Mapy21 ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

mi aiutate a fare un confronto tra i personaggi femminili di Guinizzelli. Dante e Petrarca?

2 risposte

Classificazione
  • Kiss90
    Lv 5
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    BEATRICE

    Beatrice, figlia di un banchiere, si era imparentata con un'altra famiglia di grandi banchieri, i Bardi, andando in sposa ancora giovanissima, appena adolescente, a Simone, detto Mone. È recentissimo il ritrovamento di nuovi documenti nell'archivio Bardi su Beatrice e suo marito da parte dello studioso Domenico Savini[1] Tra questi un atto notarile del 1280, dove Mone de' Bardi cede alcuni terreni a suo fratello Cecchino con il beneplacito della moglie Bice, che all'epoca doveva avere circa quindici anni. Un secondo documento del 1313, quando cioè Beatrice doveva essere già morta, cita il matrimonio tra una figlia di Simone, Francesca, e Francesco di Pierozzo Strozzi per intercessione dello zio Cecchino, ma non è specificato se la madre fosse stata Beatrice o la seconda moglie di Simone, Bilia (Sibilla) di Puccio Deciaioli. Altri figli conosciuti di Simone sono Bartolo e Gemma, la quale venne maritata a un Baroncelli.

    La lapide in Santa Margherita dei Cerchi, FirenzeIl luogo di sepoltura di Beatrice viene tradizionalmente indicato nella chiesa di Santa Margherita de' Cerchi, vicina alle abitazioni degli Alighieri e dei Portinari, dove si troverebbero i sepolcri di Folco e della sua famiglia. Ma questa ipotesi, sebbene segnalata da una lapide moderna che colloca la data di morte di Beatrice al 1291, è incoerente perché Beatrice morì maritata e quindi la sua sepoltura avrebbe dovuto avere luogo nella tomba della famiglia del marito. Infatti Savini indica come possibile luogo il sepolcro dei Bardi situato nella basilica di Santa Croce, sempre a Firenze, tutt'oggi segnalato nel chiostro da una lapide con lo stemma familiare, vicino alla Cappella dei Pazzi.

    Personaggio letterario

    Beatrice è la prima donna a lasciare una traccia indelebile nella nascente letteratura italiana, nonostante analoghe figure femminili siano presenti anche nei componimenti di Guido Guinizelli e Guido Cavalcanti, anche se non con l'incisività del personaggio dantesco. A Beatrice è dedicata la Vita Nuova, dove il poeta raccoglie entro una struttura in prosa una serie di componimenti poetici scritti negli anni precedenti. Secondo la Vita Nuova Beatrice fu vista da Dante per la prima volta quando aveva 9 anni e i due si conobbero quando lui aveva diciotto anni. Andata in sposa al banchiere Simone dei Bardi nel 1287, si crede anche che si sia spenta nel 1290, a soli ventiquattro anni.

    Quando morì, Dante, disperato, studiò la filosofia e si rifugiò nella lettura di testi latini, scritti da uomini che, come lui, avevano perso una persona amata. La fine della sua crisi coincise con la composizione della Vita Nuova (intesa come "rinascita").

    Nella Divina Commedia Beatrice subisce un processo di spiritualizzazione e viene riconosciuta come creatura angelica (secondo gli ideali stilnovistici). Ella rappresenta la Fede, che accompagna il pellegrino nel Paradiso.

    FIAMMETTA

    Lunga lettera che la narratrice protagonista Fiammetta, il grande amore napoletano dello scrittore, immagina "da lei alle innamorate donne mandata" (come dice l'incipit). La protagonista voce narrante racconta la sua vicenda sentimentale: innamoratasi al primo sguardo di Panfilo, mercante fiorentino identificabile con l'autore, vive una stagione di felicità interrotta però dalla partenza dell'amante per Firenze.

    La promessa infranta di Panfilo di un successivo ritorno a Napoli è il primo evento di una serie di peripezie: la donna apprende prima che Panfilo si è sposato, ma quando è in procinto di di riconquistare una rassegnata serenità, viene a sapere che quella notizia era falsa e che l'amato ha invece una relazione con una donna fiorentina. Folle di gelosia, Fiammetta vuol darsi la morte ma ciò le viene impedito dalla vecchia nutrice.

    Arriva infine la notizia di un prossimo ritorno a Napoli dell'amato e Fiammetta torna nuovamente a sperare.

    GUINIZELLI

    Al cor gentil rempaira sempre amore è una poesia di Guido Guinizelli ed il primo testo letterario della nuova tendenza poetica che nasce in Italia nella seconda metà del XIII secolo: il dolce stil novo. Quest'opera è considerata il manifesto programmatico ed esemplare dello stilnovismo.

    Tra le tematiche della canzone vi è quella della nobiltà d'animo, o gentilezza; questa tematica era già stata trattata dalla cultura cortese con Andrea Cappellano che affermava che la prodezza dei costumi fosse l'unica a dare la nobiltà agli uomini; in altre parole si affermava che la nobiltà non dipendesse dalla nascita, ma dal valore della persona. In questa visione si rispecchiavano molti piccoli aristocratici senza feudi che in un qual modo volevano essere considerati di diritto parte della classe feudale dell'età cortese. Il concetto è ripreso dal Guinizelli, ma in un contesto completamente diverso da quello del Cappellano.

    Guido era un intellettuale e anche facente parte di una delle massime cariche comunali, il giudice. Per raggiungere un'egemonia tra le istituzioni cittadine e soppiantare la classe dirigente nobiliare del Comune, fu elaborata una nuova concezione della nobiltà: per essere gentili non basta essere di sangue nobile, perché la gentilezza non è ereditaria. Si forma così una nuova nobiltà cittadina che si basa sulle proprie doti di intelligenza e cultura, ciò che Dante Alighieri considerava l'altezza dell'ingegno.

  • 1 decennio fa

    La figura figura femminile è fondamentale nella produzione di Dante, Petrarca e Boccaccio; figura che si concretizza rispettivamente in Beatrice, Laura e Madonna Fiammetta. E' proprio con le rime dedicate a Beatrice che si afferma l'originalità dello stil novo dantesco che insiste sul legame tra amore e gentilezza e vede nella donna un assoluto miracolo fonte di ogni salute, grazia e umiltà. Pur riprendendo Guinizzelli e Cavalcanti, Dante carica la figura femminila di un forte significato simbolico: la bellezza di Beatrice si riflette nel mondo circostante e da essa emergono i versi che la lodano; è l'annuncio di una salvezza,di un riscatto di quanto negativo e di non degno c'è nell'esistenza. Le rime a lei dedicate furono raccolte nella Vita nuova che parte dal primo incontro del poeta con la donna e in cui egli cerca consolazione per la sua morte prima, per divenire poi esaltazione di Beatrice di fronte al mondo. Beatrice diverrà una figura salvifica pur mantenendo i caratteri di una creatura mortale e diverrà il centro del pensiero filosofico e religioso di Dante. All'amore per Laura sono invece dedicati quasi tutti i componimenti del Canzoniere di Petrarca la cui esperienza è completamente segnata da questo amore. Viene però eliminata ogni concretezza fisica, anche se Laura esistette realmente (era una giovane avignonese), e tutto diviene astratto e simbolico, segno di un' esperienza interiore. Il nome Laura s'identifica con il lauro, la pianta della poesia con cui Petrarca stesso venne coronato poeta. L'amore conferisce al poeta un valore eccezionale , ma a differenza di Dante è qualcosa di interiore all' animo senza retroscena filosofici, non è una forza salvatrice bensì un desiderio incolmabile che diviene ragione di vita. E' dono e condanna, un oscillazione che nega pace al poeta. La donna è splendente e preziosa ma anche una "dolce nemica" che consola e distrugge. E' invece L'Elegia di Madonna Fiammetta a costituire la sintesi dei motivi amorosi di Boccaccio. Si tratta di una lettera in prosa rivolta da Fiammetta (l'amore napoletano dell'autore) "alle innamorate donne" riprendendo i moduli dell'elegia erotica latina. La grande novità è che l'autore attribuisce la parola direttamente a una voce femminile: la donna non è più "oggetto d'amore" raccontato da una voce maschile, ma è un soggetto parlante, amante abbandonata e disperata che cerca la compassione delle altre donne. Diverse sono invece le figure femminili nel Decameron : seducenti e misteriose, ma anche dolci e appassionate figure materne (secondo alcuni dietro alla figura di Griselda vi sarebbe un omaggio dell'autore a sua madre morta prematuramente.)

    Spero di esserti stata d'aiuto, così ho anche ripassato un po' di letteratura anche se è un argomento molto complesso per dire tutto in una risposta

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