Apu ha chiesto in Arte e culturaArte e cultura - Altro · 1 decennio fa

quello ke sapete sulla cultura SINU!?

ho bisogno assolutamente di sapere qualsiasi cosa sulla cultura o dinastia SINU...foto...documenti...qualsiasi cosa la riguardi!!

se sapete o riuscite a trovare qualcosa rispondete!!!

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    I Sinù erano una popolazione che occupava le coste e le zone interne della Colombia. In particolare le sponde del fiume Sinù e del fiume Cauca.

    All'arrivo del "conquistador" Pedro de Heredia, nel 1533, il popolo dei Sinù era diviso in tre domini, Pancenù, Fincenù e Cenofana. I tre signori di questi domini erano tre fratelli (di cui una donna, Cenofana).

    Il feroce Pedro de Heredia saccheggiò le tombe Sinù in cerca di oro e massacrò sistematicamente questo popolo pacifico, che non seppe contrastare l'impatto devastatore degli spagnoli e soprattutto le malattie e i virus che venivano inconsapevolmente trasportati dagli europei.

    L'economia dei Sinù era basata sulla agricoltura. Si coltivava principalmente mais e yuca. Il popolo dei Sinù si distinse per aver costruito dei canali nelle pianure situate tra il fiume Cauca e il Sinù. Questi canali servivavno per irrigare vaste zone agricole. Grande importanza aveva per i Sinù l'oro, che serviva per adornare le tombe.

    Gli ultimi ritrovamenti archeologici hanno confermato che la zona fu abitata fin dal primo millennio avanti Cristo.

    A Puerto Hormiga e a Malambo sono stati ritrovati numerosi frammenti di ceramica e manufatti usati per lavorare la terracotta. Sono stati sottoposti alla prova del carbonio 14 e si è accertato che risalgono al 1120 prima di Cristo.

    Nei primi secoli dopo Cristo iniziò il passaggio da una società egualitaria a piccoli domini indipendenti tra loro guidati da Cacique.

    In base ad attenti studi linguistici si è potuto stabilire che i Sinù ebbero origine amazzonica.

    Infatti parlavano una lingua del ceppo Caribe, parlata in Amazzonia e nei Caraibi. Quando il castigliano Pedro de Heredia fece le sue prime incursioni in questo territorio, il popolo dei Sinù si divideva in tre domini: Pancenù, Fincenù e Cenofana.

    Alla base dell’economia Sinù vi era l’agricoltura. Avevano costruito dei canali che utilizzavano per irrigare enormi aree coltivabili.

    Il popolo dei Sinù si distinse anche nell’artigianato e nella tessitura. Producevano vasi di ceramica decorati con figure antropomorfe e tessuti di cotone che venivano scambiati con i popoli vicini.

    Vi erano tre centri principali: Mexion, Yapel e Fincenù. Quest’ultimo era il luogo religioso più importante e veniva utilizzato per la sepoltura dei Cacique.

    Sulle fosse venivano piantati degli alberi, dove si lasciavano tintinnare al vento dei dischi e delle campane d’oro.

    I Sinù avevano un rapporto particolare con l’oro e le pietre preziose. Innanzitutto non vi davano un valore intrinseco, ma piuttosto spirituale, connesso alla Divinità principale, il Sole. I monili d’oro, magnificamente lavorati, venivano lasciati insieme ad armi e tessuti nelle tombe per accompagnare il defunto nell’ultimo viaggio.

    In questi templi si ritrovarono idoli di legno ricoperti d’oro massiccio e purtroppo vennero fusi e inviati in Spagna.

    Il principale responsabile del genocidio del popolo Sinù fu il terribile “conquistador” Pedro de Heredia, il fondatore di Cartagena de Indias.

    Fu costretto a lasciare la Spagna a circa vent’anni perché ricercato dalla giustizia. Aveva infatti ucciso tre uomini che lo avevano assalito giorni prima. Arrivò a Santo Domingo e quindi procedette per Santa Marta, città recentemente fondata dal sivigliano Rodrigo de Bastidas.

    Venne a contatto con gli indigeni Tayrona, che abitavano presso la costa e sulle pendici della Sierra Nevada, enorme massiccio montagnoso delle vicinanze. Scambiava oggetti di poco valore, quali specchi, pettini e posate con monili d’oro, che per i nativi avevano solo valore ornamentale.

    Presto si rese conto che con qualche sforzo in più avrebbe potuto appropriarsi di immense fortune.

    Fu coinvolto in scaramucce con i nativi nelle quali cominciò a delinearsi il suo carattere spietato e crudele.

    Siccome alcuni mercanti spagnoli gli descrissero il territorio a sud-ovest, percorso dal fiume Sinù, narrandogli che era abitato da un popolo innocuo e ricchissimo d’oro, iniziò ad architettare il suo piano. Rientrò in Spagna e chiese di poter conferire con il Re Carlo V, per chiedere di essere riconosciuto governatore di quella zona e poter fondare una città.

    Consegnò alla Corona un quinto dell’oro e delle pietre preziose che depredò ai Tayrona. La madre dell’Imperatore Juana la Loca, gli concesse il titolo di governatore della costa caraibica, dal Rio Magdalena al golfo di Urabà e la possibilità di fondare una città. Heredia giunse nella baia di Calamar nel 1533, insenatura che era stata scoperta da Juan de La Cosa circa trent’anni prima.

    Fu aiutato dalla “India Catalina” una nativa di Zamba, che gli fece da interprete e consigliera.

    Inizialmente si scontrò con gli indigeni Calamar, e risultò vittorioso. Nel giugno del 1533 fondò l’avamposto di Cartagena, che acquisì presto più importanza di Santa Marta, a causa del porto naturale protetto.

    Ma Heredia non si era scordato delle parole dei commercianti castigliani che gli avevano parlato delle

    Quasi affacciata sul mar dei Caraibi la cultura Synu è famosa per i manufatti in preziosa falsa filigrana d'oro fusa.

    Era la regione del gran Zenù nei dipartimenti del bolivar del Sucre e parte dell'Antioquia dove i Sinu si distinsero per le loro straordinarie opere di ingegneria idraulica legate allo sviluppo della canalizzazione delle acque.

    L'abbondanza dell'oro nei loro territori attirò inesorabilmente la cupidigia degli spagnoli che ben presto ne distrussero ogni traccia.

    Tra i curiosi oggetti rinvenuti possiamo ricordare alcuni manufatti in oro riproducenti una conchiglia che veniva usata per coprire gli organi genitali maschili.

    Il grande potere delegato alle donne si manifesta nei ritrovamenti di straordinari collier in filigrana, anche la natura è celebrata nelle molteplici raffigurazioni di animali tra i quali coccodrilli, formichieri, rapaci e giaguari.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    boh

    stasera c'è il gf, e vai!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

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