Aude ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

aiuto x arte !!! importantissimo !!?

mi servirebbe un piccolo testo in cui illustrare l'ellenismo e le caratteristiche sociali e storiche del periodo e uno in cui illustrare l'altare di pergamo e il laocoonte, pleaseeee è x sabato !!!

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    L’Ellenismo è un periodo storico che inizia nel 323 a.C. con la morte di Alessandro Magno e termina simbolicamente intorno al 500 d.C., quando l’Accademia Platonica viene fatta chiudere da Giustiniano nell’ambito della persecuzione pagana. In senso stretto, però, l’Ellenismo si può far concludere nel 31 a.C. con la battaglia di Azio che segna la conquista romana sull’Oriente. Si distinguono, dunque, un Ellenismo greco (323 – 31 a.C.) ed uno romano (31 a.c. – 500 d.C. ca.).

    Alla morte di Alessandro l’impero viene diviso tra i suoi generali, i diadochi (dal greco “decomai”, cioè “ricevere”), si formano così gli Stati Ellenistici. E’ la fine della polis e dei grandi sistemi filosofici. Troviamo singole scuole, in particolare l’Epicureismo, lo Stoicismo e lo Scetticismo, che in un’epoca così precaria non si preoccupano più di elaborare grandi teorie e grandi sistemi filosofici, ma di problemi pratici (come trovare la felicità e la serenità). La felicità è il problema centrale.

    Il termine “ellenismo” è stato inventato da uno storico dell’88, Droysen. Negli Atti degli Apostoli, infatti, “ellenistai” veniva usato per indicare gli Ebrei di lingua greca. Facendo un’errata traduzione di questa parola, essa passa ad indicare chi parla un greco imbarbarito, la cosiddetta “koinè”. Il termine “ellenismo”, dunque, ha avuto molta fortuna, ma si basa su una traduzione errata.

    L’Ellenismo è un periodo in cui non ci sono più le grandi opere classiche, ma si tratta di un’epoca in cui fiorisce la scienza. Abbiamo il Museo di Alessandria fornito di una biblioteca con oltre 700.000 libri, quasi tutti quelli esistenti all’epoca. Attorno al museo operano gli scienziati di varie discipline:

    1. Aristofane e Aristarco sono studiosi di letteratura greca. E’ grazie alla filologia (come Erasmo) alessandrina che abbiamo ricevuto le grandi opere greche, come l’Iliade e l’Odissea. Ad esempio, questi due poemi sono stati suddivisi in libri proprio dai filologi alessandrini e anche le particolarità linguistiche sono dovute a questi ultimi. Tra le opere greche antiche e noi c’è una trasmissione di questi testi con almeno due filtri, cioè due periodi in cui si scelgono i testi da tramandare ed eventualmente li si modificano: i filologi alessandrini e di monaci medievali (ad esempio, nel Medioevo è famoso Platone, ma gli altri autori classici non vengono quasi mai trascritti).

    2. La medicina, con la Scuola di Ippocrate (N.B.: Ippocrate è del V° sec. a.C., non è alessandrino).

    3. L’astronomia, importante per la figura di Aristarco che è il primo a formulare l’ipotesi eliocentrica. Quindi, anche la teoria di Copernico e Galileo è stata anticipata dai Greci. A questa teoria, che è minoritaria, si contrappone la teoria di Tolomeo, geocentrica e maggioritaria (sistema aristotelico- tolemaico, che sopravvive sino al 1600 con Galileo).

    4. Eratostene, studioso di geografia, che ha per la prima volta teorizzato la sfericità della terra, anticipando le scoperte del 1400.

    Altare di Zeus, Pergamo Uno degli edifici più monumentali dell'età ellenistica, parzialmente ricostruito e conservato nel Pergamon-Museum di Berlino. Eretto da Eumene II (197-160 ca. a.C.), re di Pergamo, sull'acropoli della città, si compone di un alto podio quadrangolare a gradinate, di 77 × 69 m, e da un recinto superiore circondato da un colonnato ionico. L'altare vero e proprio si trovava all'interno del recinto, e vi si accedeva attraverso l'alta gradinata centrale.

    La parte inferiore del podio, che si leva sui primi cinque gradini, presenta ai lati due ali aggettanti ed è interamente ricoperta da un fregio a rilievo, lungo 120 e alto 2,28 m. In uno stile molto elaborato, drammatico, che è stato definito 'barocco' (utilizzando il termine come categoria sovratemporale), viene raffigurata nel marmo la lotta tra gli dei dell'Olimpo e i Giganti, allusiva alle guerre condotte dai re di Pergamo. I forti contrasti chiaroscurali e la composizione per linee oblique e divergenti contribuiscono al dinamismo della rappresentazione, di effetto teatrale, che punta su un notevole coinvolgimento dello spettatore.

    Anche il recinto che conteneva l'altare era ornato da rilievi marmorei continui, che costituivano il cosiddetto piccolo fregio, lungo 87 m: vi erano rappresentate le storie di Telefo, mitico fondatore di Pergamo e simbolo delle fortune della dinastia.

    Il Laocoonte fu ritrovato nel 1506 a Roma, dove è attualmente conservato presso i Musei Vaticani.

    E’ uno degli esempi più belli del barocco ellenistico. Fu realizzato infatti nel 200 a.C. circa.

    Il gruppo rappresenta il sacerdote troiano Laocoonte e i suoi due figli mentre sono raggiunti su un altre da dei serpenti mandati dalle divinità contrarie ai troiani, durante la guerra di *****.

    Sin dalla sua scoperta l’opera fu ritenuta un originale creato dagli scultori Haghesandros, Athenadoros e Polydoros di Rodi, attribuzione possibile grazie al passo delle Naturalis Historia di Plinio (XX- XVI, 37).

    Ma, solo recent

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