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Riassunto il bambino cn il pigiama a righe?10PNT?

Ragazzi mi serve il riassunto del libro "il bambino cn il pigiama a righe"...10 punti al +completo....

5 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.

    ... (questo non basta, non va fino alla fine)

    ... infatti Bruno, crede che portare "il pigiama", portare un numero sul piagiama e stare detro a quel'inferno sia tutto un gioco. Un giorno Shmuel dice a Bruno che non trova più suo padre (probabilmente l'hanno ucciso), così anche Bruno entra nel campo di concetramento, si traveste da ebreo e iniziano la ricerca del padre di Shmuel. Alla fine i due bambini vengono portati i una stanza, gli dicevano che dovevano fare solo una doccia, li hanno fatti spogliare e poi hanno buttato giù del gas... sono morti!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bruno è un bambino di soli 8 anni, è figlio di un ufficiale nazista, che non capisce cos'è la guerra e nemmeno cosa sono i campi di concentramento.

    Quando il padre deve cambiare casa (per questioni politiche) Bruno si arrabbia molto, poiché non riesce ad accettare la separazione da Berlino, dalla sua amata casa e in particolar modo dai suoi amici (insomma dalle sue certezze). Quando giunge nella sua nuova casa si affaccia dalla finestra della sua camera e qui vede un recinto grande che circonda tante case, a quel punto si domanda chi ci possa abitare e se potrà conoscere qualche bambino con cui giocare (in realtà quello che lui definisce case recintate non è nient'altro che un campo di concentramento, ma con l'ingenuità di un bambino non lo capisce).

    A Bruno piace esplorare e un giorno si incammina, alla ricerca di qualcosa di interessante da scoprire, e proprio durante la sua esplorazione incontra un bambino (Shmuel che "vive" al di là del recinto) con il quale stringe un'amicizia. Tutti i giorni si incontrano nello stesso posto e Bruno gli porta sempre qualche cosa da mangiare (anche se durante il cammino lui ne consuma la metà, questo proprio per sottolineare la sua ingenuità, visto che non conosce in realtà cosa succede al di là di quel filo spinato). E proprio durante una delle sue visite convince Shmuel ad aiutarlo ad oltrepassare quella barriera, spinto dalla curiosità di conosce la famiglia dell'amico e vedere come si svolge lì la vita, che lui crede essere migliore della sua. Quel giorno segnerà la sua morte visto che insieme al suo amico saranno chiusi in una camera a gas. Il libro termina con la disperazione del padre che ritrova gli abiti del figlio in corrispondenza del buco che ha permesso a Bruno di oltrepassare quella rete. La disperazione di non averlo capito, e di non avergli dimostrato il suo affetto.

    è un libro molto bello che fa vedere attraverso gli occhi di due bambini la tristezza delle azioni che ideali e interessi economici e politi hanno provocato.

    Ti consiglio di leggerlo

    Ciao

  • 1 decennio fa

    questa è del film(mlt in breve):Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.

    QUESTA DEL LIBRO:

    Protagonista del romanzo è Bruno, un bambino di nove anni: vive a Berlino, in una grande casa con mamma, papà e sorella maggiore. D’improvviso la famiglia deve trasferirsi. Siamo in Germania nel 1942. La nuova casa è triste e isolata: una villetta in mezzo alla campagna in vicinanza di una interminabile recinzione di rete metallica, all’interno della quale si vedono costruzioni in mattoni rossi fra i quali svetta un altissimo camino.

    Il papà di Bruno è comandante di un campo di sterminio, ma il bambino non sa di cosa si tratta, non capisce perché deve vivere in un posto che non gli piace, non accetta di non avere amici. Un giorno, dietro la recinzione, trova un bambino, Shmuel (Samuel in polacco), molto magro, vestito con un pigiama a righe: è l’unico essere vivente della sua stessa età e riesce a fare amicizia con lui, sempre diviso dalle maglie della rete.

    Il romanzo risente di una costruzione narrativa spesso molto costruita. I due bambini hanno nove anni: possibile che Shmuel non spieghi all’amico cosa accade nel campo di sterminio e che Bruno continui a credere che si tratti di una comunità umana non diversa da quelle normali dei paesi e delle città? Le vicende risentono di una forzatura non sempre accettabile.

    Se l’ambientazione del libro è quella dei campi di sterminio nazisti, tre temi risultano: l’amicizia fra i due bambini che, pur con le contraddizioni sopra accennate, assume un forte significato emotivo; l’obbedienza del protagonista e della famiglia al padre, per la quale non viene mai messa in discussione la sua terribile attività e le conseguenze che moglie e figli devono sopportare; il modo sbagliato del metodo educativo di genitori che pensano soltanto a se stessi.

    Nel libro, il campo di sterminio viene chiamato Auscit anziché Auschwitz perché Bruno non sa pronunciare un nome tanto difficile. Sulla vita e le vicende del padre alto ufficiale, incombe la figura del Grande Capo chiamato “il Furio” invece che il Fürher, come invece è il suo vero nome. Forse giochi del genere potevano essere evitati.

    SPERO DI ESSERTI STATA UTILE CIAO CIAO

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Bruno è un tranquillo ragazzo di otto anni figlio di un ufficiale nazista, la cui promozione porta la famiglia a trasferirsi dalla loro comoda casa di Berlino in un’area desolata in cui questo ragazzino solitario non trova nulla da fare e nessuno con cui giocare. Decisamente annoiato e spinto dalla curiosità, Bruno ignora le continue indicazioni della madre, che gli proibisce di esplorare il giardino posteriore e si dirige verso la ‘fattoria’ che ha visto nelle vicinanze. Lì, incontra Shmuel, un ragazzo della sua età che vive un’esistenza parallela e differente dall’altra parte del filo spinato. L’incontro di Bruno col ragazzo dal pigiama a strisce lo porta dall’innocenza a una consapevolezza maggiore del mondo degli adulti che li circonda, mentre gli incontri con Shmuel si trasformano in un’amicizia dalle conseguenze terribili.

    Fonte/i: Wikipedia
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