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Il matrimonio a tempo: una soluzione al problema degli alimenti?

C'è una cosa che trovo profondamente ingiusta, nel panorama delle separazioni fra coniugi e i conseguenti alimenti.

Perché una donna che è stata sposata con un uomo per due o tre anni al massimo, tornando incinta dal viaggio di nozze e quindi da subito "legittimata" a fare la casalinga, quando si separa deve ricevere degli alimenti da capogiro solo per aver messo due firme davanti al prete?

Due o tre anni persi della propria vita lavorativa consentono un risarcimento ETERNO? Deprimente.

Non trovate che sarebbe utile calcolare gli alimenti sulla base di quanto quel matrimonio è stato tale? Uno scatto ogni 5 anni, come nella Pubblica Amministrazione!

Se il matrimonio è un impegno, cosa si merita una persona che col marito c'è stata 24 mesi, prima di farlo scappare a gambe levate?

Chiaro che la mia domanda si riferisce a questi casi specifici, quindi prego tutti/e di non offendersi. Inkiappettate a vivo ne prendono sia gli uomini che le donne, e ognuno sa quanto brucia il SUO, di sedere.

Il matrimonio rinnovabile: uno sgambetto all'esercito delle mantenute?

:-)

Aggiornamento:

Sì, Ostica, vedrai quanti consensi, su una domanda del genere... ;-))))

Mi chiamavano l'Impopolare, rompevo i buglioni, rompevo i buglioni...ma le comari di un paesino non brillano certo in iniziativa, le contromisure fino a quel punto si limitarono all'invettiva ;-)))

Aggiornamento 2:

Joker...parlavo di CASI COME QUESTO, non della giurisprudenza corrente :-)

Lo so anche io come si chiama, ma "risarcimento" è più in tema con lo spirito della domanda...

Aggiornamento 3:

Bè, io butto il sasso nel lago, e più cerchi fa meglio è... ;-)

15 risposte

Classificazione
  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    sì, col cronometro in mano però.

    ----------------

    Anche questo è un problema insieme culturale e strutturale. Culturale nel senso che la legge in materia risente dei retaggi di famiglie ed ecosistemi sociali del 1930, con la definizione di ruoli familiari non paritari ed il riconoscimento di ruoli educativi e di sostegno disparitari e sessisti.

    Strutturale perchè la pressione di enti che non c'entrano niente come la CEI e motivi elettorali ci costringono a rappezzature del codice civile senza mai una vera riforma strutturale, codice civile che nel caso del diritto di famiglia si arrampica sugli specchi, fully unadequate.

    La legge è prima di tutto logica del diritto. Dunque si dovrebbe procedere in modo analitico...su un binario formato da due principi: la tutela dei minori e i pari diritti dei due...separandi. Il tutto con tempi tecnici compatibili con la durata della vita umana.

    Detto questo, la durata a tempo sarebbe una vera figàta, io farei tre anni rinnovabili con disdetta automatica; il problema sono i figli. Si potrebbe lavorare su di un progetto che stabilisce la durata del matrimonio civile in tre anni con disdetta automatica del contratto in assenza di rinnovo consensuale, con blocco del vincolo dalla nascita dei figli fino al 16esimo anno di età.....

    Però...non è facile. Ognuno, in un matrimonio, modifica la propria vita per tenere contro delle esigenze della famiglia...come calcolare tutto questo quando il rapporto finisce?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Sarebbe un'ottima proposta, il matrimonio a scaglioni!

    Nel tuo caso è durata due anni, un mio collega è stato cacciato di casa dopo 4 mesi di matrimonio...la madama s'è tenuta villetta e tutti gli oggetti, mentre lui paga il mutuo! In più si è inventata che lui la tradiva con le colleghe (infamando anche noi, che ovviamente ci siamo difese con una controdenuncia per calunnia e diffamazione), che si "inventava" orari lavorativi per uscire di nascosto (bugia anche questa, facciamo orari impossibili in alcuni periodi).

    Una vera s.tronza...Però siccome in Italia le cause durano anni e anni, lei si gode la casa e lui poveraccio è dovuto andare, a 34 anni, in affitto con studenti.

    Da questo punto di vista all'estero sono molto molto più avanti di noi, dove per sposarsi basta un giorno e per divorziare ci vogliono decenni.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    gli alimenti se li prende il coniuge piu debole economicamente in caso di separazione e coincide quasi sempre (ma non è così automatico) con la donna, perchè spesso è lei che lascia il lavoro per occuparsi dei figli, della casa e del marito, spesso su esplicita richiesta del marito stesso.

    mentre non accade viceversa (i casalinghi esistono ma sono una minoranza impercettibile)

    perciò il coniuge piu debole economicamente (quello che non ha uno stipendio o ce l'ha bassissimo) va tutelato. perchè con il matrimonio tu firmi per mantenere al partner il tenore di vita che hai.

    poi daccordissimo che molte donne (e anche un numero limitato di uomini) si approfittano di essere definiti coniugi economicamente deboli alle spese dell'ex.

    ma quando firmi il contratto del matrimonio, dovresti essere consapevole di quello che fai, e con chi decidi di passare la vita.

    molti uomini si sposano con delle vipere assetate di soldi.

    chi li ha obbligati a farlo?

    molte donne si sposano con dei bastardi padroni, o con uomini ch enon ci sono mai. chi le ha obbligate a farlo?

    nessuno. quindi dal momento che firmano quel contratto sanno a cosa vanno incontro. se non si è sicuri, esiste la convivenza, e tante altre soluzioni.

    molti si sposano per la festa e per i soldi dei parenti, o perchè fa figo, o sono arrivati all'età giusta. le motivazioni giuste sono altre.

    se non si seguono le motivazioni giuste, è normale prendersela in saccoccia.

    gli uomini se la prendono in saccoccia di piu con il divorzio, perchè sono quelli che in genere hanno piu soldi.

    ma una donna che guadagna piu dell'uomo rischia la stessa cosa.

    comunque, se dovessi divorziare, non chiederei nulla. (se ci sono figli pretenderei il contributo umano ed economico) ma in quanti avendo una possibilità di sfruttare e vendicarsi di un matrimonio fallito farebbero la stessa cosa?

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mica male.

    Mi fa piacere che ci siano persone dotate ci cervello che non ragionano facendo due pesi e due misure come tanti.

    Un bacio.

    __

    Simpafei, fra le promesse c'è anche quella di "sfruttare e spennare il proprio uomo che ugualmente si fa un mazzo così nella buona e nella cattiva sorte?"

    ___

    Cara, ma qualcuno ti ha mai voluto prendere a schiaffi? Sai com'è, quando si esprime un'idea scomoda fanno capolino un sacco di persone a cui prudono le mani..........

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Quando mai il risarcimento è eterno.

    1) non si chiama risarcimento ma assegno di mantenimento (se avessi usato "risarcimento" all' esame di privato mi avrebbero dato un calcio nel sedere ed esiliato dalla Federico II);

    2) non sempre la donna ha diritto all' assegno. L' assegno spetta al coniuge cui non sia addebitabile la separazione, se è stata la donna a causare la separazione non ha diritto al mantenimento, a meno che non versi in particolare stato di bisogno;

    3) bisogna separare separazione da divorzio. La separazione è uno stato transitorio che può sfociare in una riconciliazione o nel divorzio (dopo 2 anni): col divorzio si tende a rompere ogni legame e l'assegno è dovuto solo in condizioni particolari.

    Matrimonio rinnovabile? Perchè non qualcosa di simile ai PACS?

    Un metodo per ridurre il numero di separazioni e divorzi potrebbe essere quello di abrogare l' art. 151 comma 2 del Codice Civile, soluzione proposta più volte ma hanno sempre fatto orecchie da mercante. E' lì che si prevede l'addebitabilità della separazione, cioè l' assegno di mantenimento; se non fosse previsto la gente ci penserebbe milioni volte prima di separarsi.

    _____________________________

    CASI COME QUESTO: il tipo di unione lo devi scegliere prima non dopo (credo ci arrivino tutti ma proprio tutti a questo).

    Ma poi dimmi una cosa: perchè introdurre questo nuovo tipo di contratto (il matrimonio è un contratto, per chi scendesse dalle nuvole) quanto basterebbe abrogare un comma (ossia paragrafo) di un articolo? Sono solamente quattro righe, si eviterebbe prima di tutto un casino enorme sia dal punto vista etico (pensa ai cattolici, a me non andrebbe proprio di sentire altre lamentele, non si rendono conto che lo Stao deve essere laico) sia dal punto di vista pratico.

    Un' abrogazione di quattro righe, più semplice di così si muore.

  • 1 decennio fa

    mi fa estremamente piacere che questa riflessione/provocazione venga da una donna, che evidentemente si dimostra sensibile ed intelligente.

    Purtroppo in Italia le mamme ma anche le donne sono viste come soggetto da difendere a priori e perciò vengono iper garantite a scapito dell' uomo.

    Quando si parla di parità di sessi queste cose però non vengono mai a galla... dal mio punto di vista la parità ci dovrebbe essere sia di diritti ma anche di doveri, in questo caso perciò sono assolutamente in accordo con te, troppo comodo farsi sposare e poi farsi mantenere vitanaturaldurante ..

  • Esiste, e si chiama "accordo prematrimoniale".

    Ho letto di un accordo tra un vecchio riccone e una giovane modella, in pratica lei si sarebbe beccata alla morte di lui 500.000 dollari per ogni anno trascorso insieme ed in caso di divorzio non si sarebbe beccata assolutamente nulla.

    Mi pare parecchio squallido.

  • 1 decennio fa

    So che esiste la realtà delle donne che si approfittano economicamente degli ex coniugi.

    Ma non per questo il passare gli alimenti ad una ex-moglie dovrebbe essere trattato alla stregua di un contratto di "lavoro", come succede nella tua domanda.

    Una moglie non è un impiegato.

    Una moglie non prende necessariamente una gravidanza a pretesto per mettere i piedi sul tavolo e fare la mantenuta.

    Scegliere di seguire la famiglia e tirarsi su i figli, non vuol dire fare le mantenute......ogni volta che sento fare questo accostamento lo trovo estremamente offensivo nei confronti di quelle donne che scelgono una famiglia invece della carriera.

    Ergo, quando ci si separa, non si passa un "risarcimento" o una sorta di "liquidazione a rate" per il lavoro che si è svolto come moglie.......si dovrebbe invece provvedere al fabbisogno giornaliero di una persona che un tempo è stata la persona amata in primis, ed è la madre dei figli in secondo luogo.

    Se lei è in posizione di svantaggio economico, pretendere che il marito provveda al fabbisogno quotidiano di moglie e figli non è una cosa indecente.....ma da qualche tempo sembra, tristemente, che le ex mogli vengano solo viste come delle sanguisughe succhiasangue, che vivono alle spalle del marito e fanno la bella vita.

    (magari.....)

    Mah, sarà che io di realtà ne vedo tante, e non sono quelle delle riviste patinate.....sarà che ho visto anche mariti che hanno bellamente preso il volo e non passano un soldo a nessuno......sarà che parlo quotidianamente con assistenti sociali......sarà che io mi sono separata senza avere un lavoro eppure non ricevo mantenimento per me ma solo per i miei figli......sarà che so solo io cosa bisogna fare per vivere in tre con un determinato budget......sarà che so fin troppo bene le difficoltà che ha una madre a lavorare, e non per carenza di voglia.....

    Sarà per tutto questo, ma a me questo discorso va giù davvero storto.

    Che tristezza vedere tutto in termini di soldi e di "lavoro svolto".

    Come se amore, sogni, impegno, sacrifici, tempo e speranze naufragate in un matrimonio fallito non contassero niente di niente......

    Fonte/i: (sono sicuramente uscita dal tema della domanda, che parlava di matrimoni brevi e conseguente approfittarsi, quindi facciamo che ti ho risposto a quella questione "assegno di mantenimento" = "risarcimento per il lavoro svolto"......)
  • Silvia
    Lv 5
    1 decennio fa

    Io trovo assolutamente deprimente e profondamente ingiusta questa legge che prevede il "mantenimento" della ex moglie, anche quando questa sia perfettamente in grado di provvedere a se stessa con il suo lavoro.

    Nel caso in cui ci siano dei figli, è giusto che il padre contribuisca al loro mantenimento, ma sarebbe giusto che contribuisse SOLO ad essi, e non anche alla ex moglie.

    Essendo donna, dovrebbe farmi comodo questa mentalità, ma siccome non aspiro né a sposarmi né a farmi mantenere da nessuno, vedere e sapere che esistono ancora donne che hanno come unico obiettivo esistenziale quello di sposarsi, per garantirsi un futuro da mantenute, mi fa rabbrividire...soprattutto perché chi agisce così solitamente è la prima che va blaterando in giro che viviamo in un mondo maschilista ed auspica all'uguaglianza tra i sessi!

  • 1 decennio fa

    condivido pienamente. sono norme cristallizate su una società che non esiste più (ma che, purtroppo, vedo ritornare con sempre più forza) e oltretutto discriminanti tra chi la firmetta l'ha messa prima di restare gravida e chi invece ha preferito non farlo.

    Fonte/i: in una società civile i problemi di chi non ha mezzi di sostentamento dovrebbero ricadere sulla collettività, che così si attrezzerebbe per non sprecare competenze, non sui singoli, maschi o femmine che siano. (...peccato, era così bellino l'avatar con la foto)
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