Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scienze socialiStudi di genere · 1 decennio fa

Trovate giusto che i ginecologi abbiano la facoltà di non svolgere il loro lavoro?

Domanda ispirata dalla risposta a marieblu.

Fare il ginecologo è una scelta che richiede anni di studio, ma che in termini economici paga MOLTO bene. Un ginecologo guadagna infatti dai 6.000 ai 20.000 euro al mese, ovviamente dipende dalla parcella e dagli incarichi.

I compiti di questa figura professionale sono curare determinati problemi e seguire le gravidanze. Le gravidanze per legge possono essere interrotte entro i 3 mesi.

Fatte queste premesse, è giusto che il ginecologo, che SCEGLIE questo mestiere, possa RIFIUTARSI di farlo in base ai SUOI principi morali?

Un antiabortista che sceglie di fare il ginecologo per poi diventare obiettore, non è un danno per la società che comunque deve GARANTIRE questo tipo di servizio su tutto il territorio nazionale?

Ci sono regioni in cui il 75% dei dottori sono obiettori (dati Istat 2007), questo significa che una donna, che già prende una decisione difficile e dolorosa, è costretta a prendere giorni di ferie, spostarsi, andare a caccia del medico non obiettore, sottoporsi a decine di visite, domande e ispezioni psicologiche, subendo quindi ulteriore stress e anche violenza psicologica vedendosi sbattere porte in faccia.

Perché dunque questi "dottori" non scelgono altre branche come ortopedia, o pediatria, o oncologia?

E perché la legge, che si scaglia contro i "fannulloni" (brunetta docet), permette invece a "certe" figure professionali di lavorare facoltativamente?

Aggiornamento:

Sapevo che questa domanda avrebbe scatenato un vespaio. Non mi piace chi sta scendendo sul personale, dicendo come la pensa LUI: qui si parla di un SERVIZIO PUBBLICO, che vi piaccia o no, CHE VIENE A MANCARE per motivi PERSONALI.

E i motivi personali sono pericolosi, sempre e comunque, che siano giusti o sbagliati.

Se si legittima che il ginecologo si rifiuti di dare una pillola, si legittimerà anche un testimone di geova che non fa una trasfusione al un moribondo. Sono entrambi motivi etici assolutamente soggettivi.

Diverse ovviamente sono le reazioni: i fautori della "vita a tutti i costi" preferirebbero infliggere la punizione di un figlio a chi non lo vuole piuttosto che aprire la mente anche a chi la pensa diversamente.

Aggiornamento 2:

Aggiungo: io non ho figli e non ne voglio, e non ho mai abortito perché so cautelarmi. Ma non tutti sono così responsabili e attenti. Far mettere al mondo un figlio a questa gente col motivo "così impari la prossima volta" fa più male al futuro genitore menefreghista o al bambino che si vedrà privato di una famiglia responsabile e che lo voglia davvero?

NON DIMENTICATE BABY P.

32 risposte

Classificazione
  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    Dunque, per una volta non so dare una risposta SECCA.

    Fatti alla mano, ritengo valida soprattutto la risposta di CapitanSimo, che ti dimostra che il medico che si sottopone al giuramento d'Ippocrate potrebbe obiettare in base ad esso.

    E' valido però anche il discorso di Sacerdotessa: posto che una donna scelga di abortire, deve prendersi gli orari di tutti i non obiettori per sottoporsi alle cure?

    Lo so, ci sono le cliniche private.

    E chi non se le può permettere che deve fare? Deve essere COSTRETTO a modificare la sua scelta personale di abortire per...mancanza di reddito???

    Legittima l'obiezione di coscienza del medico, ma legittimo anche il diritto di scelta della paziente.

    Siamo di fronte a un problema di LIBERTA' CONTRO LIBERTA'.

    Quale vale di più dell'altra?

    Quella della paziente, che ha diritto di scelta sull'abortire o meno, o quella del medico che ha diritto di non essere costretto a violare i suoi principi etici?

    Entrambe sono sostenute da presupposti legislativi ed anche etici, se vogliamo (perché sì, la libertà di scelta è un principio ETICO, o per lo meno dovrebbe esserlo).

    Personalmente do una prevalenza leggera alla libertà di scelta della paziente, anche perché è vero: un medico sa perfettamente PRIMA di diventare medico cosa comporta la sua professione.

    Come il soldato sa che la sua professione contempla l'andare in guerra per guerre che PERSONALMENTE non ritiene giuste, ad ammazzare altre persone. Quindi devono tutti fare diserzione quando scoppiano le guerre?

    No, mi spiace, troppo comodo.

    Le scelte si soppesano PRIMA con tutti i pro e i contro, e con tutte le conseguenze.

    Hai voluto fare il ginecologo? Fai il tuo dovere.

    Sei antiabortista? Bene, nella tua clinica privata puoi rifiutarti di fare aborti.

    Se io ho diritto all'assistenza medica, tu devi darmela: non ti chiedo un piacere personale, è un tuo dovere.

    Se poi pensi che la vita che vuoi difendere NON facendo il tuo lavoro è più importante del lavoro stesso, semplicemente fanne un altro, e DIMOSTRA che peso dai alle cose coi fatti.

    Alla luce di questo, ve ne prego, non facciamo obiezioni come "ci sono gli anticoncezionali, potevi pensarci prima", altrimenti bisogna per forza dire, appunto "fa parte del lavoro tuo, potevi pensarci prima e farne un altro". Non è così semplice la questione.

    E non venite a dirmi "il lavoro non te lo puoi scegliere sempre", perché qui non parliamo di un impiego part time al call center, qui parliamo di una professione che richiede ANNI di studio e sacrifici, e che quindi non è un lavoro di ripiego e non qualificato.

    Forse sembro deciso nella scelta, ma devo dire che è veramente dura qui prendere posizione, proprio per il motivo detto prima.

    Però se c'è un aut aut drastico, scelgo, NON SENZA PATEMI, quello che ho detto.

    Grazie a Moderna Geisha per la bellissima domanda, veramente costruttiva, e a Sasa per avermela segnalata.

    Nella mia sbadataggine stavo per perdermela.

    P.S.: Quasi dimenticavo: sottolineo anche i motivi TECNICI della questione, già ampiamente espressi da Sacerdotessa.

    E non pensano poco, visto soprattutto che sono specifici e non si possono paragonare a quelli di altre situazioni professionali (leggi: sospensione della terapia).

    _______________________________________________

    E io ripeto: fa il suo dovere rispetto al giuramento d'Ippocrate, ok.

    Ma è quella l'unica legge?

    Allora dobbiamo arrestare quelli che praticano gli aborti in strutture pubbliche perché stanno contravvenendo al dovere prescritto da Ippocrate?

    Oltre al dovere di medico, c'è il dovere legato al fatto che stanno fornendo un servizio pubblico.

    Non ci piove sul primo, non ci piove nemmeno su questo.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Un medico antiabortista tiene fede al giuramento fatto.

    Legge o non legge.

    Fonte/i: http://www.unicz.it/didattica/corsi/anatomia_umana... Nella fattispecie (testo moderno): << Consapevole dell' importanza e della solennità dell' atto che compio e dell' impegno che assumo, giuro: [...] di perseguire come scopi esclusivi la difesa della vita [...] di non compiere mai atti idonei a provocare deliberatamente la morte di un paziente [...] di attenermi alla mia attività ai principi etici della solidarietà umana, contro i quali, nel rispetto della vita e della persona, non utilizzerò mai le mie conoscenze [...] di curare tutti i miei pazienti con eguale scrupolo e impegno indipendentemente dai sentimenti che essi mi ispirano e prescindendo da ogni differenza di razza, religione, nazionalità condizione sociale e ideologia politica; [...] >> ___________________________________ TENGO A PRECISARE CHE NON HO ESPRESSO NESSUN GIUDIZIO PERSONALE. __________________________ Ho letto la risposta di Duh, ed anche molte altre hanno un pensiero simile. Allora RIPETO quelle tre parole che già ho scritto (proverò col maiuscolo, magari si legge meglio): UN MEDICO ANTIABORTISTA FA ESATTAMENTE, UNICAMENTE e COMPLETAMENTE IL SUO DOVERE.
  • 1 decennio fa

    Un ginecologo che presta servizio solo in ospedale e non ha un ambulatorio privato, dove comunque visita e non opera, non guadagnerà MAI quelle cifre che, anche fossero lorde, sarebbero comunque ridicole.

    Specificato questo, un medico DEVE avere tutto il diritto di NON eseguire un intervento di interruzione volontaria di gravidanza e sarebbe vergognoso se vi fosse costretto. Sopprimere una vita non fà in alcun modo parte dei suoi obblighi di medico, anche se a tanti farebbe molto comodo.

    Qui si confonde il diritto a poter usufruire di una prestazione medica (posto che un aborto si possa definire tale!) con l'assurdità di costringere un medico a fornirtela. Esistono equipe di medici abortisti che viaggiano per garantire le sospensioni di gravidanza praticamente ovunque, sono pagati a peso d'oro e c'è gente che ha costruito fortune economiche e lavorative sul diritto degli altri ad essere obiettori.

    In Italia si può morire di qualsiasi cosa e si può restare in lista anni per un trapianto o un intervento realmente importante, ma gli aborti si fanno SEMPRE, COMUNQUE E A QUALSIASI COSTO.

    Non sempre si sceglie quella branca della medicina, spesso ci si adatta a quello che c'è disponibile, altrimenti sarebbero tutti neurochirurghi, cardiologi e trapiantisti.

    Il problema, quello vero, è che la gente stupida ha sempre bisogno di qualcunaltro che gli tolga le castagne dal fuoco...vuole essere libera di fare càzzate e pretende che gli altri siano obbligati a porvi rimedio...troppo troppo facile.

    PS Si eviti di tirare in ballo le solite gravidanze da stupro, a rischio salute della partoriente o altre amenità simile che, nessun medico si sogna di negare e che, statistiche alla mano, costituiscono meno del 5% del totale dei casi.

    -----------------------------------

    La domanda è: se una donna vuole abortire riesce comunque a farlo o deve far nascere un figlio che non vuole?!

    La risposte è SI, può abortire!

    Che poi pretenda di poterlo fare "dove", "come" e "quando" vuole non ha più nulla a che vedere con il concetto di servizio pubblico che, per inciso, non manca affatto proprio perchè è sancito per legge che ci sia qualcuno che debba supplire a questo rifiuto.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Certo che è giusto.

    Io sono un web designer, e mi sono sempre rifiutato di fare siti pornografici.

    Dove sta scritto che devo farlo per forza?

    Per il fatto che mi rifiuto di fare siti di pornografia dovevo forse andare a zappare la terra?

    ---

    No ragazze, qui stiamo scendendo nel ridicolo e, sinceramente, mi meraviglio di voi, vi credevo più intelligenti.

    Il concetto è molto semplice, ma voi siete troppo di parte e non riuscite ad essere obiettive:

    Ognuno sceglie il lavoro che preferisce, ma non per questo deve per forza fare tutto ciò che il suo mestiere prevede.

    Ripeto: io progetto e programmo siti web.

    Molti sono venuti da me e mi hanno fatto delle offerte davvero appetibili, altro che ginecologo, ma io ho sempre rifiutato perché tengo che la mia ditta mantenga un certo decoro e una certa immagine.

    Dov'è il problema?

    -------

    @Star * ♥ Simo

    Parli di danno? Scherzi spero. Far nascere un bambino è un danno?

    Il danno è nelle vostre teste.

    Siete voi che non usate le precauzioni e non vi fate il nodo al pene, non il ginecologo che si rifiuta di uccidere un bambino.

    Fate i vostri porci comodi pensando: "tanto posso sempre abortire"!

    E no cari miei, perché a parer mio, e non solo mio, la vita comincia dall'embrione. Per altri, fino a 3 mesi, l'embrione può essere considerato un comune pezzo di carne da macello.

    Rendetevi conto che così mettete il ginecologo difronte al fatto di dover commetere, in coscienza e non per la legge, un omicidio a tutti gli effetti.

    I vostri ragionamenti sono davvero deludenti.

    ----

    Allora, se la cosa deve essere di "servizio pubblico", fatevi fare un bel macchinario stile distributore di bevante:

    Inserite la moneta, vi mettete a gambe aperte davanti al macchinario e farà tutto in 5 minuti. Semplicissimo!

    Non costringiamo esseri umani pensanti a dover interrompere una vita ;)

    Per il resto: CHISSENEFREGA.

    Non sono un ginecologo, non sono incinto e non voglio figli.

    Ho solo detto la mia.

    Spolliciatemi ancora, questo non farà altro che incrementare la mia autostima.

    E ti posso fare ancora un altro esempio:

    Un avvocato può benissimo rifiutarsi di difendere un criminale.

    Non c'è scritto da nessuna parte che DEVE farlo perché se no crea un disagio o un DANNO.

    Buon proseguimento, per conto mio posso chiudere qui.

  • Che ne pensi delle risposte? Puoi accedere per votare la risposta.
  • .
    Lv 7
    1 decennio fa

    Quoto Capitan Simo e Logos.

    La motivazione? Etica personale e libertà di scelta sia per la donna che per il medico.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Capitan Simo ha risposto in modo esauriente alla tua domanda e a dirti la verità rimango sorpreso di quante persone pensino che il ginecologo debba per forza garantire l'aborto.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Si è giusto, altrimente diventerebbe una norma anti - costituzionale. La Costituzione difende la libertà di pensiero e le scelte etiche - religiose dei cittadini. Quindi un medico può liberamente scegliere se essere anti - abortista o meno

    Diverso discorso è chi si dichiara anti - abortista, per poi farlo in ambulatorio privato, ma questo è anche un reato, quindi...

    ______________________________________

    Moderna Geisha stai deviando dal discorso principale con i dettagli. La tutela della vita è un principio primario, come sa ogni medico, quindi nessun medico, anche obiettore di coscienza, potrà rifiutarsi di eseguire un aborto nell'eventualità la vita della madre sia in pericolo. Così come un medico non potrà rifiutare di eseguire una trasfusione ad un moribondo. Le convizioni etiche e religiose passano in secondo piano di fronte alla tutela della vita.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Secondo me invece è giustissimo. Tutti devono poter scegliere.

    Degli esempi:

    Un muratore potrà rifiutarsi di edificare una casa in una zona sismica, perdendo l'appalto pur di non avere la coscienza sporca.

    Un avvocato può decidere di non difendere un assassino.

    Ragazzi secondo me il vero problema sono gli adolescenti che non prendono precauzioni. E attenzione, non giudico nessuno: Io sono rimasta incinta giovanissima, a 19 anni.. Per una mancanza nostra.

    Ci siamo presi le nostre responsabilità, e se avessi abortito sarei stata solo una mer.da di donna che aveva pensato a farlo senza preservativo per poi uccidere una vita. Io la penso così, ci sono passata e so cosa significa....FARE LA SCELTA MIGLIORE.

    Un medico deve essere libero, e con lui ogni altra categoria.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Certo, se quel ginecologo è contrario all'aborto, ha tutto il diritto di rifiutarsi di particarlo.

    Trovo esauriente la risposta data da dr. House.....

  • 1 decennio fa

    La legge permette ai ginecologi l'obiezione di coscienza, chi sceglie di esercitare questa facoltà per legge è e resta comunque un ginecologo, nonostante il rifiuto di svolgere determinate pratiche che la sua professione contempla.

    E' giusta la legge?

    Credo di sì; fare il ginecologo non significa solo praticare aborti o prescrivere la pillola del giorno dopo, e se un medico non si sente di fare determinate cose, che ripeto fanno parte del suo lavoro ma non sono i soli ed unici compiti che la sua professione prevede, penso debba essere libero di scegliere di non farle.

    Anche perchè non penso si possa paragonare il dipendente comunale che si rifiuta di svolgere una sua mansione al ginecologo che decide di non praticare aborti, mi pare che il "peso" delle due decisioni sia un tantino diverso, questo va riconosciuto a prescindere da quella che è l'idea di ognuno di noi sulla questione-aborto.

    Al tempo stesso però lo stato dovrebbe cercare di evitare alle donne che scelgono di ricorrere a questa pratica, già di per sè molto dolorosa e difficile da affrontare, di vedersi accollate ulteriori difficoltà e stress.

  • .
    Lv 6
    1 decennio fa

    l'obiettore di coscienza si assume la responsabilità della sua scelta, ed eventualmente ne subisce le conseguenze.

    dalla Costituzione Italiana:

    Art. 8.

    Tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge.

    Le confessioni religiose diverse dalla cattolica hanno diritto di organizzarsi secondo i propri statuti, in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano.

    I loro rapporti con lo Stato sono regolati per legge sulla base di intese con le relative rappresentanze.

    "in quanto non contrastino con l'ordinamento giuridico italiano".

    queste 9 parole impediscono ad un medico testimone di Geova di non fare una trasfusione a un moribondo senza beccarsi una denuncia, l'omissione di soccorso è un reato.

    un medico che rifiuta per coscienza di interrompere una gravidanza non mi pare che stia compiendo un reato.

    A meno che tu non voglia insinuare che la libertà di una potenziale mamma ha più valore della libertà del medico in questione... non sarebbe discriminazione questa?

    Fonte/i: ah..quoto simo e logos
Altre domande? Fai una domanda e ottieni le risposte che cerchi.