Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

ki mi fa una relazione su donatello???..vi prego è urgenissimo...?

mi serve x dmn...il titolo è: ritorno alla tradizione scultorea greca-romana e superamento con l umanita e l introspezione..

4 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Donatello, vero nome Donato di Niccolò di Betto Bardi (Firenze, 1386 – Firenze, 13 dicembre 1466), è stato uno scultore italiano. Lavorò a Firenze, Prato, Siena e Padova ricorrendo a varie tecniche (tutto tondo, bassorilievo, stiacciato), con varie materie (marmo, bronzo, legno). Si staccò definitivamente dal gotico riallacciandosi e superando l'arte greca e romana sia formalmente sia stilisticamente; particolare fu la sua capacità di infondere umanità e introspezione alle opere.

    Nacque a Firenze nel 1386, figlio di Niccolò di Betto Bardi, cardatore di lana. La sua era una famiglia modesta: il padre, irrequieto, condusse una vita tumultuosa avendo partecipato prima alla rivolta dei Ciompi del 1378, poi ad altre azioni contro Firenze che lo portarono ad essere condannato a morte e poi perdonato con il condono della pena; un carattere molto diverso da quel suo figliolo così minuto, signorile, elegante e delicato tanto da essere vezzeggiato con il nome di Donatello, che, secondo il Vasari, venne educato nella casa di Roberto Martelli. Dal 1402 al 1404 fu a Roma assieme al Brunelleschi, a studiare l'"antico".

    Dal 1404 al 1407 fu aiuto di Lorenzo Ghiberti ai lavori della porta nord del Battistero.

    Dal 1408 lavorò per l'Opera del Duomo di Firenze, per cui realizzò, nello stesso anno, il David marmoreo per uno dei contrafforti esterni: il volto inespressivo, con corona di amaranto (simbolo profano, qui usato da Donatello su un patriarca biblico) e le membra allungate sono di origine tardo gotica ma la posa di contrapposto, con il punto di appoggio su una sola gamba, a cui corrisponde un'opposta torsione del busto, e le mani, realisticamente atteggiate, indicano un attento studio dal vero dell'anatomia umana. Nel 1416 venne trasportato a Palazzo Vecchio e assunto come emblema della città (ora è conservato al Bargello).

    Tra il 1409 e il 1411 eseguì il San Giovanni Evangelista per una nicchia collocata a lato del portale centrale del Duomo, con altri tre evangelisti il San Marco di Pietro Lamberti, il San Luca di Nanni di Banco e il San Matteo di Bernardo Ciuffagni. Donatello, nel suo evangelista reagì al manierismo tardogotico, non solo riallacciandosi alla nobile compostezza della statuaria antica ma ricercando brani di autentica umanità e verità: il volto del santo con la fronte corrucciata (forse ripreso da una testa di Giove Capitolino) era però basato ancora sull'idealizzazione, le spalle e il busto erano semplificate geometricamente secondo una calotta semicircolare, nelle parti inferiore della figura la stilizzazione recedeva a vantaggio di una maggiore naturalezza: le mani erano realistiche e i panneggi che avvolgono le gambe esaltavano le membra, senza nasconderle; la statua con la sua carica di forza trattenuta costituì un importante modello per il Mosè di Michelangelo.

    La firma di Donatello sulla base dello Zuccone del Museo dell'Opera del Duomo di FirenzeDal 1411 lavorò per il cantiere della chiesa di Orsanmichele, per le cui tredici nicchie esterne le Arti erano tenute a commissionare statue: tra il 1411 e il 1412 Donatello realizzò il San Marco per l'Arte dei Linaioli e Rigattieri.

    Nel 1417 completò il San Giorgio commissionata dall'Arte dei Corazzai. La scelta iconografica dipese dal fatto che i committenti volessero una figura in cui fossero presenti le armi e la corazza. La figura, leggermente ruotata intorno all'asse centrale, che fa perno sulle gambe a compasso, è costruita su tre ovali sovrapposti: il volto con le sopracciglia aggrottate, il busto e lo scudo, lo scatto della testa in direzione opposto al corpo serve all'artista ad animare maggiormente la statua.

    Il bassorilievo in pietra della base, forse di due anni posteriore, venne scolpito con la tecnica dello stiacciato; è uno dei primi esempi di prospettiva centrale a punto unico di fuga, con le orizzontali che convergono verso il gruppo centrale con la rappresentazione di san Giorgio che lotta con il drago con a destra la grotta e la principessa, desunta dai sarcofagi romani, e a sinistra il porticato costruito in prospettiva; se le linee del mantello, l'armatura preziosa del santo e il profilo delle ali aperte del drago, che tendono a focalizzare lo sguardo dello spettatore, sono particolari di gusto tardo-gotico, nuova è la concezione dello spazio, che sembra espandersi oltre la cornice del bassorilievo, pur tuttavia perfettamente definito da sicuri punti di riferimento, nuova è anche la funzione della luce che sbalza il punto focale dell'azione.

    Il Marzocco di piazza della Signoria risale al 1418-1420.

    Del 1423 circa è il San Ludovico di Tolosa, ora al Museo dell'Opera di Santa Croce, originariamente inserito in un tabernacolo, sempre di mano di Donatello ed a ordine corinzio; il tabernacolo apparteneva alla Parte Guelfa e quando l'importanza di questa decadde venne messo in vendita e acquistato tra il 1459 e il 1460 dall'Arte dei Mercanti che vi collocarono il gruppo con l'Incredulità di san Tommaso di Andrea

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Scusami che ci guadagna chi ti fa la relazione? Solo fatica e sudore? A scuola ci vai tu fattela tu la relazione!

  • Anonimo
    1 decennio fa

    si weeee

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