbe stata garantita l'autodeterminazione. Oltre a questo il ministro plenipotenziario di Sua Maestà Sir Henry MacMahon, Alto Commissario in Egitto, aveva promesso nel 1915 allo Sharif di Mecca, al-Husayn b. ʿAlī, in cambio dell'alleanza contro gli Ottomani, il riconoscimento agli Arabi dei diritti all'auto-determinazione e all'indipendenza in cambio della loro partecipazione agli sforzi bellici anti-ottomani, e la creazione di uno "Stato arabo" dai confini non definiti con precisione, ma che avrebbe inglobato all'incirca tutto il territorio compreso fra Egitto e Persia, compresa parte della Palestina.

    E' da notare che nel 1916, precedentemente alla dichiarazione di Balfour ma dopo gli accordi (poi disconosciuti e ritenuti frutto di un fraintendimento) tra MacMahon e al-Husayn b. ʿAlī, con gli accordi di Sykes-Picot tra Gran Bretagna e la Francia, inizialmente tenuti segreti, le due potenze avevano deciso che l'area della Palestina sarebbe stata assegnata ad un'amministrazione internazionale, mentre quella ad est (all'incirca l'attuale Giordania) avrebbe visto la nascita di una nazione araba.

    Con la fine della guerra mondiale e i successivi accordi di San Remo del 1920, si optò per l'autorizzazione da parte della Società delle Nazioni di Mandati da affidare al Regno Unito e alla Francia, necessari in pura teoria per educare alla "democrazia liberale" le popolazioni del disciolto Impero Ottomano prima di concedere loro la completa indipendenza in epoca peraltro non determinata. Il Mandato britannico divenne operativo completamente nel 1923, anche se l'esercito di Sua Maestà occupava e controllava completamente il territorio fin dal 1917.

    Se la reazione delle popolazioni arabe (musulmane e cristiane) a tali progetti fu vivace e del tutto improntata all'ostilità, diverso fu invece l'atteggiamento del movimento sionista che, forte delle precedenti promesse fattagli, considerò il Mandato britannico della Palestina il primo passo per la futura realizzazione dell'agognato Stato ebraico.

    Sotto il Mandato britannico, l'immigrazione ebraica nella zona subì un'accelerazione, sia nella forma di immigrazione legale, sia illegale (sopratutto dopo le restrizioni poste con il Libro Bianco del 1939).

    Secondo la relazione dell'UNSCOP del 1947, l'andamento della popolazione in Palestina era stato il seguente[2]:

    Anno ↓ Mussulmani ↓ Ebrei ↓ Cristiani ↓ Altro ↓ Totale ↓

    1922 486177 83790 71464 7617 649048

    1931 493147 174606 88907 10101 966761

    1941 906551 474102 125413 12881 1518947

    1946 1076783 608225 145063 15488 1845559

    Altre stime si discostano leggermente da queste valutazioni. Secondo uno studio di Sergio Della Pergola [3], che basa i suoi dati su u

  • 1 decennio fa

    http://it.wikipedia.org/wiki/Conflitti_arabo-israe... qui trovi tutto quello che vuoi..10 pnt plz

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