flavio l ha chiesto in Arte e culturaPoesia · 1 decennio fa

domanda ginestra di leopardi?

allora....nella ginestra,ma anche nel dialogo della natura con un islandese,leopardi affronta questo suo solito tema della natura matrigna...ma lui se la prende con la natura matrigna oppure con i suoi effetti?quando leopardi parla del vulcano,oppure dei terremoti oppure di un frutto maturo che quando cade può distruggere un formicaio se la prende con questi fenomeni oppure con la natura che ce li ha dati in terra??

secondo i miei ragionamenti lui sostiene che i terremoti,i vulcani siano semplici manifestazioni della terra e si domanda il perchè la natura ce li ha messi sulla terra, ed ecco quindi che se la prende con la nautra...

Cercavo dei chiarimenti da voi....graziee

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    allora.. leopardi se la prende con la natura..

    nel primo periodo nel pessimismo storico vede la natura come una madre che ha dato all'uomo le illusioni in quanto sa che l'uomo per natura non vuole un piacere ma il piacere infinito e non può con la sua finitezza raggiungere un piacere infinito.. per qsto crede che la natura sia una madre benevola perchè con le illusioni fa credere all uomo di poter raggiungere il piacere. poi però con l avvento dell illuminismo l'uomo ha preferito la ragione con la quale ha potuto capire che la natura non è madre ma matrigna poichè l'uomo ha scoperto di non essere mai stato felice e mai lo sarà quindi se la prende con la natura proprio perchè lei che crea tutto ha fatto in modo che l'uomo nn possa raggiungere il piacere. (pessimismo cosmico) calando la sua biografia all interno del suo pensiero vedi che nel periodo di recanati crede di non poter avere i suoi surrogati di piacere poichè è un luogo dove nn ci sono le vestigia del passato per cui va a Roma sperando che li dove ci sono tnte cose che gli ricordano i Romani ecc (cioè coloro che prima dell illuminismo vivevano più a stretto contatto con la natura) possa avere i propri surrogati di piacere in realtà lui sta male anche li per ci ecco l approdo al pessimismo cosmico...

    nel dialogo della natura con un islandese quest ultimo avendo incontrato la natura (figura di donna tnto enorme da appoggiarsi su una collina) gli chiede perchè soffriamo e lei risp che ciò nn gl iinteressa, nn guarda se siamo più o meno felici ma le interessa il perdurare della specie nn agisce secondo una legge finalistica ma meccanicistica e materialistica quindi....sofferenza e dolore alla natura nn importano... poi l islandese chiede ancora CUI PRODEST? cioè A CHI GIOVA? la natura nn risp e la voce narrante per sottolineare il finale di incertezza dice che l islandese sarà o mangiato da 2 leoni o sarà ucciso da una tempesta di sabbia il suo corpo sarà così mummificato e ritrovato e messo in un museo...

    linfelicità dell uomo nn è causata da motivi interni (il vivere a recanati) ma esterni cioè nello spazio e nel tempo, ecco il perchè dell aggettivo "cosmico".

    l'uomo può fare solo 2 cose o assumere un atteggiamento di distacco (atarassia) o un atteggiam titanico cioè di sfida pur sapendo che perderà. cmq se ttt sono stati e saranno infelici unica soluzione è vivere associati vivere in fasci cm le ginestre che si piegano dove tira il vento ma nn si spezzano così vivendo in fasci resistono meglio alla natura.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 1 decennio fa

    la natura non è vista come divinità distaccata (se non nelle operette morali) ma E' il vulcano, E' la mela che cade.... non so se è chiaro?? quindi L. parla del vulcano come manifestazione diretta della natura... le due cose sono una stessa verità... ciò che si pone in opposizione rispetto alla natura è l'uomo (vale a dire la storia)..

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
  • 1 decennio fa

    le due opere appartengono a due periodi diversi e Leopardi presenta due temi differenti. Nel dialogo della natura con un islandese siamo ancora nella prima fase, in cui la natura viene presentata come un'entità malvagia che causa solamente l'infelicità nell'uomo. Per natura però Leopardi non intende solo il mondo naturale(vulcano, terremoti) ma l'insieme della nostra condizione umana(il ciclo cosmico,l'alternarsi continuo di vita e morte,il ciclo continuo di creazione e distruzione), e la nostra condizione di infelicità nasce dal fatto che la natura ci costringe a renderci conto della nostra finitezza e del non-senso della nostra esisteza, quando invece nostra aspirazione sarebbe il piacere infinito.

    La ginestra rappresenta il punto di arrivo di Leopardi, in cui si ha la completa fusione di poesia e filosofia. Compaiono ancora immagini di una natura malvagia, ma il messaggio è un altro: la ginestra che si piega all'eruzione del Vesuvio e al paesaggio di distruzione che le sta intorno, ma decide ugualmente di spargere il suo profumo al cielo,rappresenta la forza dolce e potente dello sguardo disperato che vede la nullità di tutte le cose.Il contenuto della poesia è la nullità stessa delle cose, ma la forza della poesia, del canto, è in grado di elevare il poeta al di sopra del nulla stesso: a questo punto Leopardi si rende conto che la conoscenza della nullità può addirittura entusiasmare e consolare l'uomo nel momento in cui ne vengono messe in risalto la forza e la vitalità attraverso l'espressione nella forma poetica.

    Leopardi è uno dei più grandi poeti della storia, ma spesso si dimentica che è stato anche un grande filosofo e che per commentare le sue opere bisogna conoscere a fondo il suo pensiero. Quando Leopardi parla di Natura, parla della sua concezione del Divenire eterno come continua creazione e distruzione senza alcun senso finalistico.

    • Commenter avatarAccedi per rispondere alle risposte
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.