blinky
Lv 6
blinky ha chiesto in Scienze socialiPsicologia · 1 decennio fa

Come si fa a superare se stessi? Come si trasforma una repulsione in un'attrazione?

Se le circostanze impongono di mettere da parte il nostro carattere, le sue istanze, i suoi bisogni, le sue reazioni; se si deve, per necessità e virtù, compiere dei passi in avvicinamento verso qualcuno che da noi si allontana, che ci aggredisce perchè sta male, e il tutto senza farsi sgamare. Come si fa a diventare cacciatori innocui di una lepre scivolosa? Come si gestisce in una prova del genere il proprio carattere difficile, insofferente, nervoso, presuntuoso??

Libera interpretazione, va di moda scrivere adesso...ma nemmeno poi tanto.

Aggiornamento:

Mi preme aggiungere che non pretendo da voi la soluzione al mio problema psicologico...L'ho postata perchè answers e le sue parole mi aiutano a riflettere. E' quel che chiedo.

Aggiornamento 2:

Non capisco perchè sia stata cancellata la prima risposta...

5 risposte

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    La vita e gli affeti che ci ritroviamo, spesso non sono come vorremmo , li ritroviamo "dati in dotazione". Nessuno ci ha avvisato prima su come condurre i rapporti con chi ci vive accanto, le persone costruiscono la loro personalità e spesso per quieto vivere e per comodità, scusa la brutalità , noi costruiamo un nostro mondo ove nessuno ci può rintracciare. Abbandonare la fortezza non è semplice , dà sicurezza , permette di non rimanere coinvolti emotivamente....ma se si guarda con attenzione dentro noi stessi forse emotivamente lo si è coinvolti già....(...caos calmo ...) e allora tanto vale buttarsi e provare a capire innanzi tutto e ad aiutare poi...

    Il punto è che non devi divenire cacciatore ....devi divenire lepre ...prova a comprendere come si sente una lepre , le risposte allora verranno da sole senza che le si cerchi...

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Cambiando angolatura è possibile rivedere posizioni certe assunte in precedenza che forse non sono piaciute e che essenzialmente sono caratteristiche proprie di un carattere forte e deciso.

    Non dico di alterare queste caratteristiche ma modificarle, plasmarle alla bisogna al fine di ottenere il risultato voluto, è un mio modo di agire nel campo del mio lavoro e ci ho impegato anni per arrivare ad aver pazienza e calmare la mia naturale impulsività, trasformandola in qualcosa di riflessivo e, alla fine, costruttivo e ancora oggi mi costa fatica ma ... c'è sempre un ma caro mio, io sto parlando di lavoro e di cose concrete per ottimizzare la produzione e per ottenere il massimo risultato dai propri mezzi ma nel campo affettivo e sentimentale ciascuno di noi è un'isola a se stante, personalmente sono rimasto istintivo e naturale, non altero le mie maturali inclinazioni e caratteristiche, col tempo le ho affinate ma denotano le originarie peculiarità e, rispondendoti usando la tua metafora, direi che se la lepre è qualcosa che deve riempire il mio stomaco, con arguzia la catturerò senza dubbio, non avrà scampo ma se quella stessa lepre è qualcosa che io amo farò di tutto per mostrarmi così come sono, senza alterare nulla e alla luce del sole dovrà venirmi incontro, perchè io così sono e alla lunga se modifico o adatto un comportamento la lepre se ne accorgerà e sarà anche peggio la sofferenza che subirò ... se scappa da me, me ne farò una ragione, è un mio modo di vedere o, se vogliamo seguire la moda del momento, una personalissima libera interpretazione ed è saggio da parte tua aspettarti solo input riflessivi, le soluzioni potrai ricavarle da queste riflessioni se sono idoneamente stimolate ... ciao e bella vita ;-)

  • thanos
    Lv 7
    1 decennio fa

    ti racconterò una piccola esperienza:

    Un giorno fui portato a rispondere ad una persona un po' "insofferente", (abitavamo a 500 km di distanza) :

    Se per dimostrarti di "volerti bene" non ti devo telefonare più,smetterò di chiamarti.

    Non so ancora oggi come riuscii a farlo davvero.

    Due anni dopo volle venire a trovarmi e dormire nel mio letto.

    Ma non aveva capito che era davvero tutto finito,tranne una mia residua disponibilità ad una normale amicizia.

    A scanso di equivoci, quella notte non successe proprio nulla....

    Mai come allora scoprii la grande verità delle parole dell'Ecclesiaste:"c'è un tempo per ridere e cìè un tempo per piangere"

    Non so se questo risponda indirettamente almeno alla tua domanda

    ma penso sempre che sia meglio esprimersi con una esperienza diretta (se c'è) piuttosto che con una "opinione"

    Ciao

  • 1 decennio fa

    Ciao, avevo un amore ed ho provato a superare me stesso. Ho pianto, implorato, supplicato e pregato, ma alla fine ho dovuto piegare le ginocchia e rassegnarmi che la malattia e il tumore avrebbe vinto, ucciso e portato via per sempre il mio amore. Col tempo poi, ho scoperto che un amore non muore, rimane impresso nel cuore, nella mente e contro ogni logica presente come se non si fosse mai allontanato da me. Ho superato me stesso, ho vinto la morte che credeva di poter cancellare ogni cosa, ho vinto perche' non vivo solamente di ricordi che lasciano un forte senso di vuoto, ma vivo con la gioia di vivere consapevole che un giorno rivedro' il mio amore che vive oltre la morte.

    Mi devi scusare perche' questa mia libera interpretazione e' quanto mi e' venuto in mente leggendoti sperando ti faccia riflettere anche se fuori tema, riciao

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    E' una domanda intensa.

    Penso che se qualcuno si stia allontanando da noi, li si dovrebbe lasciar andare. Non si puo' sempre insistere, tanto piu' che la "lepre e' scivolosa" e se l'acchiappi poi scappa. E' come il cane che si morde la coda: non ha mai fine. Io direi chiaramente, vai... fai quello che devi fare, trova te stesso se e' questo cio' che devi fare. Io saro' sempre qui, se hai voglia... sono qui. Non ti seguo, non ti respiro affannosamente sul collo, non ti diro' che fare, o come vivere la tua vita. Mi metto da parte. Non e' quello che vorrei fare, ma penso sia la cosa piu' giusta per te. Se hai bisogno chiama.

    Io l'ho interpretata cosi. Gestirei il mio carattere mettendolo da parte, accantonandolo con l'orgoglio, per rispettare il desiderio dell'altra persona.

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