killer_93 ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

ki mi da un consiglio??????

dmn ho il compito di storia dell'arte sulòl'arte etrusca e romana cs dovrei ripetere secondo voi?

2 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    L’arte etrusca

    La pittura in Etruria fu destinata generalmente al mondo dei morti ed ebbe sempre un legame con la vita quotidiana, una finalità pratica più che estetica, tanto che riferito ad essa si è spesso parlato di artigianato artistico.

    Dall’arte greca gli Etruschi trassero la maggior parte dei temi rielaborandoli però in forme espressive più immediate e decorative.

    Gli artisti etruschi con le loro opere, cercavano di ricreare un’atmosfera familiare e di fissare con forme dinamiche e colori brillanti la vitalità della vita terrena.

    Si trattò quindi di un’arte spontanea, che mirava all’intensità dell’espressione anche a costo di deformare la realtà naturale.

    La tecnica pittorica era inizialmente molto elementare;

    nel corso del VII secolo, infatti, gli artisti stendevano direttamente sulla roccia, precedentemente lisciata, il colore.

    Con il passare del tempo essi affinarono le modalità di lavoro e presero a coprire la parete da affrescare con un sottile strato di calce, sul quale incidevano con uno stilo il disegno preparatorio che veniva, subito dopo, colorato.

    Successivamente giunsero a fissare fino a tre diversi strati d’intonaco e a realizzare affreschi veri e propri.

    Inizialmente gli affreschi erano molto semplici e spontanei, mentre a partire dalla metà del IV secolo divennero più ricchi, con effetti di chiaroscuro determinati da un sapiente uso delle linee oppure dei colori. Anche i temi trattati subirono nel corso del tempo delle variazioni.

    Nel VI e nel V secolo, infatti, il motivo dominante è quello del banchetto, cui si affiancano i giochi, le danze, la caccia, le attività di lavoro e così via.

    A partire dal IV secolo invece i temi cambiano: demoni infernali, eroi mitici, viaggi nell’aldilà mostrano un mondo più cupo, quasi ossessionato dalla morte.

    Indipendentemente dai soggetti, legati al motivo conviviale oppure al mondo mitologico o ancora a quello religioso, gli affreschi giunti fino a noi sono comunque quasi sempre lo specchio di una civiltà raffinata, attaccata alla vita e ai suoi riti quotidiani.

    L’artigianato

    Sulle strade ed i vicoli delle città si affacciavano le botteghe degli artigiani, fervide di attività produttive e di commerci.

    Nelle botteghe si fabbricavano recipienti e vasi di terracotta di ogni foggia ispirati al gusto greco, suppellettili ed arnesi in bronzo, raffinati gioielli in oro e in altri metalli preziosi.

    Prodotti che venivano acquistati in loco o che prendevano la via di popoli lontani.

    Le ceramiche più tipiche della vasta produzione etrusca furono i buccheri.

    Si tratta di vasi caratterizzati dal colore nero lucido delle superfici, determinato dalla tecnica di fabbricazione e cottura.

    La produzione di Monili ed oggetti in oro, nella quale gli etruschi dimostrano un elevato grado di elaborazione tecnica capace di sfruttare le possibilità espressive del metallo, fu ricchissima e meritatamente famosa.

    Il periodo di massima fioritura fu tra la metà del VII e la fine del VI secolo a. C., a Vetulonia e Vulci.

    Anche nell’oreficeria trionfò il gusto per il sovraccarico e gli effetti enfatici con lavorazioni spesso combinate insieme.

    Tali tecniche comprendevano l’incisione, lo sbalzo, la fusione, la filigrana e, soprattutto, la granulazione, consistente nell’applicare sulla superficie del metallo piccoli granelli d’oro saldati tra loro, moltiplicando così l’effetto dell’incidenza della luce.

    Arte o Artigianato?

    Le sculture, i bronzi, gli avori, i gioielli, gli specchi e molti degli oggetti che facevano parte dei corredi funebri sono stati il più delle volte considerati da una parte degli studiosi opere di artigianato, di qualità certo, ma lontane dalla perfezione dell’arte greca, che gli etruschi avevano imparato a imitare.

    Altri studiosi hanno invece attribuito a queste opere un valore diverso, restituendo loro la dignità “superiore” che si riconosce generalmente all’opera d’arte.

    Vale la pena quindi di prendere in esame alcuni ambiti espressivi della civiltà etrusca, quelli relativi alla lavorazione del bronzo e di metalli preziosi e quello relativo alla pittura, lasciando ad altre pagine il compito di argomentare intorno alla scultura o ai prodotti in ceramica oppure ancora alla costruzione di edifici.

    Dell’antica storia dell’Etruria, nel periodo di sviluppo della città di villanova, sono giunti fino a noi quasi soltanto oggetti in metallo, il più delle volte spade, foderi, punte di lancia, fibule, manufatti che rivelano un’abilità assai notevole nell’arte dei metalli.

    Il reperto più significativo di quel periodo (IX secolo) è un quadrupede alato ritrovato a Tarquinia, le cui linee sinuose e il cui equilibrio compositivo sono la dimostrazione sia di abilità tecnica sia di capacità espressiva non semplicemente artigianale.

    Successivo (VII secolo), ma altrettanto importante, è il carrello bruciaprofumi ritrovato nella necropoli dell’Olmo Bello di Bisenzio.

    La lavorazione del metallo si sviluppa nella produzione di oggetti pr

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  • 6 anni fa

    come è andato poi il compito?

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