mi fate questo testo argomentativo? IL TITOLO è : lo sport può nuocere alla salute?

ragazzi mi serve per questa sera vi prego aiutatemi!!!!! 10 punti a chi me lo fà !!! baciiii

5 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    questo forse ti può aiutare:

    L'attività sportiva è nel bambino un impulso naturale ed istintivo e deve essere, innanzi tutto, una fonte di divertimento e di benessere psichico e fisico. La competizione, il desiderio di superare gli avversari e di migliorare le proprie prestazioni sono impulsi positivi, così come lo è l’imparare ad accettare le sconfitte, a patto che tutto ciò avvenga in un contesto di divertimento.

    Praticare uno sport è importante in un bambino che sta crescendo perché favorisce lo sviluppo armonico dell’organismo, migliora la coordinazione, ha un effetto benefico sulla circolazione del sangue e sulla respirazione, influisce in modo positivo sullo sviluppo psicologico, facilita l'inserimento sociale (soprattutto se si tratta di uno sport di squadra), abitua al movimento e all'attività fisica, facilitando la conservazione di questa attitudine anche in età adulta.

    L'attività fisica esige tuttavia una certa maturità fisica e intellettiva da parte del bambino, e deve perciò tenere in considerazione l'età del soggetto, le caratteristiche della sua struttura corporea e, soprattutto, il carattere e i gusti personali: un ragazzo non si sottomette ad un'attività impegnativa e faticosa se non è motivato e se non gli piace quella determinata disciplina sportiva.

    La pratica sportiva non dovrebbe quindi essere considerata come l'insegnamento individualistico ed esasperato di primati. Sarebbe auspicabile che durante l'età evolutiva l'attività motoria diventasse un fatto sociale anche per i numerosi vantaggi che da essa derivano, vantaggi sia di ordine somatico-fisico (abitudine a ad affrontare sforzi e prestazioni finalizzate, miglioramento della forma fisica, correzione di eventuali piccoli difetti fisici, ecc.), psico-comportamentali (acquisizione di autocontrollo e autodisciplina e assorbimento di eventuali frustrazioni, ecc.) e sociali (possibilità di contatto con gruppi assai differenti, acquisizione di caratteristiche positive ecc.).

    Uno dei problemi da tenere in considerazione è la possibile, e spesso ineliminabile interferenza dello sport con la vita quotidiana del ragazzo, in specie con gli impegni scolastici. E’ compito dei genitori far si che i ritmi dell'esistenza, dettati dalle diverse esigenze, siano rispettati, tenendo ben presente che lo sport, pur essendo importante nella vita del ragazzo, è pur sempre collaterale alle necessità primarie.

    Sotto il profilo psicologico la pratica sportiva assume un ruolo di primo piano. È noto a tutti che il tipo di vita possibile oggi nei grandi centri urbani non favorisce la socializzazione dei ragazzi. In genere il momento dei rapporti interumani, specie nel periodo della scuola primaria, è limitato alle ore di frequenza scolastica. Lo sport favorisce la creazione dei gruppi di coetanei, riuniti da interessi comuni positivi. È conosciuto da tutti quanto il "gruppo dei pari" sia importante in questo periodo della vita della formazione della personalità. Sotto il profilo psicologico, parallelo quello educativo, il ragazzo sarà costretto alla comunicazione collaborativa, dipenderà da compagni-amici a loro volta da lui dipendenti. Si creeranno difficoltà ed il loro superamento contribuirà a costruire fiducia; saranno stabilite mete il cui raggiungimento è fonte di gratificazione.

    La scelta dello sport sarà pertanto fortemente condizionata dalla personalità del soggetto. Si consiglierà, per esempio, lo sport di squadra ai ragazzi timidi, introversi, ansiosi, con difficoltà a stabilire rapporti interumani. Questo tipo di sport favorirà appunto un corretto sviluppo della personalità dando nel contempo il senso di protezione e di sicurezza che deriva dalla squadra nel suo complesso.

    Per il soggetto-leader un simile indirizzo sarà altrettanto utile in quanto ridimensionerà il senso di onnipotenza e la volontà di comando. Un bambino molto vivace e/o aggressivo dovrebbe essere indirizzato verso un'attività sportiva che necessiti un alto dispendio di energie ma che, nello stesso tempo, abbia regole da rispettare (come il calcio, il rugby, la pallacanestro), per finalizzare la sua esuberanza. Fra le tante attività sportive le discipline orientali (come karatè e judo) favoriscono soprattutto una costante ricerca di equilibrio e di perfezione nei movimenti, nel rispetto dell'avversario.

    Per quanto riguarda le età indicative consigliate per intraprendere uno sport, in maniera non agonistica, di seguito viene fornito un elenco:

    4 anni: nuoto

    5 anni: ginnastica artistica e ritmica, pattinaggio a rotelle, judo, karatè, sci

    6 anni: ippica, rugby, atletica leggera, pallacanestro, vela, pattinaggio su ghiaccio

    7 anni: ciclismo, pallavolo, scherma, tennis, calcio.

  • Anonimo
    4 anni fa

    Ti suggerisco un sistema efficace per sbarazzarti dell'ansia http://sconfiggiansia.givitry.info/?mN6p

    La durata dell'attacco di panico varia da individuo a individuo: i sintomi, di solito, raggiungono il picco nei primi dieci minuti e svaniscono nella prima mezz'ora. Nei casi più gravi, però, un attacco di panico può durare fino a un giorno intero. Inoltre, chi soffre di attacchi di panico ricorrenti, inaspettati e che per almeno un mese vive nel timore della loro comparsa, può incorrere in un disturbo chiamato “disturbo di panico”.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    perche invece nn te lo fai te!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Lo sport è praticato soprattutto per migliorare il fisico, ma aiuta anche nel campo psicologico.

    Lo sport, infatti, serve per scaricare le tensioni che si accumulano durante la giornata con la scuola o il lavoro rendendo così la persona che lo pratica più serena e piena di gioia di vivere.

    Lo sport nasce grazie ai greci circa nel 776 a.C., quando istituirono per la prima volta le Olimpiadi che erano seguite da molte persone come si fa oggi negli stadi.

    La differenza è che le manifestazioni sportive del passato erano legate anche alla religione, e chi vinceva le Olimpiadi, veniva considerato "l'uomo più potente del mondo". Inoltre sempre nell’antica Grecia, le Olimpiadi servivano anche per formulare il calendario poiché si svolgevano una volta ogni quattro anni.

    Oggi lo sport mette in competizione molte persone e poi questa è una bella cosa, perché nella vita è importante anche saper perdere (parlo per esperienza personale)…ma nell’ultimo decennio lo sport si è macchiamo di un brutto male, il doping. Anche io nostro ex Presidente della Repubblica Ciampi, parlando agli atleti, ha affermato che: “lo sport è agonismo e non antagonismo. È un confronto leale, non scontro”.

    Purtroppo l’ideologia del successo a tutti i costi, le esigenze di sponsor e tifosi, e la stessa ambizione degli sportivi, spinge gli atleti a ricorrere ad aiuti chimici. L’ansia da risultato è così grande che la persona scompare dietro quella macchina da gol o da record; l’insuccesso agonistico provoca frustrazione, mentre il successo provoca una gratificazione talmente eccessiva, che non si sa se è in parte salutare per l’equilibrio psicologico della persona.

    Tutto questo avviene perchè il modello dei risultati da raggiungere magari non rientra nelle possibilità della persona, che si vede quindi costretta a forzare la propria natura genetica pur di raggiungere certi scopi. Qui ci si può collegare al discorso della società materialistica d’oggi in cui tutto è basato sull’immagine esteriore, pertanto l’apparire conta più dell’essere, e molti sono disposti a tutto pur di riuscire almeno nel campo della prestazione fisica.

    Ecco quindi che ad esempio i ciclisti si procurano l’EPO o i culturisti si riempiono di steroidi anabolizzanti, ma ci sono anche alcuni antidolorifici, per esempio, se da un lato non fanno sentire la fatica della gara, dall'altra aumentano il rischio di traumi sportivi; gli steroidi determinano modificazioni preoccupanti a livello muscolo-scheletrico, nonché lo sviluppo abnorme e patologico di taluni organi; l'uso prolungato di eritropoietina causa gravi scompensi a carico dell'apparato circolatorio, così come l'impiego di stimolanti. L'ormone della crescita, oltre all'ipertrofia di alcuni organi vitali, favorisce lo sviluppo di tumori; alcuni integratori alimentari provocano lesioni renali; la pratica dell'emoautotrasfusione a fini sportivi non è esente da pericolose complicanze.

    Attualmente sembra che il tasso di calciatori che si ammala di una gravissima e letale forma di paralisi progressiva, nota come morbo di Gehrig, sia significativamente superiore a quello del resto della popolazione

    Queste persone però non rendono probabilmente conto che l’utilizzo di queste sostanze, magari anni dopo la loro cessata attività agonistica, potrebbe portarli addirittura alla morte o alla ipersensibilità ai traumi, lo sviluppo non conforme e patologico di alcuni organi, l’aumentata possibilità di ammalarsi di tumore.

    Ma dietro l’uso di queste sostanza non c’è solo l’atleta in se che ne fa uso, ma capita che a determinare questa situazione siano altre persone, nello sport si muovono grandi interessi economici e di potere. La vittoria è spesso l’unico risultato accettato da sponsor e dirigenti e viene interiorizzato come valore assoluto anche da allenatori e atleti. Ora se dobbiamo dirla tutta però, spesso anche i genitori fanno la loro parte, pretendendo dai loro figli, sin da piccoli, prestazioni sportive vittoriose e poco rispettose degli avversari, mettendo in testa così al bambino che la solidarietà, la lealtà, la salute, lo stare insieme, la creatività, la collaborazione, l’intelligenza, la fantasia, il lavoro duro e metodico, l’abilità, la competenza, l’allenamento, lo sviluppo armonioso del corpo passa in secondo ordine. Conta solo il risultato, e non importa con quali mezzi lo si raggiunga.

    Per poter eliminare o ridurre l’uso delle sostanze dopanti basterebbe innanzi tutto aumentare i controlli, rendendoli più frequenti e scoraggiando così gli atleti ad assumere sostanze che potrebbero allontanarli per sempre dalle gare e consegnarli al pubblico scherno, occorre infine recuperare i valori dello sport che man mano stanno scomparendo

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    se mi dai 10 punti (migliore rix) ti rispondo con un testo....

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