Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

qualcosa sui tappeti persiani e sullo sfruttamento dei bambini per fare questi tappeti..10 punti alla migliore?

ragazzi per favore mi dite qualkosa sui tappeti persiani e sullo sfruttamento dei bambini per fabbricare questi tappeti...grz alla miglior domanda 10 punti assicurati

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    ASIA: DOVE I BAMBINI COSTANO MENO E RESISTONO ALLE MALATTIE

    L’Asia è il continente con la più alta concentrazione di impiego di minori. Quello utilizzato è un vero e proprio modello produttivo.

    Partendo dall’attività agricola svolta da ogni bambino in ambito familiare per la necessaria sussistenza, i minori asiatici vengono occupati in qualsiasi tipo di produzione, soprattutto nel lavoro nero e in quello in subappalto, il cosiddetto “settore informale”. Piantagioni, laboratori tessili, concerie, cave, miniere, edilizia, fornaci, commercio, selezione dei rifiuti, giocattoli e lavoro domestico sono le attività principali in cui si sfruttano i piccoli operai.

    Dalle ultime statistiche UNICEF risulta che il 61% del lavoro infantile è concentrato in Asia e con i suoi 44 milioni di bambini lavoratori l’India detiene il record mondiale dell’occupazione minorile. Nel Nepal lavora il 60% dei bambini, in Indonesia il 20, nel Bangladesh il 25, in Thailandia il 32. Tutti beni riservati alle esportazioni, come tappeti, stoffe, prodotti artigianali e palloni da calcio.

    E proprio dal continente asiatico giunge la storia di Iqbal Masih: schiavo nelle manifatture di tappeti del Pakistan a quattro anni, attivista sindacale a nove, martire a dodici.

    Venduto dal padre per dodici dollari, Iqbal lavora inginocchiato al telaio per dodici ore al giorno finchè, scappato dalle grinfie dei suoi padroni, assiste ad una manifestazione sindacale venendo così a conoscenza per la prima volta dei suoi diritti. Da qui comincia un percorso di riscatto, attraverso lo studio e di pubblicizzazione dello sfruttamento che non solo lui, ma anche altre migliaia di bambini subivano ogni giorno. Questo percorso culminò con la partecipazione di Iqbal ad una conferenza internazionale sul tema al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York. Coi 15 mila dollari vinti da un premio per la sua attività, Iqbal sceglie di aprire delle scuole per far sì che i suoi coetanei potessero studiare e liberarsi dallo sfruttamento che li attanagliava. Domenica 16 aprile 1995, la “mafia dei tappeti” pone fine ad una piccola vita, ma importante e matura.

    I vili assassini di Iqbal non sapevano che il loro gesto avrebbe aperto gli occhi del mondo su una delle pagine più oscure della civiltà umana.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Lavoro infantile

    Il lavoro infantile è un fenomeno di carattere sociale che interessa a partire dalla fine del 1700 i bambini di età compresa tra i 5 e i 15 anni in tutto il mondo.

    La geografia del fenomeno: le aree interessate nel mondo

    Le aree principalmente interessate al lavoro minorile sono Asia, India, Pakistan, Nepal; Romania, Africa; America Latina, soprattutto Colombia, Brasile. Non sono però esclusi dal fenomeno Stati Uniti ed Europa, in particolare Regno Unito, Portogallo, Francia, Italia, e grandi città come Bogotá (Colombia) e Sialkot (Pakistan). Generalmente in tutto il mondo è presente il lavoro infantile, ma soprattutto nei paesi economicamente sottosviluppati, dove si presentano determinate condizioni che favoriscono questo fenomeno. Il lavoro infantile si presenta anche in regioni ricche di risorse e con un’economia florida, in cui però il reddito pro capite è molto basso e vi è un numero consistente di persone in stato di povertà, paesi dove, ad esempio in agricoltura, poche persone controllano buona parte dei terreni coltivabili.

    I numeri nel mondo

    In Africa, Asia e America Latina all’inizio degli anni Ottanta i piccoli lavoratori erano stimati in oltre 50 milioni. Ora sono oltre 100 milioni e secondo alcune stime anche 150. Il fenomeno del lavoro minorile riguarda non solo i cosiddetti "paesi in via di sviluppo" ma anche l'occidente industrializzato. Riguarda gli Usa come l'Europa. In Italia oltre 145 mila ragazzi e ragazze sotto i 15 anni sono impegnati in attività lavorative e di questi circa 35 mila rientrano nella categoria di "sfruttati" . Altre ricerche parlano di oltre 350 mila minori lavoratori dei quali circa 80 mila sfruttati. Se poi guardiamo agli altri paesi europei la situazione non è più confortante; il Portogallo, la Spagna e la Grecia riportano dati simili all'Italia; nel Regno Unito il fenomeno assume dimensioni generalizzate fino ad arrivare ai paesi dell'Est Europa dove accanto alle tradizionali forme di lavoro minorile si affianca la piaga della prostituzione che colpisce soprattutto le bambine prostitute.

    I lavori riservati ai bambini si possono dividere in due categorie: settore produttivo (agricoltura, industria, pesca) e settore urbano. In agricoltura i piccoli lavoratori sono utilizzati in ambito familiare, attività generalmente destinata all’autoconsumo, o nelle grandi piantagioni come braccianti, ad esempio per la produzione di canna da zucchero. Sono più numerose invece le attività nel settore secondario. Qui i bambini sono destinati a miniere nel sottosuolo, cave, fornaci, fabbriche di carbonella, attività edili, vetrerie, concerie, seterie, laboratori tessili, fabbriche d’abbigliamento, laboratori di giocattoli, fabbriche di tappeti, fabbriche di articoli sportivi, laboratori di fiammiferi, sigarette e fuochi d’artificio. Talvolta i bambini sono costretti a rimanere in fabbrica vari mesi prima di poter rivedere i propri genitori, infatti in quelle "fabbriche-carceri" dormono e mangiano. Svolgono anche attività di pesca in cui vengono fatti immergere lungo i fondali per far confluire i pesci verso le reti. Nel settore terziario i bambini sono impiegati nel piccolo commercio, mercati, lavori domestici, selezione dei rifiuti, attività di lavavetri, raccolta dei rifiuti, trasporto di merci.

    La responsabilità del lavoro infantile va attribuita in primo luogo alla povertà: nella maggior parte dei casi i bambini devono lavorare per contribuire al reddito familiare. Il lavoro infantile puo' essere causa, e non solo conseguenza, di povertà sociale e individuale. In alcuni casi svolgendo attività lavorative, un bambino non avrà la possibilità di frequentare in modo completo neppure la scuola elementare, rimanendo in una condizione di analfabetismo, a causa della quale non potrà difendere i propri diritti, anche di lavoratore adulto. Tuttavia in molti paesi si è osservata una coincidenza tra lavoro e scuola: i bambini lavorano per poter pagare i costi connessi alla frequenza scolastica (iscrizione, libri, uniformi etc). Nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo la mancanza di un mercato del lavoro qualificato favorisce l'esperienza accumulata rispetto all'istruzione. Per questo motivo diventa una decisione razionale anticipare l'entrata nel mondo del lavoro invece che continuare gli studi, specie in eta' adolescenziale. Lo sfruttamento infantile sul lavoro è alimentato anche dalla politica economica delle multinazionali, che spostano la loro produzione nelle aree più convenienti, dove i lavoratori sono meno esigenti e i governi più deboli e accondiscendenti. Inoltre la scarsità dei mezzi, l’enorme numero di attività produttive non regolamentate e la corruzione ostacolano i controlli da parte degli organi competenti. I genitori non hanno la possibilità di lavorare o il loro reddito è insufficiente per il mantenimento dell’intera famiglia oppure contraggono debiti che non verranno più estinti.

    I prodotti chimici, danneggiano gli organi respiratori, gl

    Fonte/i: wikipedia
  • un bel film che potresti guardare e' "iqbal tessitore di tappeti"

    e questo articolo dovrebbe interessarti

    http://www3.varesenews.it/varese/articolo.php?id=1...

    spero di esserti stato d'aiuto!!!

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