un consiglio esperto e serio?

dalla lastra alla caviglia non è risultato nulla a livello osseo però l"ortopedico mi ha detto che ho una lassità cronica a livello dei legamenti dovuta da varie storte prese in passto e trascurate.ora mi ha prescritto una risonanza per vedere come sta la cartillagine.ma in poche parole che vuol dire?e la cartillagine può essere consumata?

3 risposte

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  • Risposta preferita

    Si, può essere consumata e quindi l'osso fa attrito nel muoversi e provoca dolore.

    Non preoccuparti se così fosse basterà una cura con compresse effervescenti di cartilagine.

    Visto che ho seguito dei casi clinici di cartilagine articolare ti allego tutto ciò che è possibile sapere.

    La cartilagine articolare è un tessuto elastico dotato di notevole resistenza alla pressione e alla trazione (è un connettivo specializzato con funzione di sostegno). Ha un colorito bianco perlaceo e riveste le estremità delle ossa articolari proteggendole dall'attrito. La sua funzione è simile a quella di un cuscinetto ammortizzatore che con la sua azione salvaguardia i normali rapporti articolari e permette il movimento.

    Queste importanti caratteristiche sono permesse dalla sua particolare costituzione chimica. All'interno della cartilagine esistono infatti delle cellule, chiamate condrociti, che - specie quando sono giovani (condroblasti) - hanno il compito di produrre la sostanza fondamentale. Tale sostanza è costituita prevalentemente da acqua, da fibre collageniche, da proteoglicani, da acido ialuronico e da glicoproteine. Al di là dei nomi ciò che è importante ricordare è che la cartilagine è composta da una parte fluida (che le dona la capacità di assorbire i traumi) e da una parte solida (che ne aumenta la resistenza). Tali fasi interagiscono tra loro per garantire un cinematismo senza attrito e proteggere le superfici articolari dall'usura.

    Il tessuto cartilagineo non è vascolarizzato in quanto privo di capillari sanguigni. La cartilagine (ad esclusione della cartilagine ialina articolare) è circondata da uno strato di tessuto connettivo denso (pericondrio), ricco di vasi sanguigni, che le permettono di nutrirsi per diffusione. Il nutrimento dei condrociti per diffusione è un processo lento e molto meno efficace della circolazione sanguigna; per questo motivo le capacità rigenerative di questo tessuto sono bassissime.

    Nel nostro corpo si distinguono comunemente tre tipi di tessuto cartilagineo con caratteristiche e funzioni differenti:

    cartilagine ialina: di color bianco-bluastro è il tipo di cartilagine più abbondante. Nel feto costituisce gran parte dello scheletro e mano a mano che si cresce viene quasi completamente sostituita da tessuto osseo*. Nell'adulto costituisce le cartilagini costali, nasali, tracheali, bronchiali e laringee e ricopre le superfici articolari. La cartilagine è rivestita da un sottile involucro di tessuto connettivo compatto chiamato pericondrio. In prossimità delle superfici articolari tale tessuto scompare.

    cartilagine elastica: di colore giallo opaco presenta particolari caratteristiche di elasticità. Costituisce l'impalcatura del padiglione auricolare, dell'epiglottide, della tuba di Eustachio e di alcune cartilagini laringee.

    cartilagine fibrosa: di colore biancastro è particolarmente resistente alle sollecitazioni meccaniche. Si trova nel punto di inserzione di alcuni tendini sullo scheletro, nei dischi intervertebrali, nei menischi di alcune articolazioni (ginocchio) e nella sinfisi pubica

    *fino alla fine dell'accrescimento tra epifisi e diafisi delle ossa lunghe permane una piccola zona chiamata disco epifisario che continua a proliferare tessuto cartilagineo. Tale tessuto viene via via trasformato in osso assicurando il normale allungamento scheletrico. Con il raggiungimento della maturità anche il disco viene ossificato e l'osso non potrà più crescere.

    Le lesioni cartilaginee

    La resistenza e la funzionalità del tessuto cartilagineo sono eccezionali. Basti pensare che normalmente resiste a quasi 80 anni di continue sollecitazioni e che nessun apparecchio costruito dall'uomo può vantare le medesime proprietà.

    Tuttavia durante l'arco della vita tale resistenza può essere minata da una serie di fattori che espongono la cartilagine a lesioni più o meno importanti. Normalmente le lesioni cartilaginee vengono classificate in due categorie distinte:

    primarie o post-traumatiche che insorgono in seguito ad incedenti di natura meccanica (fratture, distorsioni, fratture da stress) o sono legate a fattori genetici

    secondarie o degenerative che insorgono in seguito a continue sollecitazioni o a problemi di natura metabolica o immunitaria (ad esempio in seguito a deficit del sistema immunitario come avviene per l'artrite reumatoide)

    Indipendentemente da quale sia la sua natura, una lesione della cartilagine articolare segna l'inizio dell'artrosi.

    L'artrosi è, per definizione una patologia degenerativa della cartilagine articolare. In Italia ne soffrono oltre 4 milioni di persone, soprattutto anziane. Più dell'80% delle persone sopra i 55 anni presenta infatti segni radiografici di artrosi (soprattutto le donne). Il dolore ad essa associato comporta limitazioni nei movimenti e rappresenta un grosso costo per la società. Ginocchio, mani, anca e rachide sono le sedi più colpite.

    L'artritre è una malattia infiammatoria degenerativa che

  • 1 decennio fa

    la cartilagine può essere un po danneggiata come lo sono a quanto pare i legamenti ,,,,per adesso porta una cavigliera ti proteggerà

  • 1 decennio fa

    Vai su anwers ricerca domande e digita 'cartilagine' aggiungendo altre parole che ti interessano tipo 'consumata' o 'caviglia'. Io ho fato una ricerca, ma non saprei quello che ti interessa. Troverai di tutto e in fretta. Auguri gardy

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