Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

per fumatori: posto che è provato che fumare è dannosissimo, perchè non abbiamo la volontà di smettere?

al di là di ovvietà quali abitudine, vizio, sfogo ecc... non pensate che fumare possa essere un metodo inconscio di autodistruzione?

Aggiornamento:

io parlavo di una vera e propria ossessione... per me non esiste rimanere sotto i 2 pacchetti al gg.

è in quel caso che parlavo di autolesionismo

20 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Il fumo è una cosa potente...

    sotto ogni punto di vista.

    Secondo me neppure gli scienziati hanno capito bene fino a che punto può condizionare la vita di un individuo. Per ora si limitano ai danni fisici indotti, scientificamente provati. E su questo è nata una nuova speculazione (dopo quella dello stato che vende le sigarette a caro prezzo) fatta di mega aziende farmaceutiche, medicinali, impostori e cure miracolose.

    Il fumo altera il nostro organismo sia fisicamente che psicologicamente. Lo altera in maniera così invasiva da rendere il fumatore assolutamente incapace di rendersi conto che sta inalando centinaia di sostanze tossiche ad ogni boccata. Cioè.., saperlo non basta. Il fumo è come una droga. Anzi.. è una droga. E se si è drogati di fumo significa che il fumare diventa una priorità vitale (come mangiare o bere). Il senso di soddisfazione che si ha nell'assecondare il bisogno di fumare è incredibilmente appagante.

    Il fumo crea un piacere sempre più soddisfacente. E col tempo si tende ad assumere dosi sempre più alte. Oggi magari si è frenati dai rischi sulla salute e dal portafoglio, ma se il fumare non fosse dannoso, fumeremmo un po' tutti... e molto di più.

    Diciamo che una buona cosa sarebbe quella di contenersi. Cercare di rimandare qualche sigaretta. Cercare di prolungare una qualche faccenda affinché si possa rimandare anche la sigaretta. E' un metodo questo che aiuta a fumare di meno, ma non è affidabile, nel senso che il corpo ha sempre bisogno di una certa dose di veleni. E se in qualche occasione si arriva a fumare di meno è solo una questione di volontà psicologica e di sacrificio fisico. Ma l'organismo tende sempre a riprendersi quanto gli è stato negato nei periodi di astinenza, o di parziale astinenza. Pertanto, è probabile che dopo si fumeranno più sigarette o si cercherà di tirare con maggior forza e frequenza. Alla fine è sempre una questione di dosi. Il numero di sigarette è un dato non sempre veritiero. C'è gente che sta sempre con la sigaretta accesa ma che in realtà fa poche boccate. Altri che fanno qualche tiro e la buttano a metà o a 3/4. Altri ne fumano solo 10 ma poi in verità ne scroccano altre 6 o 7 in giro.

    Il fumo rilascia un piacere che è allo stesso tempo rilassante ed eccitante. Aiuta nei rapporti con gli altri, illude di crescere più in fretta durante la pubertà, è oggetto di piacere, compagnia e soddisfazione anche in solitudine, assolve un piccolo piacere erotico-orale, allevia la noia, funge da appagante digestivo dopo i pasti, aiuta a riflettere, ci concede delle pause forzate, si sposa stupendamente con il caffè, allontana la fame quando non è ora di mangiare, crea legami piacevolissimi con altri fumatori, soddisfa tutti e cinque i sensi quando tocchi, vedi, senti, gusti e aspiri dal tuo cilindretto; fa stile (aziende di moda e derivati), fa carattere (vedi nel cinema, stampa e tv), ecc..

    Insomma.. è un feticcio dai mille connotati.

    Io credo che quando la vita ti regala molto poco, forse il fumo restituisce un po' di piacere e allevia a suo modo le angosce... Può sembrare patetico, ma c'è gente che dice di "vivere per fumare".

    Probabile che il solo fatto di accertare scientificamente i rischi del fumare ponga la fine su ulteriori ricerche che invece potrebbero minimizzare o ridurre gli effetti nocivi in particolari condizioni. Perché se il fumo facesse sempre male allo stesso modo, tutti dovrebbero morire più o meno allo stesso modo e ben prima dei 70 anni, traguardo che è appetibile anche da un non fumatore. Eppure questo non avviene sempre...

    Quindi perché smettere? Perché privarsi di un piacere così soddisfacente? Forse per recuperare qualche anno teorico di vecchiaia in più? Ha senso? Boh...

    L'unico modo per smettere, e con questo rispondo alla domanda, è avere delle motivazioni talmente impellenti da superare il vizio stesso.

    Ci sono molte cose ancora da scoprire sul fumo. Non credo sia così nefasto come lo si vorrebbe dipingere sempre (o almeno non lo è per tutti allo stesso modo e con le stesse conseguenze. Ci sono persone che si adattano meglio e altre che si adattano molto meno).

    Da non sottovalutare il fatto che il fumo allevia lo stress. Oggi lo stress è la prima causa di mortalità anche se in pochi lo dicono. Ci sono sempre gli speculatori salutisti che amano scambiare i morti per stress con i morti da avvelenamento tossico da fumo. Lo stress e la depressione... uccidono molto più di uno o due pacchetti di bionde. Chi fuma molto, ma conduce una vita serena e appagante in un ambiente salutare sarà meno a rischio di uno che fuma molto meno ma che vive in una città inquinata e in preda a mille insoddisfazioni e insicurezze. Anzi.., il fumo tende ad alleviare il nervosismo e la depressione, regalando qualche minuto di distrazione e di piacere. Per cui in definitiva, l'organismo si adatta a tutto.. ma questo adattamento non credo sia stato studiato a pieno.

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  • 1 decennio fa

    Che dirti, hai ragione.

    Poi se sia o meno un metodo inconscio autodistruttivo.....non ci giurerei.

    Direi invece che molti ( incluso me...) continuano a fumare perchè gli piace...semplicemente.

    Personalmente sono consapevole del fatto che per smettere, mi dovrà capitare qualcosa che mi metta una paura fottuta da smettere all'istante.

    Ciao

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Non lo so, io fumo da più di 11 anni e figurati che non lo sa nessuno della mia famiglia.... E' un segreto che mi porto dietro da sempre...

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Perchè non voglio.

    Perchè mi piace.

    Perchè il fatto che faccia male è una stronzàta.

    Mio padre si è ammalato di cancro ai polmoni con metastasi al cervello e alle ossa e...guarda un po': non fumava.

    Io penso che ognuno sia libero di fare quello che gli pare, dobbiamo finirla di fare i salvatori e i paladini della vita perchè tanto, la vita, se vuole mettertelo in quel posto lo fa comunque con o senza il tuo permesso

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  • 1 decennio fa

    la nicotina crea dipendenza!! è come una droga!!!

    anzi.. è una droga!!!

    se proviamo a smettere per qualche giorno iniziamo a vedere su di noi i primi segni dell' astinenza!! diventiamo nervosi, chi si attacca al cibo, chi risponde male senza motivo..ecc...ecc..

    ho provaot a smettere di fumare.. ho resistito 3 settimane, poi ho iniziato a dare di matto!!!

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  • 1 decennio fa

    Toccatemi tutto ma non le mie sigarette... tanto di qualcosa bisogna pur morire...!

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  • 1 decennio fa

    Può esserlo... Se vale anche per me è proprio inconscio inconscio. Non fumo tanto. So che potrei smettere domani... Ho smesso di fumare per un anno senza sentirne alcun bisogno. Eppure non ne ho proprio voglia. In questo momento della mia vita non ho proprio voglia di smettere.

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  • 1 decennio fa

    no, l' autodistruzione non credo... la nicotina è la droga che piu' velocemente fin dalla prima assunzione causa dipendenza... è solo questione di un enorme dipendenza!!!

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  • 1 decennio fa

    eh si, penso che sia una forma di autolesionismo, in un certo qual senso...

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  • Paola
    Lv 4
    1 decennio fa

    io quando sn nervosa ne ho assolutamente bisogno e so k fa male....nn so xk ma mi calma il fumo

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