Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Urgenteeeee mi potreste fare il commento del "Gelsomino notturno" di Pascoli Perfavoree,,graziee?

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  • Anonimo
    1 decennio fa
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    La poesia “Gelsomino notturno” fu composta da G. Pascoli, dopo lunga gestazione e tormentata vicenda di varianti, per le nozze dell'amico Raffaele Briganti e vi è adombrato il tema dell'unione dei due sposi e del conseguente germogliare di una nuova vita. La lirica venne pubblicata in un opuscolo “per nozze” nel luglio 1901 e poi inclusa nei “Canti di Castelvecchio” (1903) “E' difficile - scrivono Guglielmino e Grosser in “Il sistema letterario”- indicare la trama perché è portato all'estremo quel processo di rarefazione dell'elemento logico - narrativo, che è una caratteristica fondamentale della poesia moderna e che Pascoli ha introdotto nell'ambito della poesia italiana. La lirica è una trama di impressioni, apparentemente disordinate e casuali nel loro succedersi, ma in realtà legate reciprocamente da sottili e rarefatti rapporti, da una logica del sentimento più difficile da cogliere, ma forse più vera della logica della ragione.” Parafrasi I gelsomini notturni, detti anche “le belle di notte”, aprono i loro fiori al calar della sera quando il poeta rivolge il pensiero ai suoi morti. Anche le farfalle del crepuscolo iniziano il loro volo nelle ore della notte tra i viburni, altrimenti detti “palloni di neve”, perché fiori bianchi di forma sferica. Tutto tace: insieme alla notte è calato il silenzio: solo in una casa ancora si veglia: i rumori sommessi, che ne provengono, non turbano la pace notturna, paiono un bisbiglio di voci. Nel nido i piccoli dormono sotto le ali della madre. Dai calici aperti dei fiori di gelsomino esala un profumo che fa pensare all'odore di fragole rosse. Mentre nella casa palpita ancora la vita e una luce splende nella sala, l'erba cresce sulle fosse dei morti. Un'ape, che si è attardata nel volo, trova tutte occupate le cellette del suo alveare. La costellazione delle Pleiadi risplende nel cielo azzurro e il tremolio della sua luce richiama alla mente l'immagine di una piccola chioccia circondata dai suoi pulcini, intenti a pigolare. Per tutta la notte esala il profumo dei gelsomini che il vento porta via con sé. La luce accesa nella casa sale su per la scala, brilla al primo piano e si spegne . E' chiara l'allusione agli sposi che si uniscono nell'oscurità. Al sopraggiungere dell'alba si chiudono i petali e il fiore “cova” “nell'urna molle e segreta” “non so che felicità nuova”. Il poeta allude al germogliare di una nuova vita nel grembo della sposa, ora madre. Analisi e commento Da un punto di vista metrico la lirica è composta di sei quartine di versi novenari a rima alternata. “Va sottolineata la differenza di ritmo che si instaura tra i versi che pure sono uguali (novenari); in ogni strofe i primi due novenari hanno un ritmo incalzante, concitato, ascendente

    Fonte/i: Ciao
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