Anonimo
Anonimo ha chiesto in Scuola ed educazioneCompiti · 1 decennio fa

Domande sulla reggia di Caserta?

Devo fare queste domande per scuola perchè sono stato alla reggia di Caserta ma non mi ricordo molto....

1) (Parco) Quali sculture di animali si trovano alla fine della prima rampa di scale e cosa simboleggiano?

4) (palazzo) In cima allo scalone reale descrivi cosa cè. E alla sua sinistra?

5) prima di arrivare alla sala del trono quante sale si devono attraversare? perkè? come si kiamano? descrivile

1 risposta

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  • Anonimo
    1 decennio fa
    Risposta preferita

    IL PALAZZOLa Reggia di Caserta si presenta come un enorme complesso architettonico: il palazzo, sul lato meridionale, è lungo 249 metri e alto 37,83 e, a decorarlo, sono state poste dodici colonne; sulla facciata principale, invece, le colonne sono ben ventisei e sono poste tra una finestra e l’altra. In totale, la Reggia ricopre un’area di 47.310 metri, comprende 1200 stanze e 1790 finestre e, complessivamente, è venuta a costare 8.711.000 ducati. Il palazzo ha un perimetro rettangolare, al cui interno si trovano due fabbricati che si intersecano a croce formando quattro grandi cortili interni, ciascuno dei quali misura più di 3.800 metri quadrati.

    Accanto al portone centrale sono ancora visibili i basamenti sui quali si sarebbero dovute porre le statue rappresentative della Giustizia, della Magnificenza, della Clemenza e della Pace (rappresentative delle virtù attribuite al sovrano).

    Entrando nel Palazzo ci si trova in un ampio vestibolo ottagonale del diametro di 15,22 metri, contenente venti colonne doriche; su entrambi i lati si aprono i passaggi che portano ai cortili interni, mentre frontalmente un triplice porticato immette al centro topografico della Reggia. Un terzo vestibolo rende, infine, possibile l’accesso al Parco. Su un lato del vestibolo ottogonale si apre lo scalone reale, largo 18,50 metri, i cui 116 gradini (ciascuno composto da un unico blocco di “lumachella” di Trapani) portano al piano superiore della Reggia e alle stanze che la compongono.

    LO SCALONELo Scalone Reale, altrimenti detto “Scalone d’Onore”, conduce al piano superiore dove si trovano il Vestibolo, gli appartamenti Reali e la Cappella Palatina. Si presenta come una grande rampa centrale che, successivamente, si sdoppia in due rampe parallele. Le statue presenti a metà del portico sono tre e sono state realizzate da artisti diversi, in un arco di tempo che va dal 1776 e il 1777: la Maestà Regia (rappresentata dal sovrano a cavallo di un leone, simboleggiante la potenza) si deve a Tommaso Solari, la Verità (immaginata come una figura femminile che poggia un piede sul mondo, mentre indirizza l’indice verso il sole) è stata realizzata da Gaetano Solomone e, infine, il Merito (una figura maschile che sulla spalle porta una spada e nella mano destra tiene un libro) è stata costruita da Andrea Violani.

    Al termine della rampa centrale si accede al primo pianerottolo, dove iniziano le rampe parallele, alla base delle quali si trovano due leoni in marmo bianco, realizzati da Solari e Persico. Voltando lo sguardo all’indietro si coglie l’esistenza di due piani sovrapposti (quello del pianterreno, dominato dalla statua di Ercole e quello del Vestibolo). La doppia volta ellittica è affrescata con le Stagioni e la Reggia di Apollo di Gerolamo Starace. Il cornicione che corre lungo la volta era destinato ad accogliere i maestri di musica durante i ricevimenti, in modo che essi rimanessero invisibili agli ospiti.

    IL VESTIBOLOAttraverso lo scalone si accede al Vestibolo: esso ha forma ottagonale (ma assume un movimento circolare nella sua parte centrale, la cui volta è sfarzosamente decorata) ed è illuminato da quattro grandi finestre che danno sul cortile. La disposizione dei pilastri e delle colonne ricalca esattamente la geometria con la quale è stato realizzato il piano sottostante, ma il gioco di luci e di colori non permette di cogliere questo particolare ad un primo sguardo disattento.

    Secondo la tradizione è stato lo stesso Vanvitelli, in una lettera del 1759 scritta a suo fratello Urbano ad utilizzare il termine “Vestibolo”: inizialmente doveva trattarsi semplicemente dello spazio in cui terminavano le due rampe di scale dello Scalone, ma la sua bellezza e le soluzioni architettoniche innovative utilizzate, così apprezzate dai sovrani, convinsero il Vanvitelli a definire quello spazio come il “Vestibolo della Cappella”, ridotto successivamente a “Vestibolo”.

    ecco

    spero di esserti stata di aiuto

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