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etcetera ha chiesto in Arte e culturaFilosofia · 1 decennio fa

Cos'è quello che è e quello che non è a cui dobbiamo attenerci per essere veritieri?

La coerenza semantica di qualsiasi discorso, compreso quello matematico, fa ancora oggi riferimento a questa frase di Aristotele:

"Vero è dire che è di quello che è e non è di quello che non è"

Dunque il vero, come il falso stanno solo nel dire, ma fanno riferimento a qualcosa che precede (e non consegue) ogni dire.

Cosa è dunque questo qualcosa? Come possiamo intenderlo prima di dirlo ed essere quindi coerentemente veritieri o incoerentemente menzogneri nei nostri discorsi? Siamo sicuri poi di potercelo dire?

Aggiornamento:

Saphira, la tua risposta cita dunque la costruzione dialettica della verità che parendo da una tesi e un'antitesi deve produrre una sintesi che a sua volta troverà una nuova antitesi in un processo infinito di cui la verità resta il limite irraggiungibile. Ma mi pare che nel pensiero di Aristotele la verità è presupposta all'inizio nel ciò che è e non è di una cosa, si tratta solo di dirlo, ma è proprio questo che genera ogni sorta di problemi: come si può dire in modo veritiero e in modo che sia inteso veritiero? La tautologia nella sua perfetta ovvietà non risolve nulla.

Aggiornamento 2:

Dunque alla fine la verità è nel dio di turno N Lorenzo N e la verità delle verità sarà in un pantheon di dei litigiosi che a ogni istante contraddicono questa verità. Quindi, in ultima analisi non vi è alcuna verità, giusto?

Aggiornamento 3:

Pit, Aristotele sarà rimasto pure ai tempi antichi, ma la tua risposta è ancora più antica, sarebbe stata condivisa in pieno dai sofisti tipo Protagora, Gorgia o Ippia. Pare che tutto ciò che diciamo sia stato già detto da millenni, non trovi?

Aggiornamento 4:

Andrea Pasotti, il problema sta nel definire questa piattaforma criteriale che a se stessa poi si riferisca, perché per definirla occorre uscire dall'ambito di discorso che essa dispiega. Nessun discorso può mai reggersi su se stesso per trovare coerenza.

Aggiornamento 5:

Mi sa Fausto che l'uomo continui a ragionare fondamentalmente con il limbico. Non penserai davvero che basti passare dai totem alle formule matematiche per mettere a tacere il limbico vero?

Aggiornamento 6:

House sul fatto che la terra sia rotonda potrebbe essere un buon punto di partenza (che 2+2 faccia 4 è già più discutibile quando si va sul concreto), mi piacerebbe provare a sviluppare l'etica che ne consegue da questa rotondità della terra, sarebbe un esercizio davvero interessante. Qualche suggerimento?

Aggiornamento 7:

P.S.: Le verità non hanno tutte pari dignità, ma la loro dignità dipende dalle conseguenze che producono, non dai presupposti (comunque arbitrari) su cui si basano, per questo mi pare che la verità della danza della pioggia sia tutto sommato tra le più dignitose.

Aggiornamento 8:

House, è solo la mente cosciente del pastore che produce le 100 pecore. Se intendiamo la mente come la nostra mente individuale cosciente la tua obiezione sarebbe lecita. Ma la mente è quanto produce un adatttamento tra una miriade di istanze che derivano dal nostro sentirci nel mondo di cui siamo solo in minima parte consapevoli e in queso cucire, disfare e ricucire che appare il gioco delle verità che non è mai solo quella unica verità.

Purtroppo il link non funziona.

8 risposte

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  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    "L'onestà " è ciò a cui dobbiamo attenerci per essere veritieri

    Ovvero non dire ad altri quello che "sentiamo" essere sbagliato

    Certo ,la verità sarà la nostra ,consciamente giusta o inconsciamente sbagliata che sia , e meglio la racconti magari con la cravatta il ciuffo e l'orecchino più sarai "creduto" perchè la verità che vogliamo ascoltare è quella che ci fa più piacere e normalmente si da fiducia proprio a coloro che non la meritano ,a coloro che riescono a mentire pure a se stessi , credendoci e credendosi pure , perchè il miglior venditore è colui che si autoconvince della qualità della propria merce ,da loro normalmente provengono le più grosse fregature , ma la verità è come la cultura , è "giusta" se accettata dai più , il diverso manca di credibilità dato che non è riuscito a pompare bene il suo io e ti ci rifletti male

    Purtroppo l'onestà intellettuale ha a che fare con i plagi di una cultura e allora il "rinnegato " diviene il più onesto quando riesce a riconoscere che le verità sono solo pezzetti di io raccolti in giro

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Mio caro, tu e Aristotele siete rimasti ai tempi antichi. Ma credi davvero che la mente umana possa conoscere la verità? Esistono solo miliardi di opinioni e nessuna verità, pensa solo alle religioni. Di verità ne conosco una soltanto: l'universo è governato solo da due leggi, la gravitazione e l'entropia. Se conosci questo conosci la verità fondamentale. Il resto, ripeto, sono solo opinioni Platone Socrate Aristotele compresi. Ognuno ha le sue verità -che non sono verità- e se le tenga strette, altrimenti sarebbe un infelice! Ciao,

    F.

    $$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$$

    Hai ascoltato la Levi Montalcini stasera da Fazio che invece di chiamare i suoi soliti amici del PCI ha invitato assieme a Grasso procuratore di Palermo? Distingueva fra limbico, il sistema ancestrale dell'inconscio dalla sub corteccia cerebrale, luogo della razionalità. Direi che fino alla scoperta della scienza l'uomo ha ragionato con il limbico, mentre ora la razionalità ha superato la fase ancestrale. E questo è il motivo per il quale alcune verità vengono finalmente espresse, ma il resto rimane solo opinione.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    vero è dire che è di quello che è e che non è di quello che non è.

    ma non è detto che sappiamo cosa è e cosa non è.

    l'unica cosa della cui esistenza siamo certi siamo noi.

    quindi la verità si basa sulla nostra esistenza.

    per questo la verità (quella meno utopica, diciamo) è soggettiva, ed è dal confronto tra tutte le verità soggettive che ci si avvicina alla verità utopica (che non è detto che esista...)

    la verità è solo una costruzione, che parte dalle singole esperienze di ognuno, e si sviluppa dal confronto dei singoli.

    foooooooorse.

  • 1 decennio fa

    Stai chiedendo l'identificazione della Verità dietro tutte quelle contorte perifrasi? Non credi di star chiedendo un pò troppo? :)

    Se la Verità è la verità da cui tutte le altre verità discendono, questa per un [inserire appartenenza religiosa] è senz'altro [inserire il/gli dei adorato/i]. E se dire che ciò che è vero è vero è una tautologia lo è anche dire che ciò che la Verità coincide con l'Essere che viene poi sostituito, nel caso di un credente, dal dio di turno...(insomma hai fatto una domanda un po pesa..)

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  • Anonimo
    1 decennio fa

    Leggo le risposte...

    Angelica

  • House
    Lv 4
    1 decennio fa

    Se si legge la frase di Aristotele in questa maniera:

    "Vero è dire che ciò che esiste esiste e che ciò che non esiste non esiste"

    forse la questione diventa più semplice.

    In pratica, quando è che una frase è vera? Quando afferma l' esistenza di una cosa che esiste o la non esistenza di una cosa che non esiste.

    Si tratta quindi solo di un' affermazione metodologica, relativa al concetto di "vero", che presuppone che sia già evidente per altre vie cosa esiste e cosa non esiste.

    Quali sono queste altre vie? Come sappiamo che una cosa esiste?

    Per prima cosa dovremmo definire il concetto di "esistenza". Cosa significa che una cosa "esiste"?

    Una cosa esiste quando appare come immediatamente e indiscutibilmente data ed evidente a tutti i soggetti.

    Per farti contento, Maral, potrei aggiungere, "a tutti i soggetti che condividono gli stessi postulati culturali", ma non lo farò. ;-)

    Voglio infatti sostenere, contro il relativismo antiscientifico imperante, che ci sono effettivamente delle cose esistenti e vere, al di là di ogni ragionevole dubbio.

    2+2 è indiscutibilmente uguale a 4, sia che tu sia un matematico immerso in un mondo di concetti astratti, sia che tu sia un pastore analfabeta del quarto mondo, intento a contare le sue pecore.

    La Terra è indiscutibilmente rotonda. Magari potrà non essere immediatamente evidente per il pastore di cui sopra, perché gli mancano gli strumenti che rendono questa verità evidente. Ma basterà fornirglieli questi strumenti (portarlo a fare un giretto su uno shuttle, al limite), per convincerlo. Lui invece, non potrà mai, con una evidenza di qualche tipo, dimostrarti che la Terra è piatta.

    Se tutte "le verità" avessero davvero pari dignità, come tu spesso sembri voler sostenere, ogni cosa potrebbe esistere o non esistere, essere vera o non vera, a seconda dei punti di vista (esistono le fate? la danza della pioggia funziona? Craxi era un grande statista? eccetera). Vivremmo allora come formiche cieche in una stanza buia, ognuno intento a sognare il suo mondo, senza possibilità di indagine, senza la dignità di una ricerca che abbia la pur minima speranza di aprire uno spiraglio di luce, che non sia solo il riflesso dell'ennesimo autoinganno.

    Senza nemmeno la possibilità di fondare un' etica: se tutto è parimenti vero o falso, se niente è assolutamente reale, cosa è giusto e cosa non lo è?

    Senza la possibilità di un reale incontro con un nostro simile o con un qualunque altro essere. Ammesso di non essere soli, in quella stanza buia, che incontro ci potrebbe essere tra due esseri prigionieri ognuno della propria relativa illusione di verità? Senza nessuna reale evidenza da condividere?

    Se fossi Dio, non avrei creato un Universo del genere.

    *****

    Se una verità è piu' o meno "vera" in base alle conseguenze che produce, il pastore vorrebbe probabilmente vivere in un mondo in cui sommare due pecore a due pecore producesse un gregge di 100 pecore. Per quanto anch'io sospetti che in larga misura la realtà che sperimentiamo sia un prodotto della nostra mente, penso anche che ci sia un qualcosa con cui la nostra mente interagisce che fa da base comune ed ha delle leggi che sono uguali per tutti. Per questo, il pastore, per quanto si sforzi di far si che 2+2 faccia 100, non potrà mai riuscirci. Per questo, tutti quanti, dobbiamo fare i conti con spazio e tempo e logica per il solo fatto di essere nati in questo Universo.

    Ovviamente non baserei l'etica su 2+2=4 o sul fatto che la Terra è rotonda. Ci sono altri tipi di evidenza che possono fornirne la base. Una volta che hai accettato l'esistenza di un "territorio comune", fatto di cose ugualmente vere per tutti, non ti resta che indagare a mente e cuore aperto, per trovare una base anche per l'etica e la spiritualità.

    Il Buddhismo, almeno quello delle origini, è un esempio di una "religione" basata sul fatto che esistono alcune semplici verità che tutti possiamo conoscere per esperienza diretta, qualunque sia la cultura in cui ci troviamo a vivere.

  • Anonimo
    1 decennio fa

    Ciò che ricaviamo da una piattaforma criteriale finalizzata alla valutazione, piattaforma criteriale che non può, in ultima istanza, che essere autoreferenziale, in quanto a sua propria plausibilità.

  • 1 decennio fa

    Io direi che nella domanda si afferma ciò che è vero quindi ciò che è, mentre nella risposta ciò che si reputa non vero e quindi non è.

    Ma anche in una domanda si può cominciare con cosa non è se è riferita a qualcosa dichiarata da qualcuno che dice che è.

    La coerenza non è solo riferita ai nostri pensieri ma anche a quelli degli altri che potrebbero essere incoerenti con i nostri.

    Il qualcosa è il riferimento di partenza.

    @ nel rispondere ho voluto correggere la frase secondo il mio pensiero, e tu lo hai interpretato perfettamente e aggiungo che la tautologia è piena di affermazioni ridondanti per esprimere un pensiero veritiero mentre è dal contraddire che nasce un pensiero nuovo perché ogni verità nasconde sempre un'altra verità diversa, e se non fosse così saremmo tutti d'accordo.

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