Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaStoria · 1 decennio fa

quanto hitler prese da mussolini (negli anni 33-35) e quanto mussolini da hitler (38-43)?

in particolare: il corporativismo tedesco era esplicitamente mutuato da quello italiano? e l'idea del controllo della società attraverso istituzioni e mezzi di comunicazione di massa?

le leggi razziali italiane si rifacevano esplicitamente a quelle tedesche?

ecc..

conoscete qualche storico che ha particolarmente analizzato le analogie e le differenze tra i due sistemi?

4 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    inizialmente Hitler apprezzò molto M e poichè lui era al potere dal 1922 è ovvio che prese qualcosa da lui tanto che nella riunificazione dei territori abitati dai tedeschi (Austria, Sudeti ecc) fece l'unica eccezione con la parte di Tirolo (l'Alto Adige) ricadente nei territori italiani...ma la situazione economica tedesca...con industrie molto più fiorenti e con una crisi che si prospettò difficilissima per entrambi i paesi ma pesò molto di più in Germania fece cambiare completamente registro..nel rimo periodo quindi (33-35) le influenze furono fattivamente maggiori ma si trasformarono ben presto in "sorrisini di .scherno".nei diari scritti da Goebbels (ministro della propaganda) e pubblicati solo in parte in Italia ...gli accenni a M e agli italiani sono molto denigratori..e di sicuro totale allontanamento nel corso degli anni..infatti nel periodo successivo che indichi (38-43) L'Italia in difficoltà nelle sue guerre in Grecia ed in Africa ebbe bisogno dell'aiuto di Hitler che non glielo rifiutò ma che in seguito rinnegò poichè quell'intervento (e quello in Spagna nel 37) gli sottrassero forze per la Russia

    ..a partire dall'entrata in guerra dell'Italia (voluta da M proprio osservando le vittorie che in breve tempo il suo alleato inanellava) le difficoltà italiane furono subito palesi...non avevamo nè i mezzi ne le risorse per una guerra di quella estensione...l'allenza continuò ma l'atteggiamento di M. fu molto remissivo fino al culmine...qundo M dopo i contrasti continui col genero Galeazzo Ciano (l'unico che palesemente disprezzava H e non ne faceva mistero), inviso anche a H, si convinse a giustiziarlo anche per compiacere il governo tedesco del tempo (dai diari della figlia Edda e non solo!!).

    ..le leggi razziali sono state assolutamente recepite da M in nome dell'alleanza ma dobbiamo considerare che focolai antisemiti c'erano (e purtroppo sempre ci saranno!! ) nell' Italia di quel tempo...l'ideologia nazista supportata da una campagna propagandistica che non ha avuto pari nella storia valicò i confini del Reich e raggiunse l'Italia...posseggo una copia del Corriere dlla Sera del 19/9/1938 M in visita a Trieste parlando della questione cella razza diceva . (testualmente) ...la Storia ci insegna che gli imperi si conquistano con le armi ma si tengono col prestigio. E per il prestigio occorre una chiara severa coscienza razziale che stabilisca non soltanto delle differenze ma anche delle superiorità nettissime..." a questo concetto H lavorò in maniera maniacale dal momento del suo insediamento (la prima misura antiebraica fu presa nell'aprile del 1933 appena insediato alla Cancelleria!!!!) quelle di M vennero solo anni più tandi ...

    concludendo

    M al potere da più tempo di H al momento dell'insediamento del Cancelliere fu sicuramente un modello...ma ti assicuro che la politica di guerra e quella economica che H studiò insieme al suo apparato fu talmente predatoria da rasentare la follia...le conquiste miravamo a spoliare i paesi conquistati a unico beneficio delle Germania che ha violato sin dalle primissime conquiste ogni trattato internazionale...

    un saluto...spero che ce ne siano molti come te che desiderano capire di più questo periodo storico...

    ciao

  • Anonimo
    1 decennio fa

    In pratica come disse Mussolini "Hitler è un pazzo. La sua rivoluzione è soltanto una brutta copia della nostra..." testuali parole...

    Difatti il nazismo nasce come ideologia gemella al fascismo italiano, e tale rimane fino al 34-35, quando con l'eliminazione della corrente "di sinistra" facente capo a Röhm, la corrente "di destra" facente capo ad Hitler prende il sopravvento. Da questo momento il partito nazista abbraccia implicitamente il capitalismo e si prefigura come un'ideologia prettamente di destra, abbandonando ogni ipotesi rivoluzionaria e quindi rimanendo "socialista" solo nel nome. Questo come pegno ai poteri economici internazionali che l' avevano sostenuto finanziariamente nell' ascesa al potere. Il paragone tra fascismo e nazismo fu artificialmente mantenuto per fittizi motivi propagandistici di immagine pubblica.

    Si è detto:

    « Adolf Hitler è stato il miglior agente segreto che il capitalismo internazionale abbia mai avuto, il vero responsabile della scomparsa del fascismo »

    Mussolini inizialmente aveva espresso disapprovazione nei confronti della politica razzista espressa dal nazionalsocialismo. Tuttavia, a partire dal 1938, in concomitanza dell'alleanza con la Germania, il regime fascista promulgò una serie di decreti il cui insieme è noto come leggi razziali, che introducevano provvedimenti segregazionisti nei confronti degli ebrei italiani e dei sudditi di colore dell'Impero...

    Quindi diciamo che si sono copiati un po' a vicenda, però Mussolini non fu poi molto furbo...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Hitler aveva un debole per Mussolini che ha sempre dichiarato.

    Il nazismo nacque proprio facendo riferimento al modello italiano.

    Dop che il nazismo però si impose, e dopo che l'Italia aderì alla germania come paese alleato, fummo costretti a importare anche le loro leggi.

    Mussolini, aveva molti ebrei tra i suoi collaboratori, ed emanò le leggi razziali turandosi il naso.

  • Credo che le analogie ci siano, ma fino a un certo punto.

    Ti suggerisco Burleigh Wipperman "Lo stato razziale", per quanto riguarda il nazismo. Sul fascismo vai sul solito De Felice.

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