Liuca ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Mi servirebbe urgentemente il riassunto di "la Chimera" di "Sebastiano Vassalli"....grazieee?

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Eccone due di riassunti:

    ..1RIASSUNTO:

    La protagonista, Antonia, viene abbandonata subito dopo la nascita in un convento di Novara e lì trascorre un'adolescenza difficile.

    All’età di dieci anni viene adottata da una famiglia di contadini della Bassa Valsesia e si trasferisce a Zardino, un piccolo paese. Il suo passato di esposta la perseguita nel piccolo paese, mentre la sua bellezza e la sua generosità sono oggetto d’invidia di alcune comari.

    Da questo momento in poi la vita di Antonia diventa sempre più difficile, nascono su di lei strane voci, storie e pregiudizi, che portano addirittura a una denuncia per stregoneria da parte del parroco, Don Teresio, al Sant’Uffizio. Antonia diventa il simbolo della libertà di pensiero che non si lascia schiacciare dalle pressioni esterne, lei non conosce la paura, vive la sua vicenda con serenità, e non confesserà mai gli atti di cui viene ingiustamente accusata; il suo unico errore è quello di non adeguarsi alla mentalità del suo tempo, così lontana dalla sua. Lei si presenta davanti alla morte sicura della sua onestà e coraggiosamente non si volta mai indietro, non rinnega la sua natura, ma sostiene la propria verità sino in fondo, senza compromessi di sorta. Le sue parole, troppo ambigue, vengono mal interpretate dall’inquisitore, che pensa di utilizzare il suo sfogo, dettato più dall’ira che da un cedimento psicologico, come confessione. Infine, Antonia viene tragicamente bruciata sul rogo.

    2RIASSUNTO

    questo è un buon riassunto

    Antonia, orfanella abbandonata nei pressi del convento di S. Michele a Novara, cresce tra le suore e le loro numerose funzioni religiose, la rigida disciplina del convento e la dottrina cattolica. Come tutte le "esposte" (abbandonate) del convento, è destinata ad essere "adottata" da un visitatore qualsiasi; all’età di dieci anni, Antonia è infatti presa in custodia dai due coniugi Nidasio, provenienti dalla "bassa" novarese, e precisamente da Zardino. Il suo arrivo al paese è fonte di voci e pettegolezzi delle comari, che si scandalizzano per la diversità della bambina e per la sua inutilità nella campagna. In realtà Antonia cresce molto bella ed intelligente, suscitando l’invidia di buona parte del paese. Nel frattempo la città di Novara è segnata da avvenimenti importanti: tra questi spicca il vescovado di Carlo Bascapè, uomo dai grandi ideali, inimicatosi con la Roma cattolica e corrotta del tempo e per questo confinato a Novara; nella sua nuova diocesi cambia radicalmente la vita dei fedeli, costringendoli ad una fede più sincera, meno scaramantica ed esteriore. Inoltre fa sostituire i molti preti e parroci corrotti (o quistoni), che si occupavano di usura, attività illecite e non caste. Le sue riforme raggiungono anche Zardino: il vecchio parroco Don Michele è infatti sostituito dal giovane ambizioso Don Teresio, che abitua i paesani a frequenti cerimonie ed offerte in denaro. Antonia viene presto scacciata dall’ambiente della chiesa per aver riso del vescovo Bascapè in visita a Zardino. Da quel momento tiene spesso in pubblico discorsi sull’inutilità dei preti e delle loro "favole" su paradiso ed inferno, atte solo a "spillare quattrini alla povera gente". Inoltre rifiuta proposte di matrimonio di nobili ricchi, ricoprendosi dell’accusa di "superbia" da parte del paese. Quest’accusa è resa più forte quando Antonia si fa ritrarre da un pittore nelle vesti della Madonna del Soccorso. All’età di diciannove anni la ragazza si innamora di un "camminante" (anarchico vagabondo della bassa) di nome Gasparo. Egli riunisce squadre di "risaroli" (miseri lavoratori delle piantagioni di riso) da portare a Zardino. I due si incontrano di notte di nascosto nei pressi del "dosso dell’albera" (collina con un castagno dove si pensava che le streghe si incontrassero col diavolo), e lui la inganna con grandi promesse. Antonia viene sorpresa più volte dai "Fratelli Cristiani" (sorta di vigili urbani dell’epoca, che impedivano fughe notturne ai risaroli), che la riportano a casa con la forza. Tutte questi comportamenti misteriosi della giovane alimentano le voci che ella sia una strega e che di notte partecipi ai "sabba" (incontri col diavolo). Antonia si vede così dapprima evitata dalla gente, poi isolata, poi ancora offesa. Infine Don Teresio la denuncia al Tribunale ecclesiastico di Novara, presieduto dall’inquisitore Manini; egli si interessa con grande fervore al caso per ridare l’indipendenza e l’importanza perduta al Tribunale, approfittando dell’assenza di Bascapè che si era recato a Roma. Vengono interrogati molti testimoni, che confermano la colpevolezza della "strega"; gli unici a raccontare la storia d’amore tra Antonia e il camminante sono l’amica Teresina, i genitori adottivi e il camparo Pietro Maffiolo. Questa storia, giudicata troppo semplice ed evidente, è però scartata. L’imputata viene così arrestata e torturata brutalmente perché confessi le sue colpe: stremata dal dolore ella afferma che di notte si incontrava con qualcun

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