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Per favore aiutatemi! Domanda di storia! 10 punti assicurati!?

Devo fare una ricerca su Galileo Galilei ma su Wikipedia ci sono troppe cose su di lui, secondo voi quali sono le cose più importanti di cui dovrei scrivere? Così almeno posso essere più sicura su cosa fare come ricerca. Grazie mille a tutti quelli che risponderanno, 10 punti assicurati a chi mi da l'idea migliore per la ricerca.

3 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Galileo Galilei nasce a Pisa il 15 febbraio del 1564, dal fiorentino Vincenzo Galilei e da Giulia degli Ammannati. Nel 1574 la famiglia lascia Pisa e si trasferisce a Firenze. Nel 1581, Galileo si immatricola all'Universita' di Pisa per studiare medicina, seguendo il desiderio del padre.

    Durante gli studi, si appassiona alla fisica e nel 1583 formula la teoria dell'isocronismo del pendolo, intuito osservando le oscillazioni di una lampada nella Cattedrale di Pisa.

    Nel 1585 ritorna a Firenze senza avr completato gli studi, e comincia a dedicarsi alla fisica e alla matematica, dando anche lezioni private. Nel 1586 inventa la bilancia idrostatica.

    Nel 1588 ottiene una cattedra di matematica all'Universita' di Pisa, che mantiene fino al 1592. E' in questo periodo che si interessa al movimento dei corpi in caduta e scrive "De Motu".

    Nel 1591, il padre Vincenzo muore lasciandolo alla guida della famiglia.

    Nel 1592, Galileo ottiene una cattedra di matematica (geometria e astronomia) all'Universita' di Padova, dove rimarra' fino al 1610. E' in questo periodo che comincia ad orientarsi verso la teoria copernicana del moto planetario.

    Nel 1599 conosce Marina Gamba, che gli dara' tre figli: Maria Celeste, Arcangela e Vincenzio

    Nel 1602 conduce alcuni esperimenti sul pendolo, durante uno studio sul moto accelerato. Nel 1606 inventa il termoscopio, un termometro primitivo.

    Negli anni successivi si dedica a studi di idrostatica e sulla resistenza dei materiali, costruisce la sua bilancia idrostatica e scopre il moto parabolico dei proiettili.

    Nel 1604, Galileo osserva una supernova comparsa in cielo durante l'autunno.

    Nel 1609, mentre Keplero pubblica la sua "Nuova astronomia", che contiene le prime due leggi del moto planetario, Galileo comincia ad interessarsi ad un nuovo strumento, costruito in Olanda: il telescopio. Fino a quel momento le osservazioni astronomiche erano state compiute ad occhio nudo.

    Dopo avergli apportato dei miglioramenti, ne presenta al Senato di Venezia un esemplare, al quale da' il nome di "perspicillum".

    A Padova, con il nuovo strumento, Galileo compie una serie di osservazioni della Luna nel dicembre 1609, e il 7 gennaio 1610 osserva delle "piccole stelle" luminose vicine a Giove. Nel marzo 1610, rivela nel "Sidereus Nuncius" che si tratta di 4 satelliti di Giove, che poi battezza Astri Medicei in onore di Cosimo II de' Medici, Gran Duca di Toscana. Soltanto in seguito, su suggerimento di Keplero, i satelliti predneranno i nomi con i quali sono conosciuti oggi: Europa, Io, Ganimede e Callisto.

    La scoperta di un centro del moto che non fosse la Terra comincia a minare alla base la teoria tolemaica del cosmo.

    Nel luglio dello stesso anno, Galileo osserva Saturno al telescopio: non riuscendo con il suo strumento a distinguerne gli anelli, che all'epoca non erano conosciuti, egli crede che sia composto di tre corpi celesti distinti e gli da' il nome di Saturno tricorporeo.

    Mentre in tutta Europa altri astronomi (tra cui Keplero) osservano i satelliti gioviani, Galileo, tornato a Firenze, osserva le fasi di Venere e le macchie solari.

    Nel 1611, lo scienziato viene ammesso all'Accademia dei Lincei.

    Negli anni successivi, si accende una disputa intorno alle sue scoperte; l'interpretazione che ne da' lo scienziato confuta la teoria tolemaica del moto, adottata ufficalmente nel mondo scientifico e religioso dell'epoca, e conferma invece la teoria copernicana.

    L'inquisizione bolla come eretica questa teoria e proibisce formalmente a Galileo di appoggiarla. Il testo "De Revolutionibus Orbium Coelestium" di Copernico viene messo all'indice.

    Nell'aprile del 1630, Galileo termina di scrivere il "Dialogo sui due massimi sistemi del mondo", nel quale le teorie copernicana e tolemaica vengono messe a confronto; in seguito concorda con il Vaticano alcune modifiche per poter far stampare l'opera, ma decide poi di farla stampare a Firenze, nel 1632.

    Papa Urbano VIII, esaminato il "Dialogo", ne proibisce la distribuzione e fa istituire dall'Inquisizione un processo contro Galileo.

    Lo scienziato, gia' anziano e malato, viene chiamato a Roma nel 1633, dove viene processato e gli viene richiesto di abbandonare la teoria copernicana. Imprigionato e minacciato di tortura, Galileo viene costretto ad abiurare pubblicamente e viene condannato alla prigione a vita, ma poi gli viene concesso di scontare la pena nella sua villa di Arcetri, vicino a Firenze.

    Nel luglio dello stesso anno, comincia a scrivere il "Discorso intorno a due nuove scienze attinenti alla meccanica e ai movimenti locali".

    Muore, malato e ormai cieco, l'8 gennaio 1642, nella casa di Arcetri.

  • 1 decennio fa

    Galileo Galilei

    Galileo Galilei, astronomo, matematico, fisico e filosofo italiano (Pisa 1564-Arcetri 1642). Figlio primogenito di Vincenzo, musicologo, e di Giulia Ammannati, di illustre ma decaduta famiglia, a Firenze (dove il padre si era trasferito per dedicarsi al commercio) ebbe la sua prima formazione culturale a carattere prevalentemente umanistico-letterario. Nel 1581, su consiglio del padre, si iscrisse alla facoltà di medicina dell'Università di Pisa, dove ebbe soprattutto modo di impadronirsi della fisica aristotelica seguendo i corsi di F. Bonamico; Galileo Galilei, infatti, non mostrò mai particolare interesse per gli studi di medicina che abbandonò definitivamente nel 1585. In precedenza aveva iniziato lo studio della matematica sotto la guida di O. Ricci, che lo avviò alla lettura delle grandi opere dei Greci, in particolare di Archimede dal quale derivò una concezione pratica e strumentale della matematica, tipica di tutto il suo pensiero successivo. Lasciata l'università senza aver conseguito alcun titolo di studio, tornò a Firenze, dove stese i suoi primi scritti nei quali alternò l'interesse letterario con quello scientifico. Sono del 1588 le due lezioni Circa la figura, sito e grandezza dell'Inferno di Dante, mentre, in stretto collegamento con i suoi studi archimedei, fin dal 1586 aveva proseguito le ricerche di meccanica e aveva ideato la bilancia idrostatica per la determinazione del peso specifico dei corpi; nel 1586-87 aveva scoperto alcuni teoremi sul baricentro che vennero pubblicati solo nel 1638. Nel 1589, anche grazie all'aiuto di Guidobaldo Dal Monte, ottenne la cattedra di matematica all'Università di Pisa con un contratto triennale scarsamente rimunerativo poiché si trattava di un insegnamento secondario. Mentre nelle lezioni si atteneva agli argomenti tradizionali, privatamente Galilei proseguiva le ricerche sull'isocronismo del pendolo (la cui prima intuizione ebbe nel 1583, mentre, secondo la tradizione, si trovava nel duomo di Pisa), le esperienze sulla caduta dei gravi e soprattutto gli studi sul problema del moto, anche alla luce della teoria dell'impeto che, grazie a G. B. Benedetti e N. Tartaglia, aveva raggiunto un'ampia diffusione in Italia; documento rappresentativo delle sue posizioni, ancora scolastiche, è il De motu, rimasto inedito. Non tralasciò tuttavia gli studi letterari, come appare dagli scritti Considerazioni sul Tasso e Postille sull'Ariosto. La morte del padre, le ristrettezze economiche e l'ostilità dell'ambiente accademico lo indussero a cercare e a ottenere la cattedra di matematica all'Università di Padova (1592), dove restò diciotto anni in un "ambiente vivo e stimolante" cui la Serenissima garantiva un'ampia libertà di pensiero. In questo periodo gli fu compagna Marina Gamba dalla quale ebbe tre figli: Virginia (1600), Livia (1601) e Vincenzo (1606). Le ricerche di Galilei in quegli anni si svolsero in diverse direzioni. Innanzitutto si occupò di questioni pratiche di immediata utilità civile e militare per la Repubblica Veneta. Pubblicò, tra l'altro, il Trattato di fortificazione (1593-94) e Le operazioni del compasso geometrico-militare (1606), che diede luogo a un'aspra controversia con un certo Baldassarre Capra sulla priorità della scoperta dello strumento. Affrontò anche problemi attinenti i fenomeni elettrici e magnetici con particolare riguardo alle calamite. Svolse nel frattempo regolari lezioni di orientamento decisamente tolemaico, che verranno pubblicate nel Trattato della Sfera o Cosmografia (1597). Ma al centro dei suoi interessi furono la dinamica e questioni teoriche d'astronomia. Nel trattato di chiara impostazione archimedea Le mecaniche, pubblicato da M. Mersenne solo nel 1634, estese il principio delle velocità virtuali, già utilizzato da Guidobaldo Dal Monte allo studio delle leve e delle pulegge, alle indagini sui piani inclinati e su tutte le altre macchine collegate. Nel 1604 in una lettera a P. Sarpi diede la prima imprecisa formulazione della legge di caduta dei gravi. Per quanto riguarda l'astronomia, nel 1597, in due lettere indirizzate a Jacopo Mazzoni e a Keplero, ebbe modo di dichiarare la sua avvenuta adesione alle tesi copernicane; sostenne anche di essere in possesso di validi argomenti a favore che tuttavia non rese noti. La prima dichiarazione pubblica si ebbe però solo nel 1604, quando Galilei in tre lezioni interpretò il fenomeno della comparsa di una nuova stella come conferma della teoria copernicana, andando incontro a violente critiche degli ambienti scientifici più ligi alla tradizione. Un'autentica svolta avvenne nel 1609 quando la sua attenzione fu attratta dalla notizia dell'invenzione del cannocchiale a opera di occhialai olandesi. Perfezionato e costruito lo strumento, Galilei ne valutò appieno le possibilità e l'utilizzò per osservazioni astronomiche (gennaio del 1610) che lo portarono alla scoperta del carattere montuoso della Luna, dei quattro satelliti di Giove, della Via Lattea come un ammas

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