Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

Cambio finale storia per cortometraggio, chi mi aiuta?

Devo girare un cortometraggio ma vorrei cambiare il finale..ecco la versione originale:

In carrozzina

Nella corsia di un ospedale un’infermiera spinge la carrozzina su cui siede un uomo con testa bendata e braccia e gambe ingessate. L’uomo grugnisce rabbioso, cerca di muoversi per rivolgersi all’infermiera. Lei gli risponde con placida indifferenza: “Sì signor Rossi, certo signor Rossi, si calmi signor Rossi” come si fa con un bambino capriccioso. L’uomo si agita e grugnisce sempre più esasperato. D’un tratto l’altoparlante dichiara un’emergenza assoluta. L’infermiera dilata gli occhi agitata; si guarda attorno un istante indecisa, poi spinge la carrozzina in una camera spiegando frettolosamente: “Mi scusi eh signor Rossi, non abbiamo molto personale, ma torno subito!”. Il signor Rossi bofonchia agitato qualcosa cercando di girarsi verso l’infermiera, ma la porta si chiude alle spalle di lei.

Il signor Rossi è solo nella stanza. Sospira rassegnato. Un orologio è appeso alla parete. Le due e un quarto. La carrozzina e il suo occupante sono immobili nella stanza. Gli occhi di Rossi fissano l’orologio, su cui i minuti iniziano a succedersi, prima lenti, poi sempre più veloci. Le cinque e un quarto. Carrozzina e occupante sono immobili nella stanza, ora meno luminosa. Non vola una mosca. Con uno scatto improvviso il signor Rossi inizia a contorcersi quanto il gesso glielo permette e a lanciare grida soffocate attraverso il bendaggio.

Si intuisce che chiami a gran voce l’infermiera. Tutto inutile e il suo corpo torna immobile e silenzioso. Poi repentinamente torna a muoversi spasmodico e i suoi mugugni sono più forti e disperati. I suoi occhi si dilatano di rabbia impotente; d’un tratto il rumore di un oggetto caduto a terra lo distrae. Cerca con gli occhi nella stanza. Una boccetta è caduta da un mobiletto, frantumandosi a terra. Gli occhi del signor Rossi guardano stupiti. Poi il respiro gli si fa affannoso e riprende a lamentarsi, ma un rumore lo fa tacere e girare

lo sguardo su un tavolino su cui sono posate scatole di medicinali. Una delle scatolette si sta muovendo verso il bordo del tavolino. Il signor Rossi sbatte le palpebre attonito. La scatoletta si arresta. Rossi fa un mugugno. La scatoletta riprende ad avanzare. Rossi la fissa un istante e sbatte le palpebre. La scatoletta si arresta. Gli occhi di Rossi si allargano di gioia. Lancia una soffocata esclamazione di comprensione. Con un movimento repentino sposta le pupille in basso. La scatola riprende a muoversi e cade con un tonfo oltre il bordo del tavolino. Rossi fa un verso di giubilo e si agita eccitato sulla carrozzina. I suoi occhi vagano attenti per la stanza e si fermano su un rotolo di benda su una mensola. Muovendo gli occhi Rossi fa muovere il rotolo, che cade a terra e si snoda fino ai suoi piedi. Rossi lo guarda e muovendo ancora le pupille lo fa muovere in giro per la stanza, ridacchiando divertito. I suoi occhi vedono poi un foglio su un tavolo e lo fanno strisciare a terra fino ai suoi piedi. Sopra è scritta una ricetta medica. Rossi sbuffa deluso. Si guarda ancora attorno e punta un cassetto. Con un muovere di palpebre il cassetto si apre e ne striscia fuori un plico, che percorre il pavimento e giunge presso la carrozzella. Rossi lo fissa e con un grido di giubilo si accorge che si tratta di un calendario porno. Con gli occhi a fessura egli gira le pagine di tutti i mesi, sottolineando con soffi, mugugni e grugniti le bellezze di ogni mese. Dicembre. Il calendario è finito. Rossi si guarda attorno. Sospira. Chiude gli occhi. Li riapre tristi. Fissa intenso la parete e muove le pupille. Sul muro compaiono una a una le lettere della parola “infermiera”. Rossi legge e bofonchia “infermiera”. Poi fissa un’altra porzione di muro. Anche su essa compare man mano la scritta “infermiera”. Il gioco si ripete sempre più veloce e a ritmo forsennato tutti i muri della stanza si riempiono di scritte sovrapposte, grandi e piccole e di vari stili. Tutte dicono “infermiera” e sono sottolineate dal lamento sempre più forte di Rossi, che

ripete impazzito “infermiera”.D’improvviso tutto tace. Rossi guarda le pareti/murales con impotente disperazione. Gira lento gli occhi a un tavolino e fa scivolare un foglio bianco fino a suoi piedi. Con gli occhi vi scrive: “Aiuto!” , lo fa scorrere sul pavimento fino alla porta e passare sotto essa. Nel corridoio il foglio esce da sotto la porta e resta davanti alla soglia.

In una sala operatoria l’infermiera si rivolge con un sorriso a un medico. “Sono contenta che siate riusciti a salvarlo”. Poi si allontana spingendo una carrozzella su cui siede un uomo con testa bendata e gambe e braccia ingessate. Percorrono la corsia; l’altoparlante dichiara un’emergenza. L’infermiera si agita, riflette un istante, si scusa col signor Bianchi e lo infila in una stanza. Entrando, al centro della stanza, il signor Bianchi vede una carrozzina su cui di spalle siede un uomo bendato.

1 risposta

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Che bella idea!

    Nel finale potresti sfruttare il foglio per introdurre, in pochi fotogrammi, un altro personaggio psicologicamente forte.

    Ad esempio, una bambina che trova il foglio e con il pensiero induce l'infermiera a pungersi con un ago, o qualcosa del genere...

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