? ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

sintesi ben venga maggio?

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    Lv 4
    1 decennio fa
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    Il Maggio Musicale Fiorentino è una prestigiosa manifestazione artistica organizzata a Firenze. È un festival annuale di opere liriche, concerti, balletti e spettacoli di prosa fondato nel 1933 su iniziativa del mecenate Luigi Ridolfi e del maestro Vittorio Gui, col successivo apporto del gerarca fascista Alessandro Pavolini successore di Ridolfi nel ruolo di Federale di Firenze. Solitamente ha luogo da fine aprile a inizio luglio.

    Dal 1986 il direttore principale dell'Orchestra del Maggio Musicale Fiorentino è Zubin Mehta, che nel 2006 ne è divenuto direttore onorario a vita. La compagnia di danza del Teatro del Maggio Musicale Fiorentino è denominata MaggioDanza ed è una delle principali formazioni attive in Italia.

    Pochi si soffermano sulle motivazioni che, in origine, hanno indotto ad organizzare a Firenze un festival musicale in un determinato periodo dell'anno da cui derivarne addirittura il nome. Il Maggio Musicale Fiorentino altro non è che il frutto moderno di un'antica gioia di vivere che in primavera vede cadenzare annualmente la sua ciclica rinascita e che una Firenze antica, inondata da fiori, onorava principalmente con balli, musiche e rappresentazioni teatrali.

    Il Calendimaggio, antica festa della primavera, si celebrava infatti il primo giorno di maggio - calende di maggio - con festeggiamenti che si prolungavano praticamente per tutto il mese. Oltre che fiorentina, il Calendimaggio è tradizione di tutta la Toscana e interessa altre regioni (Appennino dell'Emilia Romagna, Quattro province, Oltrepò Pavese, zone marginali liguri, ecc).

    A Firenze, "città del fiore", la festa cominciava il 30 aprile con la sospensione di ogni attività mercantile e artigiana e l'inizio di sfilate e cortei per le vie cittadine fra l'allegria della folla che colmava le strade, le finestre e i balconi, ornati per l'occasione da festoni di alloro, arazzi e bandiere. Per lungo tempo la festa, di origine pagana, ebbe anche un’impronta religiosa tanto che era usanza inghirlandare tutti i tabernacoli e alla Compagnia del Ceppo si offrivano addirittura fiori benedetti.

    A Calendimaggio l'Arte dei Calzolai onorava solennemente San Filippo suo protettore, allestendo un altare sul quale si celebravano messe all'aperto davanti alla statua del santo eretta in un'edicola all’esterno di Orsanmichele e tutto addobbavano con la propria bandiera, con fiori, con alloro e lumi, nonché con la consueta "fiorita", un tappeto per terra di foglie e fiori primaverili.

    I lieti tradizionali conviti di Calendimaggio accoglievano intorno alle mense, di popolo e di signori, parenti, amici e vicini che vi intervenivano. Nel Calendimaggio del 1274, come ricorderà più tardi il Boccaccio, Dante, allora fanciullo di nove anni, incontrò per la prima volta Beatrice.

    Le canzoni, dette "maggi", erano cantate da brigate di giovani e di ragazze che, in quel giorno, ornata la testa da ghirlande di fiori e intrecciando danze sotto la direzione della neoeletta "regina di maggio" o "sposa di maggio", andavano di casa in casa presso le fanciulle fidanzate, ricevendo in cambio fiori. Le comitive dei "cantamaggio", che usavano arricchire le loro melodie con "rifioriture" e ritornelli, e dei "maggiaioli", cioè coloro che cantavano le "maggiolate" e serenate, erano precedute da un giovane che portava "il majo", ramo fiorito e infioccato che rappresentava la primavera. Altri rami fioriti venivano appesi alla finestra e alla porta della casa dell'innamorata e delle fanciulle più belle. Di queste celebrazioni primaverili numerose sono le testimonianze poetiche, anche dotte, fra le quali quella famosa di Agnolo Poliziano e le ballate del Magnifico Lorenzo de' Medici. Al Poliziano si deve una delicata descrizione della festa:

    « Ben venga maggio /

    E ‘I gonfalon selvaggio! /

    Ben venga primavera! che vuoi l’uom s’innamori. /

    E voi donzelle a schiera! con li vostri amadori,! che di rose e di fiori, /

    vi fate belle in maggio,! Venite alla frescura! delli verdi arbuscelli »

    Al "maggio lirico" si affiancava il "maggio teatrante", una vera e propria rappresentazione teatrale: di argomento religioso - famoso il "Maggio di Sant'Uliva" -, romanzesco, storico e classico, era scritto e diretto dal "capomaggio". Il Calendimaggio era, in sintesi, tutto ciò che rende lieto l'animo dell'uomo: canto, gioco, danza, amore, mensa, spettacolo. Uno spettacolo che continua ad altissimo livello nei maggiori teatri cittadini nel corso del Maggio musicale fiorentino e che prende vita anche in altre forme.

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