Anonimo
Anonimo ha chiesto in Musica e intrattenimentoMusicaMusica - Altro · 1 decennio fa

mi fate un riassuntino è di musica... please il 1°ke risp.10 puntiiii?

è un riassuntino sull'umanesino...grazie 10 punti alla migior risposta

testo:la cultura medievale aveva trascurato quasi completamente il mondo antico e egli studi interessi degli artisti e dei letterati del nuovo secolo costoro rivolsero dunque tutta la loro attenzione dell'antichità classica,come a una sorgente trascurata da tempo,ma ancora capace di riversare nella mente e nel cuore dell'uomo bellezza,poesia e scienza.Gli antichi testi che ora suscitavano tanto l'interesse deli studiosi erano chiamati ''humanae litterae'' di qui il nome di ''umanisti'' dato ai letterati e agli artisti che seguivano questo nuovo indirizzio culturale ma il termine ''umanesimo'' aveva anche un significato profondo che si ricollegava direttamente all'uomo quale principe della natura e creautura prediletta da Dio:propio l'uomo era finalmente al centro dell'interesse degli artisti,dei letterati e degli scienziati grazieeeeeeeeeeee 10 punti...scusate x la categoria

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    L'umanesimo: il valore concreto della musica

    L'Umanesimo tende a avvicinare nella speculazione filosofica la teoria musicale e il valore concreto della musica. Fra gli umanisti v'è chi accoglie e rielabora le dottrine boeziane e riafferma il principio filosofico della scienza. Per esempio, Giorgio Anselmi (detto Anselmo da Parma, c. 1386-c. 1443) suddivide la musica in harmonia coelestis, instrumentalis e cantabilis, servendosi però dei numeri proporzionali per trovare ogni possibile relazione fra sensibilis e rationalis harmonia (ricordate sensus e ratio nella definizione di Boezio?), stabilendo una gamma planetaria sull'estensione di tre ottave e completando la descrizione dell'universo musicale con il canto delle gerarchie angeliche -- un immenso concerto polifonico ben lontano dalla ieratica staticità dell'armonia delle sfere.

    E Ugolino da Orvieto (c. 1380-post 1457) sostiene che il fine della musica theoretica è «praticae musicae intellectu speculativo rationem comprehendere, et in ea perspicaci intelligentiae speculo speculari»; inoltre afferma di aver dedotto le regole del contrappunto, quali sono esposte nel suo trattato, «proportionum merito et aurium (...) iudicio». Come scienza, la musica viene da molti accostata alla medicina: il medico, oltre che della terapia del corpo, si deve occupare anche dell'equilibrio spirituale del paziente, e da qui ha origine la trasposizione più interessante, nel pensiero umanistico, della musica humana di Boezio.

    «Medicina sanat animam per corpus, musica autem corpus per animam» è un pensiero di Giovanni Pico della Mirandola. E Marsilio Ficino: «La prima musica consiste ne la ragione, la seconda è posta nella fantasia, la terza sta ne le parole, la quale séguita il canto: il canto è seguitato dal moto delle dita nel suono: il suono è poi medesimamente seguitato dal moto di tutto il corpo, ouero nel ballare, ouero ne l'esercitarsi, sì che noi possiamo uedere che la musica dello animo di grado in grado discende et si conduce a tutte le membra del corpo la quale anchora gl'oratori, i poeti, i dipintori, gli scultori, gl'architettori ne l'opere loro vanno imitando; essendo dunque tanta similitudine tra la musica de l'animo e del corpo, che maraviglia è se un medesimo huomo cerca di temprar così il corpo come l'animo...»

    D'ora in avanti, mentre si accresce in modo considerevole l'importanza che viene attribuita all'attività compositiva, si tenderà a considerare il fenomeno acustico strettamente connesso ai suoi riflessi psicologici, non più sotto l'aspetto metafisico bensì con atteggiamento naturalistico.

    La musica verrà allora sovente paragonata alle altre arti, e in particolare all'architettura -- con chiaro riferimento alla complessità della costruzione musicale -- e alla pittura. Quest'ultima è detta da Leonardo da Vinci «mirabile scienza»: e la musica «non è da essere chiamata altro che sorella della pittura», in quanto è «figurazione dell'invisibile».

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