Secondo Tremonti la crisi che stiamo passando costituisce un' opportunita per L' Italia?

Caspita, allora appena è finita questa è meglio che ne cominci subito un' altra. Voi cosa ne dite?

Aggiornamento:

@ Marco619 - devo dire che malgrado il gin te la sei cavata molto bene. Nella tua esposizione trasparre una certa linea federlista, che io condivido. Ma non credo che questo sia un percorso che realizzarsi seguendo il movimento leghista, del quale credo tu sia un sostenitore. Hai espresso concetti troppo alti per essere assocciati alle persone che oggi compongono le fila della lega nord.

Resta il fatto che condivido pienamente la tua analisi sul nostro paese, e sull' impostazione politico amministrativa che esso dovrebbe avere.

Aggiornamento 2:

@ Crativ..- Non possiamo pensare che adesso, solo perché Fiat ha chiuso bene bene l' affare americano, l' italia sia diventata all' improvviso un paese con forti capacità di penetrazione nel mercato mondiale. Tutti ci raccontano che la nostra fortuna( ammesso che lo sia) si basa sulla medio piccola impresa. Non possiamo dimenticarci che per una azienda che conquista un mercato estero, ce ne sono 10 che entrano nel nostro paese e la fanno da padrone. Poi non ci si deve dimenticare che in Italia la fiat copre solo il 30% del mercato dell' auto, contro il 60% dei Francesi e tedeschi con i loro marchi nazionali. Quindi tutta questa improvvisa ammirazione per la Fiat la trovo anche un tantino ipocrita da parte di chi non ha mai creduto in Fiat acquistando auto straniere. Io che ho 60 anni, e di auto credo di averne acquistate più di una decina, ho sempre e solo acquistato Fiat.

19 risposte

Classificazione
  • 1 decennio fa
    Risposta preferita

    Le crisi economiche cicliche non sono altro che grandi purghe complessive del Mercato. Necessarie per stabilire nuove regole, meccanismi e tipi di produzione, antesignane di un nuovo passo della globalizzazione. Globalmente questa crisi economica, una volta finita, avrà mutato l'assetto economico del mondo: nuove potenze saliranno tra le Grandi, alcune decadranno inesorabilmente, altre si attaccheranno a una o l'altra potenza di turno. Noi, Italia, ci attaccheremo come sempre ad una potenza occidentale, quindi rimarremo tra le "little bigs", come è giusto che sia. Così appariremo sul ritratto di famiglia di tutte le nazioni: il classico nipote squinternato ma tutto sommato buono e con potenzialità discrete.

    Ecco, a differenza delle altre nazioni, noi non prenderemo il "treno dell'opportunità", ma salteremo sul "carrozzone del più forte". Eh anche scegliendo, per ragioni che io ritengo culturali e sociologiche, di fare i tirapiedi di qualche grande nazione occidentale, mangiando le briciole che cadono dal tavolo, lo faremo comunque in modo poco dignitoso e senza metodo. Qui ritorna, come la marea, la classica storia italiana: politica inetta e corrotta, collusa con la malavita organizzata, mafia dilagante, sprechi assurdi, assistenzialismo esagerato, sicurezza sociale maldistribuita e paese a due velocità (una negativa, l'altra rallenta relativamente al resto del mondo in sviluppo a causa della prima, lascio a te l'interpretazione e la collocazione delle rispettive aree...), evasione fiscale alle stelle, magna-magna, inciuci, familismo, clientelismo, amministrazioni incompetenti, Stato centrale inefficiente,....

    E punto e capo. Tutto come prima. La situazione potrà davvero cambiare se e solo se, prendendo gli italiani coscienza della propria situazione, ci sarà un grande movimento atto a riformare l'attuale stato di cose (suona molto marxiana questa frasa, ma ciò che voglio esprimere è esattamente il contrario): italiani, consapevoli delle proprie differenze, che si riconoscono uniti sotto un'unica bandiera e capaci di vantarsi delle proprie particolarità, in un regionalismo positivo e non conflittuale, gente che ha voglia di ripristinare un sistema più ragionevole e di riscrivere la Costituzione avvicinandoci ai principi liberali e democratici dei moderni stati europei (sono convinto che, se la parte dei principi fondamentali della Costituzione sia essenziale e intoccabile, la parte che regola e dà struttura allo Stato nelle sue Istituzioni e nel suo modus operandi debba essere eliminata e riscritta completamente, dimenticando la funzione antifascista filocomunista con cui era stata storicamente creata), ripartire e eventualmente distribuire in modo più corretto la ricchezza, porre fine attraverso azioni dell'esercito alle organizzazioni malavitose di stampo mafioso su tutto il territorio italiana (sterminio intendo, epurazione assoluta della mafia, in senso concreto), definitivo approdo allo Stato Laico, premessa base per lo Stato di Diritto e Liberale, eliminazione dell'assistenzialismo e della sicurezza sociale eccessivamente sprecona (su tutta Italia, in particolare in "alcuni casuali" territori... ti rilascio nuovamente libera interpretazione...), smantellamento dell'attuale struttura centralizzata dello Stato, optando per un modello decentrato analogo a quello tedesco o indiano (mio nonno, con la sua caratteristica cadenza veneta, diceva sempre: "Preferisco la caldaia autonoma al riscaldamento centralizzato: me la gestisco a mio gradimento e risparmio notevolmente"... estendeva questa sua visione anche alla politica),...

    Ecco Franco di cosa c'è realmente bisogno: di un "reset" dell'Italia. La crisi potrebbe fungere da catalizzatore, in ciò Mr.Tremonti ha pienamente ragione, ma se manca la volontà e la consapevolezza degli italiani, nulla si potrà fare... I topi continueranno a ballare (?)...

    Detta tutta questa pappardella, ti chiedo scusa per l'uso intensivo delle metafore: il terzo chupito, dopo x bichhieri di gin... non garantisce l'uso di tutte le mie facoltà intellettive... l'ora tarda aiuta la defaillance... ma questa notte il sonno non viene...

    Buona Nottata.

    -----

    Franco, tu mi offendi! Io leghista? Ti prego, che assurdità!

    Sono un convinto federalista, questo sì, e anche realista (non nego la realtà dell'Italia "doppia"), ma mai uno del carroccio. Devo dire che c'è stato un momento in cui sostenevo alcune tesi leghiste, tanto da approcciarmi al partito, ma mi sono preto reso conto che è un accrocco di poveri magüt frustrati, contadinotti di provincia, montanari e bovari...

    Insomma, è davvero un colpo basso. Io sono solo "empirista": ciò che vedo è realtà. Quello che ho visto del Sud, oltre la bellezza dei paesaggi incantevoli, il calore (a volte eccessivo) della gente, i valori della terra e la buona cucina (quella va bene anche se eccessiva), viene eclissiato dalla dura realtà di una mentalità retrograda, poca voglia di ottenere una condizione migliore (ciò è causato dall'assistenzialismo), mancanza di una seria etica del lavoro diffusa (con "diffuso" intendo dire che nel particolare ci sono individui che davvero farebbero le scarpe all'imprenditoria del Nord.... quelli che infatti emigrano). Fatti innegabili Franco, la realtà è questa. Il leghista coglie la realtà, ma gongola e si crogiola nella sua finta superiorità. Io, personalmente, voglio che questa realtà si risolva in un'Italia che nel complesso viaggi ad un'unica velocità, un'Italia dove se sto morendo di cancro a Somma Vesuviana ho pari possibilità di cura che avrei a Carate Brianza, un'Italia dove si può aprire un'impresa senza che debba pagare mensilmente un'imposta alla cosca locale, un'Italia dove si abbatte la vecchia mentalità (bigotta e a tratti moralista nel nord, patriarcale e lassista nel sud),...

    Ecco qual è la differenza tra me e un leghista.

  • ?
    Lv 7
    1 decennio fa

    Conosci il detto "cio' che non ci uccide, ci rende piu' forti"?

  • 1 decennio fa

    «Scritta in cinese la parola crisi è composta di due caratteri. Uno rappresenta il pericolo e l'altro rappresenta l'opportunità.»

    John Fitzgerald Kennedy

    tremonti e solo un grosso imbecille ai servigi dello psiconano che ripete frasi che ha letto un po qui un po la...ma che si tappi la bocca..

  • 1 decennio fa

    quando ti trovi col cùlo per terra l'unica cosa che puoi fare

    è tentare in tutti i modi di rialzarti.

    e a noi italiani la fantasia non manca

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  • Sì sì: ho letto.

    Tremonti. E ho detto tutto. Più che sparare cazzàte mi sembra che non sappia fare.

    Eh, come no: di crisi in crisi si arriverà anche alla lisi, ovvero allo scioglimento (chimico) degli esponenti di questo 'governo' ignobile, incompetente e veramente ladro. Ladro di tutto: anche delle speranze.

  • 1 decennio fa

    Se lo dice vuol dire che avrà i suoi buoni motivi e anche le conoscenze per affermare una cosa del genere...te quanto ne sai di economia per giudicarlo?

  • 1 decennio fa

    Italia?! Italia...quale Italia?! Quella del bagaglino o quella dei lavoratori che si rompono la schiena in fabbrica dalla mattina alla sera?!

  • Economia ti fa proprio così schifo?

    Apri qualche volta il libro.

    "alle volte dubito della salute mentale di alcuni utenti di Answer, che vogliono vedere ottusamente i propri "problemi" come quelli nazionali. E che non avendo un barlume di conoscenze sociale ed economiche, stanno qua sopra a sparare baggianate per le due nozioni impartite alle scuole superiori. Di questa bella "gente", secondo me, vivono in un altra dimensione, non riescono a capire i fatti che li circondano e non sanno sfruttare le possibilità che la natura e la situazione ci offre, ma come detto, ottusamente criticano tutto quello che fanno gli avversari. Figuriamoci quindi, se possono anche pensare a come fare gli interessi del popolo, quando loro stessi non sono parte del "popolo", ma pensano solo ottusamente al loro status sociale".

  • 1 decennio fa

    la crisi è un opportunità se chi ha fallito viene lasciato fallire di modo che altre nuove forze economiche possano prendere il loro posto

    ...ma questo da noi non è accaduto

  • 1 decennio fa

    ritengo sia vero ma non solo perchè lo penso io ma perchè è la storia che ci dice questo, se guardi al passato dopo una forte crisi c'è sempre stata una grossa ripresa.

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