Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

A tutti i fan di Twin Peaks... eccovi la prima fan fiction italiana! Esprimete un giudizio please...!?

Twin Peaks: Libera da Bob

Scritta da: Andrea Cinalli

-Fanfiction del telefilm Twin Peaks (Canale 5, gennaio - giugno 1991), appartenente al genere what if?-

Capitolo 1

Laura si mise in posizione fetale, osservando le acque che scorrevano rapide nel fiume. Una leggera brezza le scompigliava i capelli.

Tirò un lungo sospiro.

Avrebbe dovuto piantarla di frequentare quegli uomini che desideravano solo un semplice amplesso. Lei voleva di più: un ragazzo sincero che fosse in grado di amarla come meritava. In fondo non pretendeva troppo.

Il destino le aveva sempre giocato un brutto tiro, ora sperava solo di ottenere ciò che da sempre bramava.

D'un tratto un'espressione di terrore le si dipinse in viso. Ricordò che vi era solo un ostacolo alla sua felicità: Bob.

Laura rabbrividì quando la nitida immagine del demone che tormentava la sua esistenza le balenò in mente. Inorridì quando pensò a quei folti capelli brizzolati che mettevano in evidenza quell'ampia fronte solcata da profonde rughe.

Un fascio di luce la colpì in pieno viso. Sollevò gli occhi. La giornata volgeva al termine, ma i raggi del sole irradiavano ancora la città.

Si schermì gli occhi con la mano destra e si portò una ciocca di capelli dietro l'orecchio sinistro.

Qualcuno le sfiorò una spalla. Si voltò di scatto.

Un uomo anziano che indossava un lungo impermeabile liso le si parò innanzi. Pete Martell.

Laura parve costernata. Abbozzò un'espressione di scusa. "Oh, io... ecco... non volevo".

L'uomo levò una mano in aria per farla tacere. Distese le labbra in largo sorriso. "Non devi scusarti! Le rive del lago di Twin Peaks non sono mica di mia proprietà!". Il suo sorriso sfociò in una fragorosa risata.

Anche Laura rise, poi balzò in piedi. "Sa, questo posto è l'ideale per schiarirsi la mente, per fare ordine...".

Pete colse quella nota stridula che si era insinuata nella voce della giovane. La scrutò in viso. "C'è qualcosa che ti preoccupa, non è vero?".

"Beh, conosce i problemi che affliggono noi adolescenti...", articolò in tono di scherno.

"Sua moglie, Catherine, è in casa?", aggiunse in seguito.

L'uomo le si fece vicino, tese una mano a carezzarle una guancia. "No, mia cara. Sono solo", sussurrò questi accostando le sue labbra all'orecchio destro della ragazza.

Laura indietreggiò di alcuni passi lentamente, esitando. "Bé, non credo sia una buona idea". Scoccò un'occhiata fugace al suo orologio da polso.

"Ah, si è fatto tardi! I miei mi staranno aspettando... quindi vado...".

Prima che Pete potesse ribattere, girò sui tacchi e si allontanò a passo svelto.

Gli uomini... tutti uguali!, pensò la giovane con una smorfia di disgusto stampata in volto.

Capitolo 2

Laura percorse il vialetto che conduceva direttamente alla porta d'ingresso della sua abitazione. Frugò nella sua tracolla, da cui estrasse una chiave che infilò nella toppa. Il portone si aprì con un cigolio sommesso.

La giovane mosse un passo all'interno della casa. "C'è nessuno?", fece, guardinga.

Con passo felpato raggiunse la cucina. Sperava solo di non imbattersi in suo padre.

Oramai conosceva la verità, sapeva che Bob aveva preso possesso di lui. E che prima o poi l'avrebbe fatta fuori.

Laura deglutì cercando di scacciare quell'immagine dalla mente, si sfilò la giacca e, con noncuranza, la gettò su una lacera poltroncina posta in un angolo della sala.

A quanto pareva era sola in casa.

Trasse un profondo respiro e i suoi lineamenti si addolcirono. Accennò persino un sorriso.

Si avviò verso la rampa di scale che separava le stanze da letto dal resto dell'abitazione, quando improvvisamente distinse la figura imponente del padre, che si stagliava sulla soglia della porta della sua camera. "C...ciao. C...che ci fai qui?", scandì la ragazza, impallidita.

Leland incrociò le braccia sul petto, spalmandosi sulla parete tappezzata di quadri dell'ampio vestibolo. "Bé... io vivo qui...".

Udendo quelle parole, un brivido le serpeggiò lungo la schiena. Non riusciva ancora a capacitarsi che quell'essere disgustoso, viscido le era sempre stato accanto, giorno e notte.

Come se le avesse letto nel pensiero, il padre discese le scale e le si avvicinò. Le stampò un bacio sulla fronte.

Laura arricciò le labbra in una smorfia di disgusto, poi arretrò di alcuni passi. Un conato di vomito le salì su in gola. "Papà, devo ultimare i compiti. Posso andare nella mia stanza?".

L'uomo le cinse le spalle con un braccio e l'attirò delicatamente a sé. Poi la sospinse in avanti. "Desidero parlarti, cara".

La giovane sbiancò e si volse nuovamente verso il padre. "Ora? Non possiamo rimandare a dopo?".

Quando Leland scrollò il capo, gocce di sudore imperlarono la fronte spaziosa di Laura.

All'improvviso un tonfo echeggiò nella sala. Entrambi si voltarono.

Una donna sulla cinquantina, dal viso segnato da profonde rughe e dagli occhi infossati depose alcune buste sull'ampio tavolo che troneggiava in salotto. Sarah Palmer.

"Sono tornata. Ho fatto la spesa, così sta

Aggiornamento:

così stasera preparerò una cena succulenta!".

La madre di Laura stirò le labbra screpolate in un fioco sorriso. Trasse dalle buste alcune confezioni di biscotti al cioccolato, che sistemò nella credenza.

Laura esalò un lungo respiro e si allontanò con aria furtiva.

Quando Leland si rese conto che la figlia non era più al suo fianco, serrò i pugni. Si portò vicino allo specchio che copriva una parete della stanza e osservò l'immagine di Bob che vi era riflessa.

Aggiornamento 2:

Il seguito lo troverete in esclusiva su andrea-cinalli.blogspot.com!

3 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Ciao! Bellissima fanfiction, scrivi davvero bene!

    Scusa la domanda, ma per caso tu sei iscritto su EFP? Sai, perchè se è così credo che tu abbia commentato una mia storia...io su EFP sono Amimy...

    Se non sei tu ti chiedo scusa...ciaoo, fammi sapere...

    Ps:complimenti per la fanfiction, io adoro le what if...e come ho già detto, scrivi molto bene! Più tardi andrò sul tuo blog a vedere come continua, perchè mi piace!

    Ciaooo

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  • 1 decennio fa

    Avevo 14 anni quando nel '91 vidi Twin Peaks, credo che sia il miglio risultato di fiction televisiva, il seguito però mi deluse parecchio perché calò vistosamente di sarcasmo e mistero girandola tutta in chiave paranormale, mentre nel primo aleggiava solo l'ombra di qualcosa d'ultraterreno. Comunque i signori che fanno fiction oggi dovrebbero guardarla e imparare che si può fare del gran cinema anche in tv.

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  • 1 decennio fa

    IT'S TOO LONG

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