Mela ha chiesto in Scuola ed educazioneUniversità · 1 decennio fa

quanto vale continuare l'università?

Ho un'amica di 22 anni che sta facendo il primo anno di università, facoltà di scienze dell'educazione primaria. Ha perso un anno a scuola (un istituto tecnico-pubblicitario di livello educativo molto basso), ed un altro anno quando stava per iscriversi all'università per la morte di suo padre. Non essendo pratica non è riuscita a spedire la richiesta per la borsa di studi, e nei weekend deve fare la cameriera (pur avendo una piccola infermità a entrambi i polsi), in quanto la pensione di sua mamma e dello zio down che accudiscono non bastano a coprire le spese di vita (una volta i lavori di casa e nell'orto li sbrigava il padre). Ora si è scoperto che la madre ha l'Alzheimer, e le sorelle (tutte sposate) hanno detto che accudiranno la madre a turno in cambio della pensione, e chiuderanno lo zio in un centro. Non sono disponibili a ospitare anche la mia amica (loro sorella), in quanto (gente che è arrivata appena alla terza media) ritengono l'università un hobby per ricchi.

Cosa consiglio alla mia amica: lottare contro tutto e tutti almeno fino alla triennale (quando l'Alzeheimer diventerà troppo grave sarebbe comunque impensabile per lei riuscire a continuare), o lasciar stare tanto l'università dà solo un pezzo di carta e di seguire il destino di umiltà e miseria dal quale non è scampato nessuno nella sua famiglia o tra i suoi amici?

Aggiornamento:

Grazie per le risposte. Purtroppo infermieria non c'è nella sua università, inoltre anche se fosse possibile un passaggio simile avrebbe fatto tanti esami "inutili" (non riconoscibili nel passaggio) e rischierebbe quindi di perdere la borsa di studi per gli anni successivi. La madre è contenta che vada all'università, ma non si rende conto della situazione (anche perché non gliel'hanno spiegata). Una laurea "inutile" e magari solo triennale può valere lo stesso a qualcosa?

Aggiornamento 2:

La mamma perde qualche colpo. Le dice di non preoccuparsi che le sue sorelle sono stupide e la proteggerà lei, ma non le hanno detto che malattia ha per non preoccuparla (del resto sono solo ipotesi legate ai risultati della rm che hanno evidenziato la degenerazione cerebrale). Quando non ragionerà più avrà poco da proteggere: una sorella vuole già adesso cointestarsi la pensione "per andargliela a ritirare". La madre è una buona donna, ma analfabeta (si fa fare i numeri sul cellulare e leggere le lettere). Accetta di stare a casa se la figlia ha lezione fino alle 7 di sera (anche se è sempre meno autonoma nello sbrigare le faccende), ma questo per le sorelle è come fumo negli occhi.

3 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Migliore risposta

    Il problema è: la tua amica è in grado di garantirsi un futuro nel prossimo futuro grazie alla laurea?

    Scienze della formazione non è una delle lauree più rikieste al momento, per cui riskierebbe di sacrificarsi per 3 anni senza poi raccogliere i frutti del suo lavoro.

    Perkè non dedicarsi a un altro corso di laurea, più spendibile nel mercato del lavoro (infermieristica, economia)?? Certo, deve essere in grado di affrontarlo, altrimenti sarebbe solo uno spreco di soldi, tempo e fatica...

  • 1 decennio fa

    Mi dispiace molto per questa situazione, però devo concordare con il primo utente.

    Al giorno d'oggi conseguire un laurea è importantissimo, ma lo ancor di più conseguire quella "giusta" per ognuno di noi.

    Se ad esempio ho necessità di trovare in breve tempo un lavoro non prenderò mai in considerazione Medicina (che porta via 10 anni di duro studio) o una facoltà scientifica difficile come Ingegneria (dove è facile rimanere indietro con gli esami).

    Francamente il percorso che ha intrapreso non è uno dei migliori in ottica lavorativa, meglio sarebbe secondo me optare per lauree dell'area sanitaria (s. infermieristiche, tecnico di radiologia), lauree che già dopo tre anni offrono ottime prospettive di lavoro.

  • 1 decennio fa

    L'educazione va vista come un investimento. Certamente al'inizio comporta solo spese e sacrifici, ma in un secondo tempo le conoscenze aquisite possono servire per garantire un futuro migliore. Ovviamente si tratta di una situazione difficilissima, è comprensibile trovarsi tra due fuochi. Certo che bisogna pensare anche ai propri genitori, ma se bisogna sacrificare la propria vita per colmare questo debito infinito, si rischia di vivere con la rabbia per la famiglia e per le occasioni perdute. Cosa pensa la madre di questa situazione? E' ancora abbastanza lucida per esprimere la sua opinione?

    Certamente anche le sorelle vivono una situazione complicata, ed è lodevole il sacrificio che sono disposte a compiere, ma non lasciare scampo anche alla tua amica, sembra quasi un atto di egoismo, per non darle ciò che loro dalla vita non hanno mai ottenuto. So che sembra un pò crudele, ma secondo me a questo punto la tua amica dovrebbe continuare a studiare. Mi sembra disposta al sacrificio, una brava persona, che avrà modo, se crede in sè stessa, di riscattarsi. Ma non potrà farlo se non le si concede almeno la possibilità.

    Fonte/i: Rispondo alle aggiunte: come la madre non si rende conto della situazione? E' forse per la malattia (ma mi era sembrato di capire che non è ancora allo stadio avanzato), o perchè le stanno nascondendo qualcosa? Non può la figlia farsi forza con ciò che pensa la madre?
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