Sapete descrivermi bene la depressione?

So, molto superficialmente, che cos'è la depressione, ma mi spiegate bene che cosa significa dettagliatamente? Le possibili cause e gli effetti meno e più nocivi? E soprattutto: è possibile che si verifichi nell' adolescenza (13/16 anni)?

10 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Una depressione lieve interessa fino al 10% degli studenti delle scuole superiori, una moderata il 5-6% e una grave l'1-2%. La frequenza della diagnosi aumenta quando si utilizza un test standard per la depressione e gli adolescenti raramente rifiutano tali questionari. C'è un contributo genetico significativo alla depressione dell'adolescente e prima compare la depressione in un genitore, più precocemente essa probabilmente comparirà nell'adolescente. Più di metà dei comportamenti suicidi degli adolescenti deriva dalla depressione. La varietà dei sintomi è molto simile a quella degli adulti, ma i segni di depressione sono modificati dalle circostanze della vita dell'adolescente. Per esempio, l'abuso di sostanze è spesso l'automedicazione per la depressione. Gli adolescenti più giovani possono essere meno capaci di spiegare i sentimenti interiori o gli umori per motivi di sviluppo, mentre i giovani della media e tarda adolescenza possono credere che fare così è debolezza. La depressione durante l'adolescenza è trascurata almeno tanto quanto succede in altri gruppi di età. La depressione deve essere presa in considerazione quando un giovane, che prima si comportava bene, inizia ad andare male a scuola, si isola o commette azioni da delinquente. Le categorie diagnostiche e il trattamento della depressione dell'adolescente sono simili a quelli della depressione dell'adulto.

  • Anonimo
    7 anni fa

    potrebbe esserti utile questo forum per parlarne, chiedere consigli e sfogarti con altre persone:

    http://thelastship.forumfree.it/

  • Anonimo
    4 anni fa

    Ti suggerisco un sistema efficace per sbarazzarti dell'ansia http://sconfiggiansia.givitry.info/?3cC6

    La durata dell'attacco di panico varia da individuo a individuo: i sintomi, di solito, raggiungono il picco nei primi dieci minuti e svaniscono nella prima mezz'ora. Nei casi più gravi, però, un attacco di panico può durare fino a un giorno intero. Inoltre, chi soffre di attacchi di panico ricorrenti, inaspettati e che per almeno un mese vive nel timore della loro comparsa, può incorrere in un disturbo chiamato “disturbo di panico”.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    La depressione è una patologia dell'umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il "funzionamento" di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale[1]. La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.

    La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica.

    Eziologia [modifica]

    Le cause che portano alla depressione sono ancora oggi poco chiare. Inizialmente vi erano due correnti opposte di pensiero, una che attribuiva maggiore importanza alle cause biologiche, l'altra a quelle psicologiche. Oggi i dati disponibili suggeriscono che la depressione sia una combinazione di fattori genetici, ambientali e psicologici. [13]

    Fattori familiari e genetici [modifica]

    Gli studi sui gemelli monozigoti e dizigoti e sui soggetti adottati hanno dimostrato una certa ereditabilità dei disturbi depressivi, anche se in modo meno consistente rispetto al disturbo bipolare. [14] Il tasso di ereditabilità per i sintomi depressivi si attesta attorno al 76%. [15] La depressione, quindi, come molte altre malattie psichiatriche, non segue un modello di trasmissione diretta, bensì un modello dove sono coinvolti più geni. [16] L'ereditarietà è comunque meno probabile per le forme di depressione lievi, mentre sembra incidere più fortemente nelle depressioni ad esordio precoce: il 70% dei bambini depressi hanno, infatti, almeno un genitore che presenta un disturbo dell'umore. [17][18] Questo dato può essere dovuto in parte anche al fatto che un genitore depresso instaura una relazione non favorevole con il proprio figlio, già geneticamente vulnerabile, che aumenta la probabilità, per il bambino, di sviluppare un disturbo dell'umore. [19] L'influenza genetica nella depressione si evidenzia anche in altre ricerche: figli di genitori biologici depressi, ma cresciuti in famiglie adottive dove non sono presenti genitori depressi, dimostrano una probabilità 8 volte maggiore di sviluppare la depressione, rispetto a figli di genitori biologici non depressi.

    Fattori biologici [modifica]

    Una delle prime indicazioni che la depressione avesse anche delle basi biologiche si ebbe negli anni cinquanta. Durante quel periodo venne introdotto un farmaco, la reserpina, utilizzato per controllare la pressione sanguigna, che però aveva ingenti effetti collaterali, tra cui l'insorgenza di una depressione nel 20% dei pazienti. [20] Tale farmaco diminuiva la quantità di due neurotrasmettitori appartenenti alla famiglia delle monoammine: la serotonina e la noradrenalina. In seguito fu scoperto che un altro farmaco, utilizzato per curare la tubercolosi (l'iproniazide), provocava un miglioramento dell'umore. Questo farmaco, al contrario della reserpina, inibiva la monoaminossidasi, cioè quell'enzima che elimina la noradrenalina e la serotonina, provocando cioè un aumento di tali neurotrasmettitori.[21] Era quindi chiaro come la depressione, e l'umore in generale, fossero legati ai livelli dei neurotrasmettitori monoaminici. Nacque così l'idea, definita ipotesi monoaminica dei disturbi dell'umore o ipotesi delle ammine biogene, che la depressione fosse una conseguenza di uno squilibrio di alcuni neurotrasmettitori.

    In realtà questa era una spiegazione troppo semplicistica e, infatti, non è possibile stabilire una relazione diretta tra umore e uno specifico neurotrasmettitore. [22] Altri fattori neurobiologici rivestono un ruolo fondamentale nell'eziologia dei disturbi dell'umore e di particolare importanza risulta essere l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene, cioè l'asse ormonale che mette in comunicazione le strutture limbiche, l'ipotalamo, e l'ipofisi, con il surrene.[23] Questo asse regola la risposta a lungo termine allo stress, inducendo il surrene al rilascio di ormoni glucocorticoidi, in particolare il cortisolo. Nei pazienti depressi si è riscontrata una iperattività dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e, di conseguenza, elevati dosi di cortisolo nel sangue. Elevate dosi di cortisolo provocano effetti dannosi per tutto l'organismo, tra cui: insonnia, diminuzione dell'appetito, diminuzione dell'interesse sessuale, aumento dell'espressione comportamentale dell'ansia, immunosoppressione, danni a vasi cerebrali e cardiaci. [24][25] La minor o maggior risposta allo stress da parte dell'asse ipotalamo-ipofisi-surrene sarebbe dovuto a influenze genetiche ed ambientali.

    Fonte/i: wikipedia..vai a vedere ci sono scritte tante altre cose..
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  • 1 decennio fa

    si certo la depressione in adolescenza e molto frequente spece se il ragazzo nn ha punti di riferimento o....solo se nn riescono ad avere un sogno o la nuova scuola ...ci sono mille modi !!i ragazzi sono splendidi maneggiare con cura

  • 1 decennio fa

    La depressione è una patologia dell'umore caratterizzata da un insieme di sintomi cognitivi, comportamentali, somatici ed affettivi che, nel loro insieme, sono in grado di diminuire in maniera da lieve a grave il tono dell'umore, compromettendo il "funzionamento" di una persona, nonché le sue abilità ad adattarsi alla vita sociale[1]. La depressione non è quindi, come spesso ritenuto, un semplice abbassamento dell'umore, ma un insieme di sintomi più o meno complessi che alterano anche in maniera consistente il modo in cui una persona ragiona, pensa e raffigura se stessa, gli altri e il mondo esterno.

    La depressione talvolta è associata ad ideazioni di tipo suicida o autolesionista, e quasi sempre si accompagna a deficit dell'attenzione e della concentrazione, insonnia, disturbi alimentari, estrema ed immotivata prostrazione fisica. L'episodio depressivo maggiore è caratterizzato da sintomi che durano almeno due settimane causando una compromissione significativa del funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.[2] Fra i principali sintomi si segnalano:

    1. Umore depresso per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno, come riportato dal soggetto o come osservato da altri.

    2. Marcata diminuzione di interesse o piacere per tutte, o quasi tutte, le attività per la maggior parte del giorno, quasi ogni giorno (anedonia).

    3. Significativa perdita di peso, in assenza di una dieta, o significativo aumento di peso, oppure diminuzione o aumento dell'appetito quasi ogni giorno.

    4. Insonnia o ipersonnia quasi ogni giorno.

    5. Agitazione o rallentamento psicomotorio quasi ogni giorno.

    6. Affaticabilità o mancanza di energia quasi ogni giorno.

    7. Sentimenti di autosvalutazione oppure sentimenti eccessivi o inappropriati di colpa quasi ogni giorno.

    8. Diminuzione della capacità di pensare o concentrarsi, o difficoltà a prendere decisioni, quasi ogni giorno.

    9. Ricorrenti pensieri di morte, ricorrente ideazione suicida senza elaborazione di piani specifici, oppure un tentativo di suicidio o l'elaborazione di un piano specifico per commettere suicidio.

    BEH CMQ NELL'ETà ADOLESCENZIALE ACCADONO TNT COSE...

  • 1 decennio fa
  • Anonimo
    1 decennio fa

    vai su wikipedia

  • Anonimo
    1 decennio fa

    no

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