Anonimo
Anonimo ha chiesto in Arte e culturaLibri ed autori · 1 decennio fa

aiutoooo!! mi serve la trama di "necropoli" di boris pahor!!! dmn c'è la consegna e nn ho letto nnt!!!?

dmn c'è la consegna e nn ho letto nnt!!!

2 risposte

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    Lv 6
    1 decennio fa
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    Con questo grande libro Boris Pahor affronta il tortuoso incubo della colpa (quantomeno sentita come tale) del sopravvissuto, di chi è tornato; incubo che tanto sembra aver pesato sul grandissimo Primo Levi, quando diceva che chi è tornato non ha visto veramente a fondo la Gorgone e chi l'ha vista non è tornato. Necropoli è un ritratto a pieno campo e allo stesso tempo stringato - mai patetico - della vita (della non-vita, della morte) nel lager. Un possente afflato umano coesiste con una nitida e fredda precisione, in una perfetta struttura narrativa che interseca il racconto del passato - della prigionia, rivissuta nel perenne presente dell'orrore - e il resoconto del presente, della rivisitazione molti anni dopo di quegli inferni bonificati e divenuti museo e memento di se stessi, non senza le ambiguità implicite in questo sempre incerto superamento ufficiale del passato. Necropoli è un'opera magistrale (se è lecito usare giudizi estetici per una testimonianza del male assoluto) anche per la sua limpida sapienza strutturale, per l'intrecciarsi di tempi - verbali ed esistenziali - che intessono il racconto. In un libro in cui non c'è la minima sbavatura vi sono momenti particolarmente indimenticabili: le sequenze cinematografiche della collettiva ('multicefala') massa dei detenuti sotto il getto dell'acqua delle docce, la rasatura del pube che assimila i prigionieri a cani che si annusino a vicenda, le tenaglie che trascinano gli scheletri su cumuli di scheletri, i dettagli del lavoro o delle cure prestate dai detenuti-infermieri come lo stesso autore, le forche per le impiccagioni, gli stratagemmi per salvarsi applicando un cartellino con un altro nome all'alluce di un cadavere, i deliri dei morenti; la bocca sempre urlante dei tedeschi assurta a caratteristica antropologica, il ciarpame di fetida biancheria dei morti purtuttavia preziosa per i vivi, il silenzio del fumo che esce dai camini; l'esigenza di ordine che paradossalmente permane pur nell'esecuzione dell'infame lavoro forzato, il segreto egoismo nell'aiuto prestato a un condannato con il sollievo di non essere al suo posto, i miserabili e benvenuti baratti di cicche e croste di pane fra prigionieri; l'abiezione storica divenuta squallore cosmico, vuoto assoluto.

    Va bene?

  • 1 decennio fa

    brava babba!

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