Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneScuole primarie e secondarie · 1 decennio fa

mi servirebbe un riassunto!?

mi serve un riassunto ne lungo ne corto di uno di questi 3 libri: se questo è un uomo, un sacchetto di biglie, niente di nuovo sul fronte occidentale! grazie 1000...

2 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Primo Levi è stato catturato dai nazisti nel 1944 e successivamente è stato deportato nel campo di concentramento di Auschwitz. Dopo un lungo viaggio Primo arriva nel campo, viene spogliato di tutti i suoi averi, gli vengono rasati i capelli e per essere riconosciuto i nazisti tatuano sul suo braccio il numero 174 517. Da quel momento Primo ha perso ogni suo diritto e inizia a lavorare come se fosse uno schiavo. Mentre trasportava delle traversine si ferisce ad un piede e viene ricoverato in Ka-Be, l'infermeria del campo. Lì conosce per la prima volta le selezioni. Quando viene dimesso viene assegnato ad un' altra baracca nella quale incontra il suo migliore amico, Alberto, ma non riesce a dividere con lui la cuccetta. Durante la giornata lavorativa fa amicizia con Reisnyk, che diventa il suo nuovo compagno di cuccetta. Reisnyk, uomo molto generoso, aiuta spesso primo nel lavoro. Dopo un breve periodo primo viene scelto, insieme ad altri prigionieri, per andare a far parte del kommando chimico, ma prima deve sostenere un esame. A Primo viene affidato l'incarico di aiuto trasportatore: il suo compito è quello di aiutare Jean a trasportare la zuppa fino alla sua baracca. Durante il tragitto egli ricorda alcuni versi della Divina Commedia e ne spiega il significato a Jean. Nell'Ottobre del 1944, a causa dell'arrivo di altri prigionieri, iniziano le selezioni. Primo, fortunatamente riesce a salvarsi. Ha infatti superato l'esame di chimica e viene scelto per andare a lavorare nel laboratorio insieme anche ad alcune donne civili. Intanto i russi si stanno avvicinando e molti prigionieri sperano nell'ormai prossima liberazione. Una notte, un prigioniero accusato di sabotaggio in quanto aveva fatto saltare in aria un crematorio di Birkenau, vene impiccato. I russi stanno bombardando il campo. Primo è malato ed è ricoverato in Ka-Be insieme ad altri prigionieri. Il campo viene evacuato, Alberto fugge via, gli ufficiali e le guardie delle SS fuggono. Primo riesce a sopravvivere con i suoi compagni fino a quando i russi provvedono alla liberazione dei prigionieri rimasti...

    Un sacchetto di biglie" di Joseph Joffo è il racconto autobiografico delle avventure vissute dall'autore e da suo fratello, nella Francia occupata da nazisti.

    Joseph e Maurice sono due bambini, rispettivamente di dieci e dodici anni, provenienti da una famiglia ebrea stanziatasi a Parigi; quando la

    pressione delle persecuzioni diventa insostenibile, i loro genitori decidono di mandarli nella Francia Libera, a Sud, per raggiungere i loro fratelli maggiori.

    Partiti da Parigi in treno, essi riescono a superare la linea di confine e arrivano a Mentone, dove Albert e Henry lavorano; quando

    sopraggiungono anche i loro genitori, la famiglia Joffo si stabilisce a Nizza.

    Dopo una breve permanenza in un campo del governo per ragazzi e in paesi dove vivono varie avventure, Joseph e Maurice tornano a casa.

    Nella piazza di S., un paese di mare della Sicilia, Salvatore Colasberna, ex muratore e socio di una piccola impresa edilizia, viene assassinato mentre sale sul pullman per Palermo.

    All'arrivo della forza pubblica i passeggeri si allontanano alla chetichella, l'autobus resta vuoto e nessuno riconosce il morto. L'autista, il bigliettaio non ricordano chi ci fosse sull'autobus al momento dell'assassinio. Il venditore di panelle che era rimasto a terra al momento del delitto è scomparso. Un carabiniere lo trova all'ingresso della scuola elementare e lo accompagna dal maresciallo. Ma neppure lui sa nulla e afferma che non si è nemmeno accorto che abbiano sparato. Dopo due ore di interrogatorio il panellaro ricorda che all'angolo tra via Cavour e piazza Garibaldi, tra le sei e le sei e trenta, sono venuti due lampi di fuoco. Le indagini vengono affidate a Bellodi, capitano dei carabinieri della compagnia di C., emiliano di Parma, ex partigiano, destinato alla carriera di avvocato ma rimasto in servizio in nome di alti ideali.

    Bellodi è deciso ad indagare senza arrendersi davanti al muro di silenzio e omertà che gli si crea intorno e arriva a scoprire i rapporti che legano la criminalità mafiosa e politica.

    Intanto in un Caffè di Roma, un ricco possidente chiede ad un onorevole del suo partito (che si intuisce essere la DC) di far trasferire Bellodi. Bellodi intanto interroga un ambiguo confidente, dai doppi giochi noti alla mafia, un certo Calogero Dibella detto Parrinieddu e ricava una pista che si rivela falsa, ma in compenso riesce a sapere il nome di Santo Pizzuco che si rivela utile.

    Il nome del presunto killer, un certo Diego Marchica detto Zicchinetta, viene dato a Bellodi dalla moglie di Paolo Nicolosi, un potatore scomparso e certamente ucciso per aver riconosciuto l'assassino. Bellodi scopre nel fascicolo investigativo di Marchica, che è un noto sicario, una fotografia che lo ritrae insieme a don Calogero Guicciardo e all'onorevole Livigni.

    Nel frattempo Parrineddu viene assassinato e Bellodi ottiene che Marchica, Pizzuco e il padrino

  • 1 decennio fa

    Questo celebre romanzo di Remarque è ambientato durante la Prima Guerra Mondiale, fra le trincee di combattimento. L'autore aveva vissuto in prima persona l'esperienza bellica, avendo combattutto anche nella terribile battaglia di Verdun tra tedeschi e francesi.

    La narrazione è vista secondo l'ottica di un soldato tedesco, giovanissimo, che si ritrova catapultato, da una tranquilla vita da studente, nel mezzo degli intensi combattimenti. Remarque narra tutte le angosce della guerra del fronte: l'ansia per la mancanza di sonno, di cibo, di acqua; la minaccia dei bombardamenti costanti, il gas letale che brucia i polmoni e provoca un'atroce morte; i proiettili, che devono essere riconosciuti in base al loro suono per determinarne la pericolosità; i rapporti con i superiori, che rendono ancora più avvilente la tragica realtà bellica; la speranza dei giorni di permesso per tornare dai familiari, che diviene incubo per l'incapacità dei soldati di rapportarsi ad una società che, ormai, non li comprende più; il fronte di battaglia, che diviene nel tempo l'unica realtà concepibile per il combattente, tra dolori inenarrabili ma anche tra l'affiatamento con i compagni, e che è altresì l'unica realtà che riesce a comprendere, perché la guerra ha segnato definitivamente il bilancio della sua vita.

    "Niente di nuovo sul fronte occidentale" è un'opera scritta in prima persona, dove vengono riferite le emozioni, i sentimenti, i terrori e le angosce di una guerra che nessuno vuole ma tutti fanno. E' un libro accorato, che a tratti si fa tetro o peggio efferato, quando narra le piccole tragedie quotidiane delle morti continue di animali, uomini e speranze.

    E' un libro veramente intenso, suggestivo, e il suo stile referenziale, ai limiti del giornalismo (e infatti Remarque ha alcune affinità con la narrativa di Hemingway), riesce a condurre il lettore lungo un percorso umano di dura lotta per la vita delle proprie idee prima ancora che del proprio corpo.

    Poter attingere ad esperienze personali così intense ha permesso all'autore di essere sempre genuino, veritiero, mai scontato o banale, perché in questo libro tutto ciò che è detto è fortemente sentito, in nessun caso retorico.

    Il messaggio antimilitarista si fa sempre più chiaro con il procedere della narrazione, e questo messaggio, che oggi ci fa ancor più ammirare l'opera, al tempo dell'uscita di questo libro, il tempo dell'ascesa del nazismo in Germania, fece condannare e censurare questo volume in patria teutonica, e il libro ottenne riconoscimenti e successo solo al di là dell'oceano, negli Stati Uniti, dove divenne celebre soprattutto grazie alle trasposizioni cinematografiche.

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